Bollette a 28 giorni: ecco tutte le comunicazioni riservate con cui TIM, Vodafone, Fastweb e Wind si accordavano tra loro



Vi ricordate la sanzione per complessivi 228 milioni di euro che l’Antitrust ha irrogato pochi giorni fa a Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre per intesa anticoncorrenziale relativa al repricing effettuato nel ritorno alla fatturazione mensile?

AGCM

Bene, oggi torniamo sull’argomento perché scorrendo tra le 120 pagine del documento dell’AGCM (qui potete scaricarlo integralmente) si possono leggere anche le diverse comunicazioni riservate tra responsabili e AD di quelli che dovrebbero essere gestori telefonici concorrenti e che invece non faticavano ad inviare mail o alzare la cornetta per accordarsi tra loro su questioni non di poco conto (e che sono costate la famosa “tredicesima” mensilità a milioni di consumatori, visto che hanno riguardato solo nel mobile 44.008.710 linee).

Abbiamo voluto raccogliere in un unico articolo le comunicazioni segnalate dall’Antitrust, perché solo con queste è possibile capire l’importanza di questa intesa anticoncorrenziale.

15 marzo 2017. Conference call tra gli Operatori e Asstel il giorno stesso dell’approvazione della Delibera AGCOM 121/17/CONS, quando ancora non si conosceva ufficialmente il contenuto della stessa. Questo scriveva un rappresentante Fastweb:

[…] da quello che ho capito io, potrebbe prendere una delibera che limita la possibilità per gli operatori su rete fissa di modificare la periodicità di fatturazione rispetto al mese solare perché’ sarebbe ingannevole verso i consumatori e quindi anche chi lo ha già fatto dovrebbe tornare indietro.

C’è anche la possibilità che agiscano solo su misure per aumentare la trasparenza ma mi sembravano più orientati sulla prima… vedremo. Mi sembra che vogliano dare un senso alla propria esistenza e quindi far vedere che hanno fatto qualcosa per rispondere alle critiche sugli aumenti tariffari e poi anche se perdono al TAR non sono loro i cattivi e potranno sempre dire che ci hanno provato ma sono stati i giudici i cattivi. Quindi temo sarà una decisione molto “populista”

5 settembre 2017. Nell’ambito del fitto scambio di comunicazioni concernenti il c.d. “position paper” – vale a dire un documento da cui dovesse emergere la posizione ufficiale dell’Associazione e, quindi, degli Operatori, con il quale si rivendicava la libertà di iniziativa economica degli operatori di telefonia a fronte di un intervento eccessivamente invasivo da parte di AGCOM e del Governo – merita particolare attenzione una dichiarazione proveniente da un rappresentante di Fastweb indirizzata, in data 5 settembre 2017, ai rappresentanti di Asstel e degli altri Operatori telefonici parti del procedimento, del seguente tenore:

Ciao a tutti, rinvio il file con minime modifiche evidenziate. Mi sembrerebbe utile aggiungere una considerazione di fondo che non emerge dal paper. Le polemiche sul tema dei 28 gg come tutti sappiamo non sono legate tanto al passaggio della fatturazione da mese a 28 gg quanto piuttosto all’aumento dei prezzi che questo ha comportato.

In sintesi, sia a livello politico che a livello di associazioni dei consumatori, quello che viene attaccato/contestato è l’aumento dell’8,6% intervenuto e non tanto la diversa periodicità di fatturazione. Questa viene attaccata perché è stato lo strumento con il quale gli operatori hanno comunicato gli aumenti di prezzo e viene contestato che tale approccio aveva l’obiettivo di rendere l’aumento meno evidente ai clienti finali.

Quindi, c’è secondo noi l’idea che applicando la delibera AGCOM l’aumento verrebbe annullato, mentre nella realtà non è cosi. La stessa AGCOM nella delibera 121/17/CONS ha dichiarato che l’aumento è legittimo e che quindi gli operatori non sono tenuti a tornare indietro sugli aumenti ma solo a rappresentare i prezzi su base mensile (e fatturarli almeno su base mensile).

Quindi a titolo di esempio un valore di 25 euro/4 settimane dovrebbe diventare 26.8 euro su base mensile/30gg. Mi sembra quindi importante aggiungere nel paper questo aspetto, che gli aumenti non sarebbero in ogni caso annullati in quanto leciti.

E infatti, nella bozza del position paper in discussione viene proposto di aggiungere il seguente paragrafo:

Si evidenzia inoltre che la possibilità per gli operatori di procedere con aumenti dei prezzi non è stata messa in discussione dalle Autorità competenti per cui la diversa periodicità di fatturazione non incide sulle modifiche di prezzo effettuate dagli operatori nel periodo precedente la scadenza per ottemperare alla delibera 121/17/CONS.

Nel documento acquisito presso Vodafone, consistente in una serie di email scambiate tra i responsabili della funzione regolamentare dei quattro Operatori, volta a condividere il contenuto di una lettera da inviare ad AGCOM a seguito di un incontro informale tenutosi presso la suddetta Autorità, tutti gli operatori non vogliono adeguarsi agli obblighi di fatturazione su base mensile, in quanto..

la soluzione illustrata non può che includere una interpretazione della delibera che consenta una cadenza di fatturazione per durate comunque uguali o inferiori superiori al mese

22 settembre 2017. Documento interno rinvenuto nella sede di Fastweb nel quale si legge quanto segue sul tema del non adeguarsi alla Delibera AGCOM:

Sul tema 4WB, AGCOM sta mettendo molta pressione su tutti gli operatori affinché almeno un operatore torni indietro. Non abbiamo quindi certezza che tutti tengano il punto e che ci sia nei prossimi gg un annuncio sul passaggio a mensile da parte di altri che ci brucerebbe e ci metterebbe in una situazione ancora più scomoda di dover comunque tornare indietro ma senza i benefici di essere stato il primo (in particolare WIND-Tre).

Fino ad oggi tutti gli operatori (TIM, WIND-Tre, Vodafone) hanno dichiarato di voler tenere il punto e attendere esito del ricorso al TAR (fatto anche da ASSTEL) con udienza il 7 febbraio 2018 e quindi decisione finale entro marzo-aprile 2018 presumibilmente. Tuttavia la pressione sta montando a livello politico e di comunicazione sociale, e molte associazioni di consumatori stanno intraprendendo azioni specifiche contro gli operatori per chiedere il ritorno al mese e la restituzione degli aumenti.

Possiamo prevedere 3 possibili scenari:

scenario 1: Tutti gli operatori che sono passati a 4WB su fisso e mobile continuano a non cedere in attesa del giudizio al TAR sul potere di AGCOM di intervenire sul tema. In questo caso come detto la decisione non sarà nota prima del 2Q 2018. Nel frattempo c’è il rischio di un intervento legislativo che imponga la fatturazione mensile (immaginiamo sicuramente sul fisso ma probabilmente anche su mobile);

scenario 2: a causa delle pressioni AGCOM/istituzionali un operatore diverso da FW (probabilmente WIND-TRE) rompa il fronte e faccia un annuncio di ritorno alla fatturazione mensile quantomeno sul fisso. In questo caso, perdiamo come FW ogni beneficio legato ad essere il primo operatore a “rompere il fronte” e FW dovrà poi probabilmente adeguarsi e passare a base mensile comunque quantomeno sul fisso (e quindi sostenere i relativi costi senza i benefici del first mover);

scenario 3: FW rompe il fronte e si pone come operatore di riferimento sul tema trasparenza sia su fisso che su mobile (sul mobile essendo allo stato non obbligatorio il messaggio sarebbe ancora più forte). Gli altri operatori probabilmente saranno costretti a seguirci quantomeno sul fisso anche se con tempi non immediati. Togliamo dal tavolo un tema su cui Iliad avrebbe gioco facile a farsi pubblicità gratuita. Anche a livello istituzionale una mossa del genere ci creerebbe un forte credito da parte di AGCOM (rompiamo il fronte e probabilmente altri operatori ci seguirebbero) e del governo, eliminando il problema di dover intervenire con legge sulla materia.

26 ottobre 2017. Mail interna di Vodafone:

Hi the debate is ongoig and there is a concrete risk that a new law forcing to go back to 30 days billing is issued. We could expect to be asked to start invoicing 30 days for future billing cycles. Timing and implementation plans are not clear. We are defining a common industry position with Telecom Italia and the other operators.

30 ottobre 2017. Mail interna TIM:

Our understanding is that Vodafone will reprice, so the annual price will not change for Vodafone customers.

14 novembre 2017. Nella email si dà conto di diverse informazioni relative agli altri operatori e in particolare:

  • TIM: 3 mesi nel caso di fatturazione a 30 giorni in quanto in questo scenario non prevedono di rivedere i prezzi dell’offerta (che quindi resterebbe valorizzata all’attuale prezzo applicato su 28 giorni);
  • H3G (Wind Tre): non devono fare nulla in quanto stavano progettando solo ora la fatturazione a 28 giorni per i clienti mobili: in funzione delle novità hanno interrotto le attività. Non è quindi prevista attività di revisione prezzi;
  • Wind (Wind Tre): Non è prevista una revisione prezzi (che rimarranno gli stessi delle offerte a 28 giorni). […] Adegueranno solo la clientela consumer (no enterprise e large account)”.
  • Vodafone: Sarà prevista la revisione degli attuali prezzi delle offerte a 28 giorni. Si osservi che per TIM e Wind l’espressione “non rivedere i prezzi dell’offerta” è intesa a indicare che resteranno quelle valorizzate all’attuale prezzo applicato su 28 giorni e quindi un riproporzionamento da 13 a 12 canoni e l’aumento del canone nominale dell’8,6%, in quanto è puntualizzato tra parentesi ed è coerente con altre evidenze esterne a Fastweb. Per H3G si afferma che non devono dare nulla in quanto non era presente la fatturazione a 28 giorni. Mentre emerge anche che Vodafone effettuerà ulteriori manovre tariffarie.

7 dicembre 2017. Mail interna TIM:

Si è appreso che Vodafone avrebbe intenzione di operare un repricing contestualmente al ripristino della fatturazione a 30 gg.; al riguardo, le Funzioni Legale e Regolatorio hanno raccomandato prudenza e di evitare la contestualità della modifica dei prezzi (andrebbe in ogni caso garantito il diritto di recesso della clientela a fronte di modifiche delle condizioni economiche di offerta).

20 dicembre 2017. Scambio di mail tra i vertici di TIM e Vodafone:

Hi,Got this message from [omissis – nominativo AD Vodafone] da Vodafone: Hi [omissis – nominativo AD TIM] Have you got 5 minutes today? It’s about the Agcom interpretation of going back on prepaid to solar monthly duration as opposed to 30 days” [omissis]

22 dicembre 2017. Contatti tra i vertici di Wind Tre e gli altri gestori:

Buongiorno [omissis – nominativo Commerciale Wind Tre] and thank you for the leadership on this issue. Understood; I would only advise that we work closely with VODAFONE and TIM so that we are leveraging our collective muscle. I know that you have spoken with [omissis – AD di Vodafone] and I am happy to speak with [omissis – AD di Telecom Italia), who is in Brazil, if your contact at TIM is not the right one. Thanks again to the team!

18-20 dicembre 2017. Lo stupore di Fastweb nel verificare che TIM dal 1° gennaio 2018 avrebbe comunicato la decorrenza della rimodulazione di alcuni piani tariffari. Nello scambio di email una rappresentante di Fastweb, informata della notizia, scrive:

Ciao ho sentito TIM oggi che mi ha detto che la manovra di aumenti legati al passaggio al mensile dal 1° gennaio 2018 è dedicata per ora ai soli clienti business perché per questi avevano un sistema di billing diverso dal consumer che ha mantenuto anche la fatturazione mensile per una parte consistente di clienti e quindi era più facile tornare indietro al mensile.

29 dicembre 2017. Email interna Vodafone in cui si pone il problema riguardante la circostanza che TIM effettuerà il mero repricing senza effettuare manovre successive, che invece erano programmate da Vodafone:

Occorre capire quanto ci troveremo in difficoltà a gestire questa manovra verso una TIM che invece dirà che loro i prezzi non li aumentano. Ci troveremo doppiamente esposti.

Come si può leggere dalle varie dichiarazioni, oltre all’intesa anticoncorrenziale tra operatori, era già presente la preoccupazione di dare “gioco facile” ad iliad, visto che era già palese da tempo quale sarebbe stata la leva del nuovo operatore (qui una dichiarazione di Xavier Niel del marzo 2017), la trasparenza in primis (e i risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti).

L’insieme di queste prove hanno poi portato alla condanna annunciata pochi giorni fa (228 milioni di euro). Ed oggi il Consiglio di Stato ha pubblicato il testo della sentenza con cui ha rigettato i ricorsi delle compagnie telefoniche per le bollette a 28 giorni, confermando l’obbligo di indennizzo per tutti i clienti, non solo per chi ne fa esplicita richiesta (ne scriveremo in dettaglio a breve).


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2 Risposte

  1. Carlo Alberto Fiorentino ha detto:

    Giusto così. Aspetto il rimborso

  2. ikir ha detto:

    Che scandalo
    scenario 3: FW rompe il fronte e si pone come operatore di riferimento sul tema trasparenza sia su fisso che su mobile (sul mobile essendo allo stato non obbligatorio il messaggio sarebbe ancora più forte).

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