Iliad: come funzionano i distributori automatici di SIM


Dopo l’indiscrezione dei giorni scorsi, che vedrebbe i distributori automatici di SIM di Iliad pronti a sbarcare nelle Gallerie Auchan (nei corridoi dei centri commerciali gestiti dal gruppo francese della grande distribuzione organizzata), è ormai chiaro che il nuovo operatore mobile affiancherà ai suoi punti vendita questa soluzione per acquisire nuovi clienti.

I distributori automatici di SIM (Bornes Interactives per i francesi) vengono utilizzati con successo da Free Mobile ormai da diversi anni.

Delle poche centinaia attivati nel 2014, l’anno del lancio Oltralpe, a fine 2016 il gruppo ne contata ben 1.600, distribuiti nei suoi 55 punti vendita, così come nelle edicole e tabaccherie e hanno permesso di risparmiare su centinaia (se non migliaia) di aperture di nuovi store e di automatizzare tante operazioni, come l’emissione di una SIM o la sua sostituzione in caso di furto o guasto.

Bornes Interactives Free Mobile

Se, come prevedibile, il gruppo Iliad deciderà di intraprendere lo stesso percorso anche in Italia, quello con Auchan sicuramente sarà solo uno dei tanti accordi che permetteranno ai distributori automatici di SIM di essere presenti su tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud, proprio come avvenuto in Francia.

Distributori automatici di SIM

Ma come funzionano i distributori automatici di SIM in Francia? Il funzionamento è davvero semplice: grazie ad uno schermo touch è possibile effettuare l’attivazione di una nuova SIM (nuovo numero o richiesta di portabilità da altro gestore) e scegliere il piano tariffario preferito.

Si inserisce un indirizzo email valido (non è richiesto alcun documento) e si effettua il pagamento con carta di credito. Si procede poi al semplice ritiro della SIM (disponibile in triplo taglio), il tutto in soli 3 minuti.

L’identificazione avviene tramite la carta di credito utilizzata per il pagamento. Il distributore emette poi uno speciale “scontrino” in cui sono presenti informazioni utili:

  • il numero di telefono assegnato alla SIM;
  • i dati per l’accesso all’area clienti online;
  • i contatti del Servizio Clienti.

La SIM viene consegnata già attiva e quindi subito utilizzabile, sia si tratti di un nuovo numero che di una portabilità da altro gestore (in quest’ultimo caso, il cliente potrà utilizzare il numero provvisorio assegnato alla SIM fino a completamento della procedura di portabilità).

Nella fase di lancio dei “bornes interactives” è stato lo stesso Xavier Niel a spiegarne il funzionamento, in una intervista rilasciata a 01Net TV (che potete vedere qui di seguito in lingua francese).

Distributori di SIM in Italia

Come segnalato nei giorni scorsi, per il momento le uniche notizie trapelate sul fronte dei “Bornes Interactives” nel nostro paese riguardano l’accordo con Auchan.

Distributori automatici SIM Free Mobile

Su eventuali accordi con altre catene e soprattutto sul funzionamento di questi distributori di SIM c’è ancora il massimo riserbo, ma il punto cruciale rimane sempre uno: come verranno identificati i futuri clienti, rispettando le normative italiane?

Identificazione clienti in Italia

La questione non è di poco conto. In Italia l’attivazione di una nuova SIM può essere effettuata solo presentando un documento di identità valido che serve ad identificare il cliente. I dati raccolti sono poi a disposizione dell’autorità giudiziaria che ne può fare uso e accedervi per fini di giustizia.

La nuova legge sulla concorrenza, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 14 agosto 2017, porta qualche novità sul tema:

Al fine di semplificare le procedure di migrazione tra operatori di telefonia mobile e le procedure per l’integrazione di SIM card aggiuntive o per la sostituzione di SIM card richieste da utenti già clienti di un operatore, con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono previste misure per l’identificazione in via indiretta del cliente, anche utilizzando il sistema pubblico dell’identità digitale previsto dall’articolo 64 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, in modo da consentire che la richiesta di migrazione e di integrazione di SIM card e tutte le operazioni ad essa connesse possano essere svolte per via telematica. Dall’attuazione delle disposizioni previste dal presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

A parte il sistema di identificazione tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), che ad oggi è utilizzato da poco più di due milioni di italiani (un numero davvero esiguo in rapporto alla popolazione), rimane il punto chiave su come Xavier Niel e il team italiano di Iliad, abbia trovato il modo di utilizzare i distributori automatici di SIM anche nel nostro Paese, rispettando le attuali leggi.

Lo stesso Niel, ai tempi del lancio dei “Bornes Interactives” in Francia, spiegò che l’identificazione tramite carta di credito è il metodo più sicuro che ci sia, più di inviare una fotocopia di una carta di identità, che può essere facilmente falsificata.

La carta di credito infatti viene emessa dai relativi circuiti (e banche) solo dopo una identificazione totale del cliente, per cui la scelta fatta da Iliad in Francia è incontestabile.

Bisognerà ora capire quali sono le misure “per l’identificazione in via indiretta del cliente” che il gruppo utilizzerà per richiedere una nuova SIM con i distributori automatici. Le ipotesi sono molte, una potrebbe essere quella dell’abilitazione dei distributori alla lettura della carta di identità elettronica, ma anche qui i numeri non sono troppo incoraggianti.

Stando ai dati resi disponibili dal Ministero dell’Interno, al 1° dicembre 2017 sono state emesse 1.247.924 CIE (Carta Identità Elettronica) e solo 690 Comuni italiani hanno abilitato postazioni per emetterle (al top Lombardia e Veneto, fanalino di coda il Molise).

Quale soluzione sarà stata trovata? Abbiamo provato ad interpellare i diretti interessati, ma per ora il riserbo rimane assoluto su tutti i fronti.


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7 Risposte

  1. atricar ha detto:

    Potrebbe bastare una postepay ?

  2. Lorenzo ha detto:

    A me sembra un sistema innovativo e non ancora presente in Italia, molto più sbrigativo del punto vendita comunque. Poi per chi non ha o non vuole la carta di credito ci sarà la possibilità sul sito o dall’eventuale punto convenzionato della zona. Nel caso i distributore con pagamento via carta di credito il canone mensile viene addebitato sul conto. Dalle notizie ha avuto successo in Francia dove si è fatto una bella fetta di utenza .

  3. Michele ha detto:

    Come minimo dovranno offrire la possibilità di acquistare le sim dal sito Iliad e riceverle tramite corriere,con i prevedibili (pochi)punti vendita del brand iniziali sarebbe davvero difficile la diffusione delle sim Iliad.

    • dobale ha detto:

      Se pongono dei limiti nel modo e nella forma di acquisto delle SIM si danno la zappa sui piedi! Non penso succederà. 🙂

  4. Peter Piero ha detto:

    che significa che pagherò ogni mese attraverso la carta di credito oppure potrò ricaricare dove?

  5. Enrico ha detto:

    Quindi io non ho carta di credito ne ho intenzione di prenderla, significa che non avrò nessuna sim?

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