5G iliad: 15 impianti sulle case popolari a Milano entro fine anno, ma c’è chi blocca gli operai


Che iliad sta lavorando a pieno ritmo sulla copertura di rete in tutta Italia è ormai un dato di fatto, con più di 200 impianti già operativi in diverse città (qui la mappa aggiornata) e oltre 1.500 siti già pronti (saranno 3.500 entro fine 2019).

Come segnalato in diverse occasioni, a volte però i lavori di implementazione della rete proprietaria del gestore possono subire dei blocchi o rallentamenti, causati principalmente dall’opposizione o da malumori di alcuni residenti, che non vogliono antenne nel loro quartiere o nel loro palazzo.

E’ questo il caso registrato a Milano, nel quartiere Gallaratese (periferia nord ovest della città). Qui, stando a quanto riferisce l’edizione cartacea del Corriere della Sera Milano, in edicola oggi, gli inquilini delle case popolari di via Cilea si sono opposti ai lavori di installazione di una antenna 5G di iliad.

Quartiere Gallaratese Milano

Quartiere Gallaratese | Periferia Nord Ovest Milano

Grazie ad un accordo con Metropolitana Milanese (MM), la società partecipata che si occupa di gestire le case popolari del Comune, iliad ha la possibilità di installare proprie antenne su diverse palazzine. Tre sono già state installate senza problemi, fino all’intervento appena segnalato.

La motivazione principale della protesta, per cui sono state raccolte quasi 300 firme, rimane sempre la stessa, la preoccupazione per i campi elettromagnetici prodotti dalle antenne e i possibili rischi per la salute.

Per questo motivo, il Comune di Milano ha deciso di organizzare un incontro con il comitato di quartiere per sanare ogni dubbio e Metropolitana Milanese ha momentaneamente sospeso l’installazione dell’antenna 5G di iliad.

Il Comune ha comunque voluto rassicurare i cittadini, spiegando che i ripetitori hanno tutti il certificato Arpa Lombardia (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, che controlla anche i valori delle emissioni delle antenne per la telefonia mobile), mentre da Metropolitana Milanese chiariscono che le installazioni iliad rispettano le norme vigenti, altrimenti il Demanio non le avrebbe mai autorizzate.

Va segnalato che, tutti i ricavi provenienti dall’installazione delle nuove antenne 5G di iliad sulle case popolari del Comune di Milano, vengono messi a disposizione del Comune stesso per essere poi reinvestiti, a vantaggio di tutti i cittadini milanesi.

Favorire lo sviluppo del 5G o limitarlo per i timori di rischi sulla salute delle persone? La domanda viene ripetuta fin troppo spesso e non è sicuramente facile dare una risposta.

Di sicuro c’è che ad oggi, l’Italia è ancora tra i paesi europei con i limiti più restrittivi sulle emissioni elettromagnetiche (6 V/m) e, come dimostrato da diversi studi, i rischi maggiori derivano dall’utilizzo dello smartphone.

Per fare un esempio, un cellulare con una potenza tipica di 1 W crea un campo di circa 6 V/m a un metro di distanza e di circa 60 V/m a 10 cm. (motivo per cui viene sempre consigliato l’utilizzo dell’auricolare).


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12 Risposte

  1. Daniele Predolini ha detto:

    6V/metro, 60V/10cm, 600V/1cm. Parliamo di frequenze nel range delle microonde, quelle per intenderci che usate per cuocere nel vostro forno. Non per niente, giustamente, nell’articolo si consiglia di usare l’auricolare. Senza demonizzare mi sembra giusto però guardare a tutti questi campi elettromagnetici con la giusta prospettiva e precauzione. Ricordo, a chi non è un tecnico elettronico, che a parità di ampiezza del segnale raddoppiando la frequenza si raddoppia la potenza della radiazione elettromagnetica. Per cui ocio ai facili entusiasmi. E poi chi da in mano ai bambini il cellulare poi…

  2. Dosolino Botticini ha detto:

    Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi, uomini sedentari,di m 1,60 pesare 150kg,fumare 3 pacchetti di sigarette al giorno guidare con il telefonino in mano lamentarsi affermando che le emissioni elettromagnetiche erano molto nocive.

  3. Kekko Basile ha detto:

    Giustamente sulle case dei poveracci che non arrivano a fine mese per offrire copertura a tutti…

  4. Michele ha detto:

    Probabilmente si saranno organizzati col solito comitatino pro-loro-stessi per cercare di spuntare qualcosa da ottenere in cambio,niente di nuovo sotto il sole.Questa manìa tipicamente italiana di fare sgambetti ad ogni cosa(specie se si parla di innovazione e progresso) nascosti dietro il paravento dell’ambientalismo o del salutismo dovrà pur finire.
    Che poi,siamo sicuri che non abitano in case costruite con amianto e nessuno se n’è nemmeno accorto o peggio,lo sanno e nessuno ha mai detto niente?
    Però l’antenna dei cellulari no,quella no!

  5. Pignolo? ha detto:

    “…più di 200 impianti già operativi in diverse città…” … in un anno?!! E ne vanno anche fieri???

    “…oltre 1.500 siti già pronti…” ma spenti a quanto sembra… manca la linea elettrica in 1500 installazioni? Mancherà anche a fine anno quando saranno presumibilmente 3500?

    “…raggiungimento del pareggio in termini di EBITDA con una quota di mercato nel mobile del 10%…” …auguri, ma se non si decidono ad attivare la propria rete, almeno quello che “dicono” dovrebbero già avere pronto, la vedo grigia nel medio periodo… ma è ovviamente una mia opinione… o un’allodola per gli azionisti… 😉

    • Giancarlo ha detto:

      In un anno di vita e con tutti gli intoppi che stanno avendo cosa pretendi scusa? Magari visto che sei tanto “Pignolo”, perché non vai a vederti la 3 quante città copriva dopo due anni dal lancio? Oltretutto, H3G aveva iniziato a costruire la sua rete ancor prima di lanciare il servizio, quindi iliad sta facendo quasi un miracolo come tempistiche a confronto. E mi sembra che stia davvero investendo tanto nel nostro paese, dovremmo solo essergliene grati.

      • Pignolo ha detto:

        Cos’è… vuoi fare a gara a chi fa pipì più lontano cazzeggiando sul nickname… tutte qui le argomentazioni? 🙂

        E’ vero che 3 ci mise molto di più a creare una rete decente, ma non aveva nemmeno 5000 torri in avanzo che gli dava qualcuno… da dove pensi nascano quei “…oltre 1.500 siti già pronti…” e quei 3500 entro fine anno… dai semi di cavolo portati dalla fatina buona?

        A 200m da casa mia c’era un doppio impianto Wind Tre uno dei quali dismesso da almeno 6 mesi e che molto probabilmente fa capo ai 1500 impianti “già pronti” e ai quali basta attaccare la spina. Quindi… adesso che hanno affidato-venduto le torri a Cellnex aspettano che gli spagnoli si “rodino” per andare avanti?

        Oltre ai piagnistei perché sono arrivati per ultimi e trovano le aree sature di segnale o perché un gruppo di persone ha un timore reverenziale nelle radiazioni elettromagnetiche delle torri e cerca di allontanare il problema presunto, cominciassero ad attivare quello che già anno, magari non riducendosi a cercare personale a un anno dal lancio… e poi smettiamola con questa “gratitudine” e rimettiamo i piedi a terra, non lo fanno per farci un piacere ma è solo business imperniato sul basso costo che, accidentalmente, porta ai consumatori un immediato beneficio (risparmio) se confrontato con il business concorrente.

        • Giancarlo ha detto:

          Beh già uno che usa un nickname per smerdare come può un gestore la dice lunga sulla persona che c’è dietro.

          Ma tornando a cose più serie, l’articolo di oggi basta solo a smentirti, quelle antenne 5G che stanno costruendo da zero sulle case popolari non sono di certo ereditate da nessuno, quindi di cosa vuoi parlare?

          Le tue tesi si basano sul probabilmente? Davvero? Non sai fare di meglio?
          Piagnistei? E’ la realtà e l’hanno denunciata, per far capire che costruire una rete da zero non è facile come schiacciare un pulsante per accendere la luce del salotto.

          Come vedi anche dalla mappa che hanno pubblicato qui sul sito, i numeri sono in continuo crescendo, quindi sì, stanno facendo quello che dici, stanno attivando uno via l’altro quello che già hanno (con la “h” mi raccomando, non vorrai che qualcuno poi ti dia dell’ignorante).

          La gratitudine è perché almeno qualcuno ha lanciato un servizio prendendo spunto dai problemi che in Italia abbiamo, e cioè una mandria di operatori che non fanno che fotterci soldi da anni in mille modi diversi e se ne inventano sempre di nuovi. Anche questo è fare business e lo stan facendo bene, ma almeno non prendono per il culo i clienti (almeno per ora). Io spendo 5,99 euro al mese, con TIM ne spendevo il doppio e ancor di più poi quando hanno messo le tariffe a 28 giorni e i supplementi per chi ti cercava a telefono spento etc etc. Faccio la mia ricarica ogni 2 o 3 mesi e zero sorprese, mai un centesimo di più di quanto gli devo. Questo è quello che chiedo ad un operatore mobile (e non solo), come molti altri utenti. Quindi ringrazio e gli auguro di continuare a crescere e a guadagnare onestamente, come dovrebbero fare anche i concorrenti.

        • dobale ha detto:

          Ricarica+ di TIM al tabacchino …. Il vero business … 😁

  6. Federico ha detto:

    Che ipocrisia. Nessuno, se non i soliti maniaci folli che non vorrebbero alcun impianto sulla Terra, ha fatto troppe storie per gli impianti installati dal cartello dei tre volponi. Adesso ce c’è un nuovo operatore onesto che ha il diritto di installare qualche antenna in ogni quartiere e muovono mari e monti per impedirgli di esercitare il suo diritto. Patetici.

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