Antenne iliad: ancora nuovi rifiuti dal Comune di Piacenza



Poche settimane fa avevamo segnalato alcuni rifiuti ricevuti da iliad per l’installazione di nuove antenne in diverse città italiane, da Legnano a Lucca e Piacenza.

Proprio di Piacenza torniamo a parlare, perché dopo uno stop da parte del Comune sull’installazione di una nuova antenna prevista sul tetto della sede Ausl (a lavori già cominciati), è di questi giorni un secondo  diniego, riguardante un’altra zona della città.

Secondo quanto riporta oggi Telelibertà, il Comune ha imposto lo stop all’installazione di una nuova antenna sul tetto di un condominio presente in via E. Carella.

La motivazione ufficiale è che nella zona sono già presenti altri impianti di altre compagnie, così come sono presenti nello stesso condominio dove doveva essere installata la nuova antenna iliad, portando i valori delle radiazioni oltre i limiti di legge.

Secondo i tecnici di Arpae (Agenzia regionale prevenzione e ambiente dell’Emilia Romagna) infatti, una volta operativa, nella zona in questione la somma di tutti i campi elettromagnetici generati dalle varie antenne avrebbe superato il limite di 6 Volt/metro nelle 24 ore.

Limitazione prevista dalla normativa italiana, una delle più restrittive a livello europeo. A seguire il servizio di Telelibertà sulla decisione del Comune di Piacenza.

Rimane l’annosa questione sui limiti dei campi elettromagnetici, affrontata anche da TIM e Wind Tre in audizione alla Camera lo scorso dicembre, spiegando che in Italia sono fino a tre volte inferiori rispetto ad altri paesi dell’Unione Europea e che con gli attuali limiti, nel nostro paese per costruire una rete 5G occorrerà installare un quantitativo molto alto di nuove antenne.

Sempre che i Comuni e i residenti lo permettano.


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28 Risposte

  1. Pietro ha detto:

    Io mi ripeto (l’avevo scritto prima e più di una volta) il problema dell’inquinamento elettromagnetico esiste ma non viene capito dalla maggioranza delle persone. Radio Vaticana accende le lampadine perchè in zona Roma spara 1Kw e passa di potenza, i ripetitori mobili non vanno oltre 10/20 watt (e forse sono dati esagerati) ed essendo o su torri o palazzi sono abbastanza distanti dalle persone.
    Fra l’altro hanno copertura ad “ombrello” quindi paradossalmente è più pericoloso (se di pericolo si parla) avere l’antenna di fronte a casa che non sul tetto dell’edificio dove viviamo.
    Di contro a queste sterili polemiche la gente non sa che quando usa un cellulare, a seconda della copertura, si “spara” 2W max direttamente in testa basta fare una proporzione per capire che propio le “antenne” sono 100 volte meno inquinanti del cellulare/smartphone che utilizziamo giornalmente. Ovviamente, dal mio punto di vista, queste quindi sono solo scuse motivate dal dio denaro. Fidatevi che se ti danno x mila euro al mese ringrazi Iliad (e altri gestori) e te ne freghi dell’antenna e dell’inquinamento elettromagnetico. In ogni caso un prezzo al progresso si paga sempre. Abbiamo voluto le auto e l’aria è diventata nociva ed irrespirabile, circolano legalmente o quasi camion che inquinano come un’intera centrale a carbone…eppure….no antenne, no inceneritori. Siamo il popolo più ignorante ed ipocrita del mondo volere tutto a costo/danni zero.

  2. Andrea ha detto:

    Che poi… come mi fece osservare un amico fisico… la scelta migliore per avere meno radiazioni è installare l’antenna sul proprio tetto (risultando cosi nel cono d’ombra) che sul condominio di fronte. Insomma si dovrebbe fare a gara per farsi installare l’antenna.

  3. Roberto ha detto:

    Io giro per tutto il nord ovest e raramente ho avuto problemi di copertura con iliad. Qualche difettuccio c è ma certo i competitor non gli fanno trovare vita facile. Sono ben felice che un operatore abbia smosso le acque.

  4. Ing. Lonoce ha detto:

    E’ sempre la solita storia, i comuni danno i permessi alle installazione di antenne solo nelle loro aree o edifici comunali (i canoni di affitto sono un’affare da non perdere)!

  5. Srpski mapping Pro ha detto:

    Dopo si rammentano che non c’è copertura.

  6. Arianna ha detto:

    Le antenne di telefonia DEVONO essere posizionate vicino agli utenti, o non si potrebbe garantire la copertura (e i cellulari avrebbero bisogno di batterie enormi, perché più è lontana l’antenna più consumano).

  7. Tiziana ha detto:

    Tutti i gestori hanno sempre seguito una politica di “accaparramento” dello spazio elettromagnetico, chiedendo autorizzazione per più portanti o tecniche di quelle effettivamente poi attivate, o per un range variabile di tilt elettrici. Smettessero di fare i furbi, i 6 V/m basterebbero per tutti, Iliad compresa.

  8. Giovanni ha detto:

    Io sono del parere che i vecchi gestori( TIM,VODAPHONE,WIND-3) fanno cartello e ostruzionismo coinvolgendo AGICOM….x limitare i mancati introiti causati dalla presenza sul mercato e territorio di Iliad con le sue tariffe Low cost…che porta via a loro gli utenti

    • Patrick ha detto:

      Ancora con questa storia della triade?! Guarda che anche gli altri competitor hanno abbassato drasticamente le offerte e sono più concorrenziali di Iliad… E piano piano si stanno riprendendo tutti i clienti persi perché Iliad ad oggi la rete è veramente scadente!!!

      • Giovanni ha detto:

        Ah beh…e secondo te chi dobbiamo ringraziare se hanno abbassato le tariffe?

  9. Leonard ha detto:

    Il problema dell’esposizione ai campi elettromagnetici e onde radio è una questione spinosa per la quale ho fatto e faccio ricerca.

    Non certo dagli articoli di giornali o riviste abbastanza vicine alla divulgazione scientifica è possibile ottenere informazioni appropriate e imparziali.
    La questione alquanto nodosa deve fare i conti prima di tutto con un mercato che chiede e vuole profitto ignorando le indicazioni che molti ricercatori hanno già da tempo messo in evidenza.

    Grazie ad internet però è possibile farsi almeno una propria idea di che cosa si stia oggettivamente discutendo nei maggiori centri di ricerca mondiali in relazione a questo problema.

    Una prima visione la può fare chiunque cercando in google con ‘electromagnetic exposure damage’ nella sezione degli studi accademici.
    Vengono riportati i papers più discussi dei laboratori e dei ricercatori universitari del mondo scientifico.
    Da qui è possibile approfondire direttamente nei database universitari che hanno pubblicazioni aperte sui loro studi.
    Grazie ad internet, infatti, i ricercatori di ogni parte del mondo sono in stretto contatto tra loro aggiornandosi a vicenda sugli studi.
    Volendo, chiunque può mettersi in contatto con il referente o il gruppo che sta lavorando su un determinato problema per avere maggiori informazioni, basta pazientare e fare domande appropriate che porterebbero ad ampliare la ricerca.

    E’ importante che ognuno abbia la pazienza e la voglia di approfondire e farsi la propria idea grazie alle giuste informazioni ma sapendo scegliere le fonti attendibili e dove cercarle.
    Anche chi non conosce bene l’inglese è comunque avvantaggiato oggi con il traduttore.

    E’ necessario informarsi anche in virtù dell’arrivo del tanto atteso 5G.

    Non ignorate questo invito perché chiunque deve poter scegliere e pensare il suo oggi ed il suo domani.

    • Pignolo ha detto:

      Alla fine, o fai diventare una gabbia di Faraday la tua casa staccando qualsiasi elettrodomestico o quella che ti arriva dagli apparecchi che usi proprio in casa probabilmente è a livello di quanto arriva da una cella…

      Quella a cui mi aggancio è distante dalla mia abitazione c.a. 150 metri (era un doppio impianto 3/Wind che diventerà iliad :-)) e a settembre 2018 ha subito una misurazione chiesta da un appartamento al 7o piano che dista c.a. 50m dal palo e quasi lo affaccia a livello antenne.

      Valore misurato: 0,9 V/m all’interno dell’abitazione.

      A 150m ho 4 tacche di ricezione…

      Non c’è bisogno di cercare in lungo e in largo per farsi un’idea…

      https://www.who.int/peh-emf/about/WhatisEMF/en/index3.html

      Qui si possono leggere i livelli di esposizione dei nostri elettrodomestici: se fate il conto usando i liveli massimi per il tempo medio di utilizzo di una casalinga potete farvi una idea della cosa senza scomodare nessuno. Il limite di non pericolosità nel 1999 era di 100 uT.

      Per la misura dei campi elettromagnetici a bassa frequenza si adotta come unità di misura il Tesla, o meglio il suo sottomultiplo microTesla (abbreviato uT) pari ad un milionesimo di Tesla.

      Per la misura dei campi elettrici a Radiofrequenza si usa invece come unità di misura il Volt/metro (abbreviato V/m).

      Provate solo ad immaginare quanto è esposto un artigiano-operaio che effettua saldature elettriche per 3-4 ore al giorno… mai sentito sollevazioni popolari in tal senso…

      Giusto per la cronaca, in Italia abbiamo un limite di 6V/m mentre in Europa viaggiano su i 20V/m … tutti stupidi o il nostro livello è eccessivamente precauzionale?

      • Redazione ha detto:

        Grazie “Pignolo” per l’ottimo spunto di riflessione che hai lasciato… 😉

        • Leonard ha detto:

          Mi associo con Redazione nel ringraziare Pignolo per il suo spunto di riflessione citando, tra l’altro, un link del WHO (Organizzazione mondiale della sanità).

          Viene riportato un interessante articolo del Federal Office for Radiation Safety tedesco di venti anni fa.
          L’articolo interessa principalmente l’inquinamento all’interno delle abitazioni da campi elettromagnetici causati dalle comuni apparecchiature che si utilizzano tutti i giorni.

          Nella stessa pagina citata (sezione WHO handbook on Establishing a Dialogue on Risks from Electromagnetic Fields) sempre il WHO pubblica uno studio di qualche anno dopo (Organizzazione Mondiale della Sanità, Ginevra, 2007 -anche tradotto in italiano-) aggiornato da più fonti di riferimento e basato sulle ricerche più recenti di quegli anni.

          Oggi, 2019, le ricerche hanno continuato ad approfondire gli studi in virtù della crescente e nuova tecnologia.

          Nel mio commento iniziale non desideravo polemizzare con Iliad o altra compagnia telefonica, con il Comune di Piacenza o i tecnici di Arpae.

          L’invito rivolto ad informarsi è un invito sincero lontanissimo da voler screditare o mettere in difficoltà chiunque.
          E’ un consiglio a leggere cosa si dice e si studia nel mondo circa i problemi che l’articolo riporta e sono invece dell’idea che tutti si dovrebbero scomodare per avere la loro precisa opinione, dando più un’indicazione sul dove cercare e un po’, lo ammetto, faticare, per trovare delle risposte senza affidarsi alla prima notizia che si trova.

          Mi rendo anche che spesso vengono utilizzati tecnicismi non di quotidiano utilizzo, ma chiunque, e non senza sforzo, può capire.

          Ma concludo citando una sezione dello studio del 2007 tradotto in italiano di cui ho scritto sopra:

          13.5.2 Costi e fattibilità

          Il problema che si pone a chi deve stabilire delle norme è come determinare e valutare il
          bilancio tra i vari obiettivi e vincoli. Se si desidera una tolleranza zero nei confronti del rischio i
          costi non hanno importanza, ma ciò è problematico in un mondo con risorse limitate. D’altra parte,
          accettare comunque l’introduzione e l’uso di tecnologie a meno che non ne sia stata dimostrata la
          pericolosità significa ignorare qualsiasi effetto sanitario potenziale e ciò potrebbe comportare un
          prezzo che la società non è disposta a pagare.

          Oggi i discorsi sono ovviamente cambiati nei toni e nei destini. Per questo il mio invito ad informarsi.

          Leonard

          • Pignolo ha detto:

            Ciao Leonard, citi un paragrafo che seppur vecchio risulta attuale.

            In pratica recita: il mondo è basato sui compromessi.

            Un un piccolo esempio dei compromessi riguardante la sanità pubblica mondiale è, ad esempio, l’immissione sul mercato di farmaci in fase di test su larga scala: il farmaco è stato ampiamente testato sugli umani ma in piccola – media scala e potrebbe comunque avere effetti collaterali nel medio – lungo periodo. Diciamo alle persone di non usare quello che può salvare la loro vita perché non abbiamo la sicurezza totale che sia anche nocivo?

            Tornando a noi comuni utenti, la saccarina è un dolcificante alimentare vecchio almeno quanto me (60) acclarato come cancerogeno: ne è comunque ammesso l’uso fino a una soglia ben definita.

            L’aspartame (per anni paladino delle diete ipocaloriche) si è avviato sulla strada dei “sospetti cancerogeni”.

            Capisco che nulla di tutto questo ha a che fare con i campi elettromagnetici, ma vuole unicamente far considerare che viviamo in un “work in progress” planetario che non può e non vuole essere fermato e che per propria natura lascerà “comunque” perdite indefinibili sul campo … poi esistono sempre le isole sperdute negli oceani, ma questo è un altro discorso… 😉

            • Leonard ha detto:

              Infelicemente, per il significato che ricopre, nel 1966 venne battezzato col nome Aldebaran il primo esperimento termonucleare di 30 chilotoni nell’atollo corallino di Mururoa e due anni dopo si sperimentarono 1000 chilotoni (Hiroshima 16 chilotoni, 80 000 persone morte tutte nello stesso istante).
              Continuarono fino a ridosso del 2000 per un numero di 2500 esperimenti che terminarono ufficialmente dopo pesanti pressioni internazionali. Così, anche se si volesse andare in un’isola sperduta dell’oceano, ci verrebbe impedito per ovvi motivi.
              Conviene invece mantenere abitabile lo spazio in cui viviamo tutti i giorni o almeno sforzarsi di farlo.

              Il paragrafo che ho citato e che conclude uno studio piuttosto ampio, rimanda ai governi il pesantissimo compito di decidere il meglio per la salute umana senza affermare alcun compromesso.
              Non sono appunto accettabili compromessi proprio in considerazione dei contenuti del documento stesso.

              Il mio invito ad informarsi trova ancor più spazio laddove si tenti un compromesso.

              “Pignolo”, gli esempi di compromessi riguardante la sanità pubblica mondiale è totalmente fuorviante perché privi di relazione con l’argomento di questi commenti sia per uno spostamento a problematiche differenti. Problematiche per le quali ci sono forum in cui si discute ampiamente sull’etica di alcune, quanto dubbie, scelte.

              Sicuramente Hobsbawm (in alcune sue considerazioni nella prefazione) risulta l’unica cosa attuale oggi nonostante siano passati 24 anni dalla stampa del ‘Secolo breve’ e aveva ragione: non si è ancora voltato pagina né sarà possibile farlo finché si potranno accettare “comunque perdite indefinibili sul campo …” e che ancora lo si possa pensare.

              Il “work in progress” lo possiamo scegliere e determinare tutti noi.

              Buona serata a tutti!

              Leonard

              • dobale ha detto:

                Personalmente, vado più volentieri a Mururoa che a Chernobyl o Fukushima …….
                L’esperimento termonucleare ( fusione nucleare isotopi dell’idrogeno) -bomba H e la reazione di fissione atomica dell’uranio -bomba atomica (Hiroshima) producono sempre grande energia distruttiva, ma differenti “contaminazioni”……
                I francesi hanno basi militari a Mururoa, anche per questo non ti fanno avvicinare….. ????

              • Pignolo ha detto:

                Questa polemica è diventata oramai noiosa ahimè, quindi questa è l’ultima minuta replica. Purtroppo o per fortuna sono uno dei tanti conformati a vivere in un mondo reale e imperfetto dove la democrazia era ed è l’utopia di un sogno, gli interessi spesso non sono dettati dall’esigenza dei molti ma da quella dei pochi e dove le rivoluzioni seguono i medesimi modelli.

                Giusto per la cronaca, gli esempi che cito nulla hanno di fuorviante se si conosce il significato del termine che impropriamente usi … ivi comprese le improprie motivazioni che adduci a supporto in seguito, motivazioni che sorprendentemente nemmeno considerano quanto dichiarato a seguire gli esempi stessi.

                Lascio a te il piacere di filosofeggiare sui massimi sistemi e su ciò che dovrebbe essere eticamente giusto e su ciò che è sicuramente sbagliato in questo mondo drammaticamente crudele e scellerato.

                Buona serata anche a te… (senza punto esclamativo) 😉

              • Patrick ha detto:

                Bene secondo questo ragionamento del piffero (anche se in parte è corretto) dobbiamo tornare al medioevo?! Purtroppo il progresso ha i pro e i contro magari più contro…. Ma c’è ne faremo una ragione!!!! Io rimango dell’idea viva il “PROGRESSO”…. ILIAD a parte che più che evolversi rimane nell’ oblio è pecca sempre di più di vittimismo che tutti sono contro di loro!!!!

                • Pignolo ha detto:

                  Beh… volenti o nolenti il progresso ha portato la vita umana a raddoppiare l’aspettativa di vita dai max 40anni del pleistocene ai c.a. 82 anni di oggi.

                  Magari oggi si muore a 30anni di carcinoma per l’elettromagnetismo delle celle iliad o del WiFi che abbiamo in casa, ma in più fortunati riescono a vedere 80 candeline sulla torta: mia nonna ha festeggiato 76 compleanni, mio nonno 98, mia madre 82 e mio padre 75 … non malaccio per essere discendenti dell’Homo habilis … 😉

    • cri ha detto:

      Ciao Leonard, ho letto nn solo questo commento ma anche le risposte dopo. Sinceramente nn ero a conoscenza della quantità incredibile di studi e ti ringrazio perché leggevo solo i giornali…. Ho scoperto un mondo 🙂 Anche se è un casino all’inizio 🙁 Mi hai fatto venire voglia di approfondire!! Però tu cosa pensi per l’uso delle antenne nel senso che oggi cosa possiamo fare? cioè le frequenze fanno male ok, ma senza queste come facciamo? Ciaooo ^-^

      • Leonard ha detto:

        Ciao Cri, la cosa più giusta secondo me sarebbe che tecnici, ricercatori, medici e legislatori si mettessero tutti assieme attorno ad un tavolo e, se possibile, trovassero serenamente la soluzione migliore per tutti pensando al futuro delle persone e alle generazioni che verranno.

        In passato, ma per altre questioni, è accaduto questo miracolo. Mi auguro che possa ripetersi e non solo per l’argomento dell’articolo pubblicato da Universofree.

        Leonard

  10. Alessandro D'Arpini ha detto:

    Però l’Italia ha il maggior numero di utenti di telefonia mobile. Anche i ragazzini hanno un terminale e ci stanno attaccati H24. Come possiamo nazionalizzare le antenne? Come le Autostrade, dove tutti passano, così per le antenne. È un interesse strategico nazionale.

  11. dobale ha detto:

    Chi arriva per ultimo peggio alloggia…..
    L’accordo con inwit? ????

    • Patrick ha detto:

      Sono state voci di corridoio… Iliad non ha mai ufficializzato!! Probabilmente non gli sarà convenuto in termini economici…

      • dobale ha detto:

        Anche le “tue” non son altro che teorie e supposizioni……. Universo free ha scritto degli articoli sul “tema”, quindi a chi credere??? eheheh ????

        • Patrick ha detto:

          Teorie… Supposizioni… A volte si dice la verità????. Universofree può scrivere quello che vuole… Ma resta il fatto che Iliad non ha mai ufficializzato tale accordo quindi tutto il resto è carta straccia!!! ???? Buona Befana!!!!

          • dobale ha detto:

            Vero, Universo free scrive quello che vuole, e lascia libertà a TUTTI, di scrivere ciò che si vuole, è un sito democratico…
            Ognuno scrive la propria “verità”, vera o falsa che sia….????????
            Buona Befana anche a te!!!! ????

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