Effetto iliad: la base clienti TIM nel mobile cala dell’1.7% nel terzo trimestre 2018


Il Consiglio di Amministrazione di TIM, riunitosi ieri, ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2018. A livello di Gruppo, i ricavi risultano aumentati nei primi 9 mesi di quest’anno del +1.2% rispetto all’anno precedente, grazie principalmente alla forte crescita in Brasile (+5.1%), mentre risultano più o meno stabili le attività domestiche (+0.2%).

L’attesa era naturalmente concentrata nel segmento mobile, per verificare quanto avrebbe impattato l’arrivo di iliad sui ricavi (e non solo). Stando a quanto dichiarato da TIM, la base clienti ha subito una perdita dell’1.7% nel terzo trimestre 2018 (luglio/settembre) rispetto al secondo trimestre.

Sul fronte delle portabilità, TIM segnala una perdita di 39.000 linee da inizio anno (non dalla data di lancio di iliad, avvenuta a fine maggio 2018). Va ricordato che nel dato comunicato è inglobato anche il numero di linee acquisite con Kena, il second brand di TIM nato proprio per contrastare il nuovo entrante con una offerta tariffaria molto aggressiva (in particolare durante la scorsa estate).

Nel segmento mobile TIM si conferma l’operatore con maggiore resilienza della base clienti rispetto all’ingresso del nuovo gestore (-1,7% rispetto al Q2); anche il dato relativo alla portabilità (MNP) mostra una solida tenuta, attestandosi a sole -39mila linee da inizio anno.

Grazie al posizionamento premium, unito a rinnovate azioni commerciali – anche con il second brand Kena – e di fidelizzazione della clientela, TIM porta al 40% la quota dei clienti “n-play”, ovvero quelli che usufruiscono dell’intera offerta TIM: voce, dati, fisso, mobile e entertainment.

Particolare attenzione è rivolta all’evoluzione della tecnologia 5G, che per il gruppo, rappresenterà una leva fondamentale di creazione di valore (TIM si è aggiudicata, nell’asta che si è conclusa lo scorso 2 ottobre,  lotti nelle bande 700 MHz, 3700 MHz e 26 GHz).

In Italia, i ricavi da servizi del mercato fisso sono pari a 7.394 milioni di euro, in leggero calo rispetto ai primi nove mesi del 2017 (-0,2%), a causa di un contesto competitivo più acceso. I ricavi da servizi del mercato mobile, pari a 3.434 milioni di euro, risultano in linea con i primi nove mesi del 2017 “nonostante uno sfidante scenario regolatorio e competitivo (ingresso del quarto operatore mobile)”.

Per quanto riguarda il segmento Consumer,  i ricavi del mobile sono pari a 2.870 milioni di euro (+1,2% rispetto ai primi nove mesi dell’esercizio precedente); i ricavi da servizi registrano un leggero decremento di 23 milioni di euro (-0,9 % rispetto ai primi nove mesi del 2017) con un rallentamento più accentuato nel terzo trimestre rispetto a quanto osservato nell’esercizio precedente.

I ricavi del fisso sono pari a 2.777 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai primi nove mesi dell’esercizio precedente (-2,6% sui ricavi complessivi del fisso, -0,5% sui ricavi da servizi).

Nel pomeriggio di oggi (9 novembre), i risultati dei primi nove mesi del 2018 verranno illustrati alla comunità finanziaria durante una conference call che si svolgerà alle ore 14 e magari emergerà qualche dettaglio in più.


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2 Risposte

  1. bifax ha detto:

    Quel dettaglio in piu, segnalato in coda all’ottimo post di Universo Free, ha dell’incredibile. dalla conference call delle 14, il Sole24 ore online, copio e incollo un parziale sull’argomento:
    “Con due astensioni nelle fila di Vivendi e alla fine il voto favorevole anche dell’ad Amos Genish, che aveva cercato fino all’ultimo di rinviare, i conti sono stati rettificati. L’utile di 1,2 miliardi nei primi nove mesi si è trasformato in una perdita di 800 milioni dopo l’abbattimento degli avviamenti, scesi da 29 a 27 miliardi, mentre i ricavi si sono attestati a 14,2 miliardi.
    Proseguo
    “La società ha avvisato che, a causa di uno scostamento negativo previsto sull’Ebitda di fine anno rispetto al budget, non sarà in grado di centrare l’obiettivo di ricondurre il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed Ebitda a 2,7 volte entro fine anno. L’indebitamento netto si attestava a fine settembre a 25,19 miliardi.”
    Riguardo a Genish:
    “La questione della fiducia sull’ad Genish, non sarebbe stata posta sul tavolo, come sembrava nell’aria”

    Ora mi domando Amos Genish come possa dormire di notte con un indebitamento netto di 25,19 miliardi di euro! Come possa sedere ancora alla sua scrivania dichiarando un utile dei primi 9 mesi a 1.2 miliardi per poi rettificare con una perdita di 800 milioni. Caspitá in totale é uno scarto di 2 miliardi di euro tra quanto prima dichiarato e poi rettificato!!!!

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