Free Mobile (Gruppo Iliad): possibile accordo con Orange per condivisione impianti 5G nelle aree rurali della Francia (aggiornato)



In più occasioni gli operatori di rete mobile francesi hanno espresso il proprio sostegno all’ipotesi di accordi per una condivisione delle infrastrutture per il 5G, in particolare nelle zone a bassa densità abitativa, per poter così ottimizzare gli ingenti investimenti previsti per la rete di nuova generazione.

5G Free Mobile

Orange, Free Mobile, SFR e Bouygues Telecom non solo dovranno sborsare molti milioni di euro per l’ormai imminente asta 5G (non con pochi timori di ripetere quanto successo in Italia e Germania), ma hanno tutti gli investimenti – già in corso – per coprire sia le grandi città che le aree rurali dove, per raggiungere una copertura equivalente a quella del 4G, dovranno installare un numero di antenne tre volte maggiore.

Lo stesso Thomas Reynaud (CEO del Gruppo Iliad) in una intervista di pochi giorni fa aveva dichiarato che “condividere determinate infrastrutture avrebbe molto senso e consentirebbe di reindirizzare le spese di ingegneria civile verso gli investimenti in corso” limitando oltretutto l’impatto ambientale dei singoli operatori.

Stando alle indiscrezioni pubblicate oggi dal quotidiano Le Figaro, l’ARCEP (Autorità di regolamentazione delle comunicazioni elettroniche e servizi postali francesi) sta valutando in questo momento un accordo di condivisione degli impianti 5G dei due operatori mobili nelle aree rurali della Francia.

Dai due operatori non è giunto nessun commento a queste indiscrezioni di stampa (ma non le hanno nemmeno smentite).

Va ricordato che Orange e Free Mobile hanno un accordo di roaming 2G/3G che scadrà a fine 2020 e, stando anche a vecchie dichiarazioni del CEO di Orange, una possibile collaborazione con l’operatore fondato da Xavier Niel non è da escludere.

Una situazione simile la vediamo già in Italia, con i recenti accordi Wind – Fastweb per la condivisione della rete 5G (con il ricorso al TAR da parte di iliad Italia per possibili profili anticoncorrenziali) o l’operazione INWIT di TIM e Vodafone, che hanno così fatto nascere la più grande tower company in Italia.

Aggiornamento. Stando a quanto riporta il quotidiano economico francese La Tribune, si sta discutendo di un accordo di “condivisione passiva”, ovvero di una condivisione dei “tralicci” e relativi costi operativi, installandoci poi sopra ognuno le proprie antenne.

Questo accordo riguarderebbe solo le zone della Francia in cui la copertura mobile è considerata scarsa o inesistente (principalmente tutte aree con bassa densità abitativa) e che secondo l’ARCEP riguarderebbe circa il 18% della popolazione e il 63% del territorio.

Secondo il quotidiano, l’Authority francese promuoverebbe questo accordo, visto che già i concorrenti Bouygues Telecom e SFR hanno una parte della loro rete in comune, mentre Free Mobile fino ad ora ha sempre “giocato” da solo.

Sicuramente un accordo del genere consentirebbe ai due eterni rivali di usufruire di una forte riduzione dei costi nella costruzione della rete nelle aree meno redditizie e, in vista dei massicci investimenti previsti a breve per l’asta 5G (che si terrà a metà aprile) e la successiva copertura del territorio, potrebbero convincersi ad unire le forze.


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