A Treviso è psicosi 5G. Intanto iliad tratta sulle antenne su campanili e palazzi

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Vi ricordate del Comune di Treviso, che nei mesi scorsi  (ne abbiamo scritto qui) aveva dichiarato guerra a tutti i nuovi “pennoni” da installare in città, compresi quelli di iliad Italia?

Bene, il nuovo entrante nel mercato della telefonia mobile era dovuto scendere a compromessi, portando da 24 a 22 i “pennoni” (le torri radio) da installare, mentre le restanti antenne sarebbero dovute finire sui campanili di alcune chiese della città.

L’assessore all’Ambiente voleva inoltre convincere iliad a portare in città antenne con una tecnologia più moderna e meno impattante e aveva anche chiesto ai tecnici del Ministero dell’Ambiente consigli su quali tecnologie suggerire per ottenere ripetitori moderni ma con impatti ambientali decisamente più sopportabili, senza specificare a cosa si facesse realmente riferimento (con il dubbio che, se esistesse una tecnologia meno impattante, sicuramente tutti i gestori l’avrebbero già implementata).

Tornando ad oggi, stando a quanto scrive il Gazzettino nella sua edizione cartacea attualmente in edicola, sempre l’assessore all’Ambiente della giunta comunale ha spiegato: “con la società di telefonia iliad stiamo mettendo in discussione tutte le nuove installazioni. Dove possiamo, cerchiamo di utilizzare quelle già esistenti o i campanili e i palazzi alti.

E’ una trattativa continua, fortunatamente iliad si sta dimostrando molto collaborativa e stiamo trovando delle soluzioni”.

Insomma la strada per iliad anche in città come Treviso è tutta in salita, visto che queste continue discussioni non porteranno altro che ritardi nell’implementazione della rete proprietaria.

Proprio in città, al momento si contano due antenne iliad già attive e funzionanti (la mappa aggiornata è disponibile a questo link), in attesa di scoprire se il nuovo gestore riuscirà ad installare tutte e 34 antenne pianificate (10 delle quali sono quelle cedute da Wind Tre).

Treviso e la psicosi 5G

Ma a Treviso è anche psicosi 5G. Stando sempre a quanto comunica il Gazzettino, gli uffici del settore Ambiente del Comune starebbero ricevendo tantissime mail, lettere, telefonate da parte di cittadini preoccupati per l’arrivo di una tecnologia che ancora non c’è.

E proprio in città infatti non esistono ancora ripetitori 5G e non sono in programma. Dunque paure fondate sul nulla. Una vera e propria fobia che sta coinvolgendo anche associazioni e comitati di quartiere, con alcuni di questi convinti addirittura che la diminuzione delle zanzare sia dovuta al segnale troppo potente dei ripetitori e non alla disinfestazione fatta.

Non si tratta di una boutade ferragostana, ma della dura realtà (nel 2019 succede anche questo). Rimandiamo a chi ci legge ogni eventuale commento.


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Visualizza commenti

  • Non so un casso di radiazioni e frequenze e non mi importa un casso, così come quando vado dal dentista o in un laboratorio di raggi x mi fido di chi l'ha installato... Non quarto le zanzare per terra...

  • Se avere 100 gigabyte al secondo o dimezzare i tempi di latenza nei videogame, vale il rischio di ammalarsi di cancro, ben venga la rete 5G. Una cosa certa del 5G è che ci esporrà a maggiori radiazioni elettromagnetiche, quanto pericolose per la salute lo dirà il tempo, noi siamo i primi a provarlo e visto che alcuni paesi come Olanda e Belgio ma anche la Sardegna, preferiscono attendere approfondimenti sulle conseguenze biologiche, è chiaro che la prudenza è doverosa. Parliamo di frequenze che hanno effetti simili alle antenne dei microonde domestici e che per evitare danni agli umani devono trasmettere in bassa potenza, ma la portata sarà ridotta e se ne dovranno installare molte di più e io non auguro a nessuno di vivere h24 a ridosso di una di queste antenne.

  • Iliad metta prima soldi per cercare probabili danni 5G e rimedi possibili per non fallire poi con risarcimenti miliardari

  • Non c'è proprio limite alla stupidità e ignoranza della gente, il 5 g non è piu dannoso del 4 o del 3 o altre reti solo che al popolino ogni novità spaventa Vedi anche l'accoglienza fatta al reddito di cittadinanza ......

  • Storia vera:
    A Macerata in zona Collevario, c'era un negozio di elettrodomestici che si chiamava "Alimento".
    Un capannone ad un piano sul cui tetto piatto, l'esercente aveva installato una antenna satellitare per alimentare la ricezione "demo" per i suoi TV in vendita.
    L'antenna era molto più grande di quelle a cui siamo abituati oggi.
    Non furono isolati i casi di abitanti dei palazzi circostanti che andarono a lamentarsi perché quella antenna "succhiava" il "loro" segnale televisivo (a quel tempo analogico).
    Io ero un ragazzo, quindi tanto, tanto, tanto tempo fa.
    La storia è vera, raccontata direttamente da Alimento al sottoscritto.
    Niente, all'ignoranza non c'è fretta che possa funzionare.

  • Purtroppo non cambieremo mai, solo esigenze.. al solito... botte piena & femmena imbriaga..( anca homo stupet)

    • Il problema sarà per la salute della gente un 5G che nasce senza controlli e verifiche di sostenibilità.

      • Ma sai di cosa stai parlando? Evidentemente no. Ti pare possibile che una tecnologia nasca senza controlli e verifiche? Se credi di sì ti consiglio di studiare un po' di elettronica prima di scrivere commenti senza senso. Chi ti scrive è un ingegnere delle telecomunicazioni con 20 anni di esperienza

        • Che sollievo, sconosciuto ingegnere, sentire ogni tanto parole di buon senso.
          Maurizio Maurizi,
          stagionato perito in telecomunicazioni.

        • Ingegnere mi scusi, conosce le intromissioni radio rispetto alla biologia del corpo umano? Tanti "esperti" stanno accomunano molteplici problemi di salute alla installazione del 3,4G. Sempre di onde elettromagnetiche si parla, le stesse che emette anche il corpo, così dicono, in potenze diverse, ma di disturbo. Altri professionisti parlano del disturbo al segnale delle piante, ad un insieme di smartphone che parrebbe emettere tantissime onde che surriscaldano, nell intero insieme l'atmosfera. Un cittadino con nessuna specifica competenza a chi dovrebbe dar retta? Un po' come con i farmaci, studiati, approvati e massicciamente prescritti, a distanza di poco meno di qualche decennio li stanno ritirando dal mercato oppure limitando le prescrizioni perché molto nocivi. Stando in Italia, dove chi paga maggiormente comanda, la preoccupazione é certa. Personalmente credo che bisogna darsi una regolata nell uso, non nella proibizione. Inquinano molto più I server pieni di idiozie che tanto altro, almeno suppongo. Lei cosa pensa? È davvero sicuro avere ripetitori molto vicini, per emissione, alle microonde, protocolli pieni di bug pro spionaggio commerciale del singolo utente?

di
Redazione @unifreenews

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