Emendamenti per bloccare la portabilità del numero: AIIP contraria ma l’Italia va avanti, la Spagna ci ripensa



Anche l’AIIP (Associazione Italiana Internet Provider) dopo associazioni consumatori e alcuni operatori di telefonia (come iliad e Fastweb), si unisce al coro dei contrari ai due emendamenti che verranno discussi in Senato il prossimo 8 aprile e che prevedono il blocco delle portabilità del numero sia per la telefonia mobile che nel fisso.

Per AIIP i due emendamenti costituiscono una formidabile opportunità di strumentalizzare la contingente situazione per fini anticompetitivi. Mentre l’art. 82 del decreto Cura Italia vuole tutelare i clienti finali, l’emendamento è palesemente in danno dei medesimi, sostiene l’Associazione:

Limitare la possibilità di cambiare fornitore significa impedire al cliente di poter scegliere un servizio qualitativamente superiore proprio ora che – in ragione delle misure di contenimento del virus quali smart working, etc. – ne ha particolare necessità, o impedire al cliente di valersi di un servizio analogo ma a condizioni economiche più vantaggiose, proprio ora che c’è una situazione di generalizzata contrazione delle disponibilità economiche sia per le famiglie che per le imprese.

L’emendamento appare del resto in aperto contrasto con la finalità dell’articolo 82 del decreto Cura Italia: le reti e i servizi di comunicazione elettronica hanno un ruolo essenziale e devono essere potenziati per venire incontro alle maggiorate esigenza di banda dei clienti.

Sia le migrazioni, sia larga parte delle portabilità non richiedono alcun intervento presso il cliente né la sua presenza in centri di attivazione pubblica – così quantomeno le portabilità di rete fissa, a differenza di quanto avviene per la rete mobile in assenza di SIM virtuale.

In ogni caso, le eventuali attività che richiedano la presenza fisica del tecnico presso il cliente (o del cliente in un centro di attivazione pubblica – condizione infrequente per quanto riguarda la rete fissa), rientrano tra quelle che devono rimanere sempre consentite – sia pure con le dovute precauzioni – per garantire al pubblico i servizi di comunicazione elettronica la cui centralità ed essenzialità per il sistema paese è esasperata dalla situazione emergenziale causata dal Coronavirus.

Ricordiamo che l’Associazione Italiana Internet Provider dà voce attualmente a circa cinquanta operatori di telecomunicazioni ed internet provider.

La Spagna ci ripensa

Nel frattempo, mentre in Italia la discussione in Senato avverrà l’8 aprile e sembra sempre più ampio lo schieramento a favore di questi emendamenti, dalla Spagna arriva una buona notizia: il divieto di portabilità è stato confermato solo nei casi in cui è richiesto l’intervento di un tecnico a casa, in tutte le altre situazioni potrà invece essere effettuata dai clienti senza problemi.

Scelta logica e che dovrebbe essere presa in seria considerazione anche dai politici italiani, invece di pensare ad un blocco totale che non farà che danneggiare ulteriormente tutto il settore delle telecomunicazioni, a solo vantaggio dei principali operatori con maggiore quota di mercato (che potranno trattenere i clienti per diversi mesi).

Lo stato d’emergenza al momento è stato fissato dal Governo fino al 31 luglio, bloccare le portabilità fino a quella data o oltre, significa fermare milioni di richieste di migrazione da un operatore all’altro, a totale danno della concorrenza e dei consumatori che ora più che mai hanno bisogno di tariffe economiche in un momento così difficile.

Cosa fare?

La prossima settimana sapremo se i due emendamenti passeranno così come sono o verranno rigettati o modificati, nel frattempo chi avesse intenzione di effettuare una portabilità verso altro gestore, consigliamo di avviare la richiesta prima dell’8 aprile, così da garantirsi il passaggio nel caso si optasse per un blocco totale.

Le priorità dell’Italia e degli italiani al momento sono altre e bloccando le portabilità si andrà a creare solo una nuova situazione di disagio per milioni di persone.


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2 Risposte

  1. Enzo ha detto:

    Ho avviato portabilità da iliad a kena mercoledì. Ad oggi ancora nulla. Non ci volevano 48 ore?

  2. Federico ha detto:

    A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. cit.