Genish (AD TIM): “5G per tornare vincenti”. Nel terzo trimestre si vedranno gli effetti della concorrenza di iliad


Non possiamo ignorare questo fallimento nel mercato. […] Abbiamo bisogno del 5G per passare da un settore sanguinante a uno vincente“: sono queste le parole con cui l’AD di TIM Amos Genish si racconta sulle prestigiose pagine del Financial Times.

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Forti e critiche le parole di Genish, che appuntano come “le compagnie di telecomunicazioni stanno esaurendo le loro possibilità economiche e gli azionisti stanno esprimendo tutti i loro dissensi“.

Diverse le ragioni per le difficoltà di mercato, legate all’incontrollata guerra dei prezzi, alle limitazioni normative e ai ridotti profitti delle compagnie di telecomunicazione della regione non sufficienti a coprire i costi di capitale. Si tratta anche – in realtà – di un poco velato rimando alle politiche aggressive introdotte in Italia dall’arrivo di iliad.

Tanti i pensieri dell’AD di TIM, tra cui una diminuzione nel valore delle azioni di Telecom Italia pari al 40% (e che attualmente hanno toccato il minimo storico degli ultimi 5 anni). Responsabilità data anche dalle turbolenze legate al consiglio di amministrazione, che non hanno di certo aiutato gli sforzi dell’azienda verso il recupero.

Come tutte le società di telecomunicazioni in Europa stiamo affrontando sfide critiche. Abbiamo inoltre uno scenario di governance molto fragile che, in questo contesto, è controproducente e non utile.

Il trampolino per il rilancio e la crescita dell’azienda passa, secondo Genish, dalla nuova tecnologia del 5G, nonostante il suo acquisto abbia lasciato Telecom con un conto da pagare di circa 2,5 miliardi di euro.

Era un’asta disegnata appositamente per massimizzare le entrate del governo. E’ stato doloroso, non era previsto – ha spiegato l’AD – Come leader del mercato, non potevamo permetterci di essere fuori da questo gioco: abbiamo bisogno del 5G per passare verso un settore vincente.

Il 5G, in effetti, promette di incrementare i ricavi riducendo drasticamente i costi di consegna di un singolo Gigabit fino al 70%. Inoltre, permetterà alle compagnie di frammentare la rete in modo da creare servizi dedicati ad ogni tipologia di clientela, potendo offrire, per esempio, prestazioni maggiori a consumatori più esigenti e maggiormente disposti a pagare.

Concludendo, Genish ha affermato che ciò porterebbe a un mercato meno affollato e attento a servizi mobili di alta qualità.

Entro metà novembre saranno diffusi i conti del terzo trimestre (riferiti a luglio-settembre 2018) per quanto riguarda TIM e le prime indiscrezioni parlano di un trimestre non soddisfacente e che vedrà tutti gli effetti della concorrenza di iliad, che ha debuttato in Italia a fine maggio.

Concorrenza che rischia di intaccare la redditività non solo di TIM, ma di tutti gli operatori mobili italiani. Nelle prossime settimane scopriremo se sarà realmente così o meno.


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2 Risposte

  1. Antonio ha detto:

    Il problema non è iliad ma tutti gli altri operatori che in questi anni hanno rimodulato o attivato prodotti o offerte mai richiesti dal consumatore

  2. bifax ha detto:

    Ancora parla Genish? “diminuzione nel valore delle azioni di Telecom Italia pari al 40% (e che attualmente hanno toccato il minimo storico degli ultimi 5 anni” , é chiaro che non puó ignorare questo fallimento di mercato ed ha pure un conto da 2.5 miliardi da pagare allo stato. Fossi in lui mi nasconderei in Antartide per un po a rinfrescare le idee sui danni creati, anticipando il prossimo consiglio di amministrazione. Per la serie… “Si si, ci vado da solo” 🙂

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