Impianti iliad: a Udine oltre 50 richieste e nuove proteste. Ma anche a Free Mobile in Francia non va meglio



Sono oltre 50 le richieste di nuovi impianti (o in cositing) che iliad ha inviato al Comune di Udine, su un totale di 82, calcolando tutti i gestori telefonici.

Procedono dunque a pieno ritmo i lavori per la costruzione della rete proprietaria del nuovo operatore mobile, che conta attualmente quasi 850 impianti attivi in diverse Regioni italiane (dato aggiornato a ieri, a questo link è possibile consultare la mappa con tutti gli impianti iliad che risultano operativi).

Questa la lista completa, pubblicata questa mattina dal quotidiano locale Messaggero Veneto.

Ma se da una parte questa è sicuramente una buona notizia per tutti quelli vorrebbero già vedere coperto dalla rete proprietaria di iliad il Comune di Udine, l’intoppo è dietro l’angolo.

Come avviene sempre più spesso, non mancano gli ostacoli. La giunta ha infatti deciso di istituire una commissione speciale per verificare i possibili rischi sulla salute causati da inquinamento elettromagnetico.

Questa speciale commissione sarà composta da esperti dell’Istituto Superiore della Sanità, del Servizio di epidemiologia oncologica del CRO di Aviano, dell’ARPA, del Dipartimento di Prevenzione e dell’Università di Udine, nonché rappresentanti di associazioni e di comitati che si prefiggono la tutela della salute della popolazione.

Entro 45 giorni dovranno completare i lavori, le audizioni e produrre una relazione conclusiva che consentirà agli uffici del Comune di valutare in modo approfondito le domande.

Tra le altre iniziative, quelle di istituire delle stazioni fisse per il monitoraggio continuo e costante della intensità dei campi elettromagnetici, a cui i cittadini potranno accedere via internet in tempo reale per verificare che le energie erogate dalle antenne posizionate di fronte a casa non superino i valori di sicurezza.

In tutto questo, nel frattempo un gruppo di residenti si è rivolto al Tar contro una nuova installazione in via Laipacco, dove però il quotidiano non ha specificato a quale gestore appartiene.

Per i residenti l’antenna realizzata nel parcheggio del centro sportivo si trova troppo vicina alla scuola materna e ne chiedono la rimozione.

Ma se in Italia non mancano gli ostacoli e le proteste relative alla costruzione di nuove antenne, in particolare a quelle iliad, che sta costruendo da zero la sua rete, in Francia non va meglio a Free Mobile (l’operatore mobile di proprietà del Gruppo Iliad).

Secondo quanto riporta oggi Le Parisien, nel comune di Le Pecq (a una ventina di km. da Parigi) diversi cittadini hanno protestato per l’installazione di tre nuove antenne Free e due di SFR, preoccupati per l’impatto delle onde elettromagnetiche prodotte da queste nuove installazioni, una delle quali vicina ad una scuola e ad un asilo nido.

In Francia la normativa sul tema non prevede alcuna distanza minima tra antenne, né distanze di “sicurezza” rispetto a scuole o asili nido, perché non sono ritenute pericolose per la salute se vengono rispettati i limiti di esposizione.

Il sindaco della cittadina ha comunque promesso che incontrerà i rappresentanti dei due gestori, chiedendo di rimuovere o spostare almeno l’antenna più contestata.

Il quotidiano ha anche interpellato alcune mamme del collettivo di cittadini che hanno chiesto un intervento contro queste nuove installazioni e una di queste ha però ammesso che “la rete mobile nel quartiere è piuttosto scarsa”.

Chissà come sarà dopo che verranno rimosse o spostate come richiedono a gran voce? Quando si dice, “tutto il mondo è paese”.


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Una risposta

  1. Federico ha detto:

    Non mi è chiaro perché solo adesso a tutti i comuni vengono i capelli dritti per i nuovi impianti. Quelli già esistenti non li disturbano? Non è, alla fin fine -ma non lo dicono- solamente una questione politica che adesso va tanto di moda?

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