5G in Francia: il Gruppo Iliad teme un’altra asta con prezzi folli come in Italia e Germania



L’asta 5G si terrà in Francia il prossimo anno, con un ritardo di diversi mesi rispetto alla iniziale tabella di marcia (prevista a gennaio, non partirà prima di marzo 2020) e sta creando non pochi malumori tra i quattro gestori che si contenderanno le frequenze (Orange, Bouygues Telecom, Free Mobile e SFR).

Il Governo francese ha fissato la base d’asta per le frequenze 3.4-3.8 Ghz a 2,17 miliardi di euro e il meccanismo sarà molto semplice. Ci sarà una fase iniziale in cui ad ogni operatore mobile verrà data la possibilità di acquisire 50 MHz di spettro per 350 milioni di euro ciascuno.

Dando per scontato che ogni gestore si prenderà questa porzione di spettro senza pensarci troppo, scatta poi l’asta vera e propria, in cui si sfideranno a suon di milioni di euro per aggiudicarsi larga parte dei 110 MHz restanti, messi all’asta in 11 blocchi da 10 MHz l’uno.

Ogni operatore che si aggiudicherà le frequenze 5G deve stare poi a degli obblighi di copertura molto chiari, tra cui:

  • entro la fine del 2020 dovranno essere coperte almeno due città francesi,
  • almeno 3.000 siti 5G installati nel 2022;
  • almeno 8.000 siti 5G installati nel 2024 (di cui il 25% in aree poco densamente abitate);
  • almeno 10.500 siti 5G installati nel 2025 (di cui il 25% in aree poco densamente abitate);
  • dal 2022 almeno il 75% dei siti dovrà fornire velocità non inferiori ai 240 Mbps (obbligo esteso a tutti i siti entro il 2030);
  • obbligo di copertura delle tratte autostradali entro il 2025 e delle altre strade principali entro il 2027, con velocità di almeno 100 Mbps a livello di singolo sito.

E gli operatori sono già sul piede di guerra, perché nel 2015 per il 4G lo Stato incassò ben 2,8 miliardi di euro e ad oggi, stando alle dichiarazioni  del Presidente della Federazione Francese delle Telecomunicazioni (FFT), i gestori stanno investendo una media di 10 miliardi l’anno per la copertura sia 4G che per la fibra ottica.

Anche il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Iliad ha detto la sua, sostenendo che è una pessima scelta:

“Questa gara persegue troppi obiettivi e minaccia la concorrenza. Non si può avere in modo sostenibile un mercato con prezzi molto bassi, obblighi vincolanti di copertura e prezzi folli e probabilmente indecenti alla fine dell’asta per le frequenze”.

La paura – giustificata – di Free Mobile, Orange, SFR e Bouygues Telecom è che in Francia l’asta 5G arrivi a cifre folli già viste in Italia e Germania, tutte risorse che finirebbero allo Stato invece che nello sviluppo della copertura 5G (e il rischio di doversi rifare sui clienti, con un aumento dei prezzi).

5G Iliad Italia e Francia

Come già noto, il Gruppo Iliad ha scelto Nokia come partner per lo sviluppo del 5G in Francia e in Italia con Free Mobile e iliad a partire dal 2020.


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