Free VS Netflix: per Reed Hastings, Xavier Niel “è un vero duro!”


Reed Hastings, co-fondatore di Netflix, di passaggio a Parigi, ha avuto modo di dire la sua sul rapporto un po’ “burrascoso” che lega l’operatore francese Free (fondato da Xavier Niel) e il noto servizio di video on demand.

Netflix

Prima di passare alle parole di Hastings, va spiegato che, la scorsa settimana, Free ha denunciato Netflix presso il tribunale del commercio di Parigi per i danni d’immagine provocati dal suo report mensile (ISP Speed Index) sulle velocità dei provider.

L’ISP (Internet Service Provider) Speed Index misura “il bitrate medio durante il Prime Time per i contenuti di Netflix resi disponibili in streaming agli abbonati in un determinato mese”, come spiega direttamente Netflix. Ed ogni mese Free risultava sempre ultima nella classifica dei provider francesi.

Per questo motivo il gruppo ha deciso di passare all’attacco con la denuncia al tribunale del commercio di Parigi (sostenendo di essere boicottata sul rilevamento delle prestazioni, perché unico provider a non aver mai raggiunto un accordo con Netflix) per “danni significativi, che non sono quantificabili in questa fase, ma potrebbe ammontare a decine se non centinaia di milioni di euro” e richiedendo inoltre di eliminare dai prossimi report mensili i dati (il bitrate) riferiti a Free.

E così su Xaviel Niel, Reed Hastings ha avuto modo di dire la sua:

E’  una persona molto socievole, ma questo non aiuta ad avere migliori relazioni di business. E ‘un vero duro!

Il co-fondatore di Netflix ha anche ricordato che Free ha già avuto una disputa con Youtube (nel 2012) e ritiene che l’operatore ha “uno stile più aggressivo rispetto ai suoi competitor”, con cui è più difficile trattare.

Non a caso, come già scritto, Free è l’unico provider francese a non aver mai raggiunto un accordo con il gigante americano, non rendendo scaricabile e installabile su Freebox l’applicazione ufficiale di Netflix (che è comunque utilizzabile, se si opta per una installazione manuale).

Per Reed Hastings, limitare o bloccare l’utilizzo del servizio…

sarebbe un attacco alla neutralità della rete… Alcuni paesi hanno incluso questo principio di neutralità nella legge, altri no. E’ vero che preferiamo il primo scenario, come accade in India o negli Stati Uniti…

Concludendo confermando che non ha mai avuto questo tipo di problema con un operatore prima d’ora. C’è dunque sempre una prima volta. Chi la spunterà?


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