Rete iliad: a Capannori (LU) proteste dei residenti per una antenna vicino allo stadio



Dopo l’infinita saga raccontata nelle scorse settimane, con la popolazione residente in un quartiere di Montesilvano (PE) che non voleva nuove antenne iliad, ora ci si sposta in provincia di Lucca, per la precisione a Capannori.

Comune che probabilmente diversi nostri lettori ricorderanno abbiamo già citato, perché lo scorso gennaio aveva annunciato la realizzazione di un piano antenne, per evitare che venissero installate in zone ad alta densità abitativa o in aree sensibili (ad esempio vicino alle scuole).

Da parte sua, iliad si era portata avanti, facendo richiesta di una nuova installazione in un’area a bassa densità abitativa, vicino allo stadio comunale (quella che segue è una immagine satellitare di Google della zona).

Stadio Capannori (LU)

Superati dunque i paletti del Comune, ora arrivano però le proteste dei residenti che, secondo quanto riportato ieri dall’edizione locale del quotidiano Il Tirreno, sono andati a chiedere spiegazioni in municipio.

Qui, la risposta è stata molto semplice: ovvero che l’area era stata individuata già da tempo, come conferma il nostro articolo del 20 gennaio scorso, con tanto di approvazione dei consiglio comunale.

Naturalmente i residenti hanno chiesto spiegazioni perché nell’area è stato aperto un cantiere per l’installazione del ripetitore di iliad che, sostengono, diventerebbe il quarto della zona (gli altri sono tutti di gestori differenti) e temono per possibili rischi alla salute.

Sul fronte legislativo, come ricordiamo ogni volta, l’attuale Decreto Gasparri considera le antenne per la telefonia mobile “opere di interesse nazionale”, per cui viene considerata “la loro compatibilità con qualsiasi destinazione urbanistica e la loro realizzabilità in ogni parte del territorio comunale, anche in deroga agli strumenti urbanistici e ad ogni altra disposizione di legge o di regolamento”.

“L’autorizzazione è concessa dal Comune, previo accertamento da parte dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ovvero da altro organismo equivalente, del rispetto dei limiti di esposizione previsti dalla L. 36/01 e  fermo restando le disposizioni  a tutela dei beni ambientali e culturali di cui al D.Lgs  490/99 e quelli in materia di servitù militari”.

Sul fronte dei rischi per la salute, è importante specificare che gli impianti di telefonia mobile operativi in Italia rispettano la normativa vigente, tra le più restrittive in materia di emissioni a livello europeo (per fare un esempio, in Germania i limiti sono fino a 16 volte superiori i nostri), mentre molti ignorano i maggiori rischi nel tenere il proprio smartphone in tasca o per lungo tempo attaccato all’orecchio mentre si telefona.

Ricordiamo che è sempre possibile consultare la mappa aggiornata con tutte le nuove attivazioni della rete proprietaria di iliad a questo link.


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4 Risposte

  1. Anna Giacristo ha detto:

    Poi cagano il c4zz0 quando non gli va il 4g e non riescono a scrivere le st0nz4t3 sui social

  2. Gaspare ha detto:

    Mai nessuno ribellava contro altri operatori che hanno svuotato le tasche con rincari all’insaputa, adesso che finalmente si muove qualcuno a favore dei consumatori, c’è chi si deve ribellare come se desse fastidio alla concorrenza.

  3. C.G. ha detto:

    Ottimo. Iliad avanti tutta con il 5G.
    Negli anni 60 avevano paura anche delle antenne televisive.

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