Xavier Niel (Iliad) contro le regole dell’asta 5G in Francia: vogliono distruggerci e tornare da 4 a 2 operatori



In occasione della presentazione dei risultati finanziari del Gruppo Iliad, il fondatore Xavier Niel si è schierato decisamente contro quelle che sono le modalità e le condizioni per l’assegnazione delle frequenze 5G in Francia proposte dall’ARCEP (Autorità di regolamentazione delle comunicazioni elettroniche e servizi postali).

5G

Secondo Niel, quanto proposto dall’ARCEP “è stato implementato per distruggerci”, sostenendo che in questo modo “il mercato delle telecomunicazioni potrebbe passare da quattro a due” e che “stiamo rifacendo le sciocchezze del 3G”.

Una reazione molto forte, giustificata da Xavier Niel dal fatto che teme una “nuova asimmetria” tra Orange e SFR da un lato e Bouygues Telecom e Free Mobile dall’altro. I primi due operatori citati hanno un giro d’affari nettamente superiore e quindi più mezzi per fare offerte elevate e vincere nella gara per i blocchi da 10 MHz.

Gli altri due (Bouygues Telecom e Free Mobile), non sarebbero in grado di rispondere alle offerte di Orange e SFR e, nella peggiore delle ipotesi, finirebbero con ottenere un portafoglio di frequenze di dimensioni dimezzate (che influirebbe sulla qualità del servizio 5G fornito agli abbonati).

Secondo Thomas Reynaud, CEO del Gruppo Iliad, Orange e SFR potrebbero essere tentati di acquisire più frequenze di quelle di cui hanno bisogno, senza poi sfruttarle, di fatto solo per ostacolare gli altri competitor.

Per questo motivo chiedono che ci siano almeno 60 MHz di spettro messo a disposizione a prezzi fissi per ogni singolo gestore (rispetto ai 40 MHz previsti dall’ARCEP), con un massimale di 90 MHz per operatore (posizione condivisa anche da Bouygues Telecom).

La consultazione dell’Autorità di regolamentazione delle comunicazioni termina domani, quindi c’è ancora un piccolo margine perché le condizioni per l’Asta 5G vengano modificate e non si rischino troppi squilibri.

ARCEP al momento ha proposto un sistema di allocazione delle frequenze in due fasi. Nella prima, Orange, SFR, Bouygues Telecom e Free avranno l’opportunità di acquisire un blocco fisso di frequenza (40 MHz) e il cui prezzo sarà definito dal governo francese.

Per le restanti frequenze (uno spettro totale di 310 MHz) è previsto un sistema ad offerta, che permetterà agli operatori di ottenere blocchi da 10 MHz ciascuno (con un limite massimo per gestore di 100 MHz).

Naturalmente non mancheremo di seguire anche l’asta 5G francese e aggiornarvi sul suo esito.


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2 Risposte

  1. PieroDiMartinofficial ha detto:

    #stopoligopoli #nooligopoli #stopcasteecricche

  2. Marco ha detto:

    Atteggiamenti sempre da congiura.. se gli hanno hanno risorse è perché fanno prezzi congrui ad investimenti, servizi ecc

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