iliad: il Giurì ordina cessazione pubblicità su richiesta Wind Tre. La risposta di iliad (aggiornato)



“Quando scopri la verità non vedi altro” – “50 Giga. Minuti e SMS illimitati a 7,99€ al mese. Per sempre. Per davvero” – “Il 98% degli utenti è soddisfatto. iliad. La Rivoluzione”.

Con questi slogan iliad ha pubblicizzato la sua offerta Giga 50 da 7,99 euro al mese, con una serie di spot tv trasmessi sui principali canali nazionali nelle ultime settimane (ne abbiamo parlato in dettaglio qui).

Secondo lo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria), nella Pronuncia n. 62/2019 di questo 3 dicembre (ma comparsa sul sito ufficiale solo oggi), si tratterebbe di comunicazione commerciale ingannevole e ne ordina la cessazione.

Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità oggetto di giudizio non è conforme agli articoli 14 e 2 del Codice di Autodisciplina e ne ordina la cessazione.

Il tutto è partito da una denuncia di Wind Tre S.p.A. nei confronti di iliad Italia S.p.A., un po’ come successo lo scorso gennaio, quando a denunciare iliad erano state TIM e Vodafone Italia.

Va detto che non sono ancora ufficiali gli elementi che hanno portato a questo giudizio, quindi quali affermazioni specifiche presenti nello spot sono state contestate da Wind Tre e hanno portato a questa decisione dello IAP.

Per il momento si parla solo di “Comunicazione commerciale ingannevole” e “Denigrazione” (Art. 2 e 14).

La risposta di iliad Italia

In attesa di maggiori dettagli, è arrivata una prima nota ufficiale di iliad, che riportiamo integralmente qui di seguito:

In attesa di conoscere le motivazioni della pronuncia IAP nella sua interezza, e rispetto al procedimento avviato da un competitor in merito alla nostra campagna pubblicitaria: questa pronuncia ci coglie di sorpresa in quanto adottiamo da sempre la linea della trasparenza ad ogni livello verso i nostri utenti con una comunicazione caratterizzata da toni ironici e scanzonati.

Coglieremo questa occasione per chiarire ulteriormente ai nostri utenti che agiamo in totale trasparenza, nonostante le numerose azioni che i competitor mettono in atto fin dal nostro arrivo.

Che a qualcuno bruci una così alta soddisfazione del cliente, unica in questo settore?

Aggiornamento. Questa la motivazione che ha portato allo stop degli spot iliad: “Il Giurì ha ritenuto il messaggio denigratorio perché accreditava l’inserzionista quale unico operatore a non avere caratteristiche negative, così implicitamente asserendo che, invece, gli altri le avessero.

Il Giurì ha, altresì, ritenuto ingannevole il messaggio in quanto rinviava al sito Agcom per la consultazione di una ricerca che in realtà si dimostrava non disponibile”.


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