Pubblicità ingannevole: il Giurì ne ordina la cessazione a Wind Tre, su segnalazione di iliad



Ad inizio mese abbiamo scritto della pronuncia del Giurì contro gli ultimi spot tv di iliad programmati sulle principali reti nazionali, dopo una segnalazione pervenuta da Wind Tre. Oggi le parti si invertono: sarà questa volta Wind Tre (o meglio il brand 3) a dover interrompere la sua campagna pubblicitaria su richiesta di iliad Italia.

“Scegli Tre. Il nuovo iPhone 11 è tuo con anticipo zero” e “Con Tre hai il nuovo iPhone 11 con anticipo zero”. Con questi slogan 3 Italia ha pubblicizzato nelle ultime settimane (con una serie di spot tv dedicati), la vendita a rate del nuovo iPhone 11 senza anticipo se abbinato ad una delle offerte ALL-IN Power o ALL-IN Super Power.

Scegli 3 nuovo iPhone 11

L’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) si è pronunciato proprio in merito agli spot trasmessi da 3, giudicandoli ingannevoli:

Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la comunicazione commerciale esaminata è in contrasto con l’art. 2 CA, limitatamente alla mancata indicazione del modello escluso ed in questi limiti ne ordina la cessazione.

L’Articolo 2 del Codice di Autodisciplina recita esattamente così: “La comunicazione commerciale deve evitare ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da indurre in errore i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche, specie per quanto riguarda le caratteristiche e gli effetti del prodotto, il prezzo, la gratuità, le condizioni di vendita, la diffusione, l’identità delle persone rappresentate, i premi o riconoscimenti.

Nel valutare l’ingannevolezza della comunicazione commerciale si assume come parametro il consumatore medio del gruppo di riferimento”.

Dunque un nuovo botta e risposta tra iliad e Wind Tre nel giro di poche settimane: per usare un’espressione francese, “un point partout, la balle au centre” (“uno pari, palla al centro”). Chi sarà il prossimo a segnalare una pubblicità ingannevole?


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3 Risposte

  1. Silvano M. ha detto:

    Diciamo invece che le regole valgono per tutti, ed é giusto che se la pubblicitá risulti ingannevole, sia sanzionata. Tanto…. Lo rifaranno dal primo all’ultimo. Le sanzioni di un paio di milioni, sono ridicole per chi maneggia piu e piu milioni al mese derivati dagli utenti.

  2. Marco ha detto:

    Della serie…il bue disse cornuto all’asino

  3. Francesco ha detto:

    Gli sta bene, come dice il proverbio “chi la fa l’aspetti” !

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