Rete unica TIM-Open Fiber: Hedberg (CEO Wind Tre) si dice preoccupato per i tempi di un’operazione complessa



Sono diverse le voci che negli ultimi mesi si stanno facendo sentire contro l’ipotesi di una rete unica TIM-Open Fiber, a controllo dell’ex monopolista e supportata da diversi esponenti dell’attuale maggioranza di Governo.

Open Fiber

Ad inizio maggio l’Ad di Vodafone ItaliaAldo Bisio – aveva detto la sua sull’argomento, sostenendo che “l’ingresso di Open Fiber nel mercato è molto positivo anche perché ha comportato un’accelerazione negli investimenti anche del concorrente, cioè TIM. Tutto ciò fa bene alla qualità del servizio e ai costi”.

Ricordando anche, con una metafora calcistica, come “nessuno credo giocherebbe in un campionato di calcio dove l’arbitro possa essere un giocatore di una delle squadre. Qualche doverosa cautela me la pongo. Noi siamo favorevoli alla rete unica a patto che sia wholesale only, che tutti i retailer siano trattati allo stesso modo e che non ci sia il controllo sulla rete unica da parte di uno dei retailer”.

Oggi, durante un webinar dedicato agli studendi MBA della Luiss Business School, è tornato a dire la sua anche il CEO di Wind Tre, Jeffrey Hedberg, che si dice “preoccupato dei tempi di un’operazione complessa, che richiede il vaglio delle autorità nazionali ed europee in materia di garanzie per le comunicazioni e per la concorrenza.

Penso che sia nell’interesse degli italiani e del sistema Paese che il ritardo accumulato nella penetrazione della banda ultralarga a causa di una carenza di investimenti sia recuperato quanto prima possibile”.

Hedberg ha inoltre precisato che “la possibilità per tutti i fornitori di servizi di accedere alle infrastrutture di connettività a condizioni eque e leali è fondamentale per garantire uno sviluppo corretto dell’offerta e gli investimenti da parte di tutti gli operatori”.

“Parlando come semplice cliente – continua Hedberg – noi siamo partner di Open Fiber, mi piace la competizione, mi piace l’opportunità della scelta, della velocità. Da questo punto di vista rappresentiamo anche la voce dei nostri clienti, ai quali possiamo offrire servizi competitivi grazie all’accelerazione recente nella penetrazione della banda ultralarga”.

Da una parte dunque i tanti operatori “alternativi” all’incumbent (TIM), che offrono connessioni Gigabit in molte zone d’Italia grazie all’importante lavoro e agli investimenti portati avanti da Open Fiber e che vorrebbero mantenere questo livello di concorrenza e sviluppo della rete,  dall’altra i sindacati, i politici e la stessa TIM, che spingono invece per una rete unica.

Mai come con la nascita di Open Fiber l’Italia ha visto così tanti investimenti nella rete FTTH (fibra Gigabit fino all’abitazione) e una buona concorrenza data da operatori alternativi (anche locali) che si appoggiano alla sua infrastruttura.

Una rete unica può avere un senso esclusivamente se si mantiene indipendente e sul modello wholesale only adottato da Open Fiber, garantendo condizioni di accesso uguali per tutti, senza avvantaggiare uno dei “giocatori” in campo, o si ritorna al vecchio monopolio, con tutti i problemi che ne conseguono.


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8 Risposte

  1. luca ha detto:

    Vorrei solo far notare che se Tim non ci fosse stata (da Sip a Telecom a Tim ) ora comunicheremmo con bonghi e tam tam , ma è importante anche solo per la nostra storia . Noi italiani a differenza ad esempio di chi è oltralpe siamo sempre buoni a screditare quello che abbiamo.
    Volevo ancora dire che con i problemi dovuti al periodo della quarantena abbiamo visto tutti la necessità di avere connessioni stabili e veloci , poco importa il resto.
    La cosa bella sarebbe la nascita di questo grande unico operatore che permetterebbe un’ interconnessione capillare a TUTTI i cittadini ( non solo quelli delle grandi città) per il bene del nostro paese e basarlo sul ” wholesale only” come scritto sopra e monitorate dagli appositi organi di controllo . Il tutto con una rete che sembra si stia potenziando da entrambe le parti . Abbiamo due grandi operatori che potrebbero darci il meglio . Entrambe hanno grandi risorse. Cosa ce ne faremmo di un braccio senza una gamba ?

    • Marco ha detto:

      Capisco certi nostalgici TIM (o magari dipendenti della stessa), ma c’è un piccolo GRANDE particolare da sottolineare: se non fosse stato per Open Fiber oggi la copertura in fibra l’avrebbero 4 gatti invece che qualche milione di italiani. Grazie a mamma TIM siamo agli ultimi posti per diffusione della fibra e il signor Gubitosi vorrebbe togliersi di mezzo un concorrente, prendersi la sua OTTIMA rete FTTH e prenderne il controllo, tornando a fare il monopolista e i porci comodi come fatto fino ad ora, con prezzi alti e zero concorrenza.

      Non scordiamoci che se oggi i prezzi nelle connessioni fisse FTTH sono abbordabili è per merito di Open Fiber e dei suoi prezzi wholesale decisamente più bassi di quelli dell’ex monopolista, per una rete nettamente migliore. Open Fiber ha dato la possibilità ad accedere alla sua rete anche a tante realtà regionali, oltre che nazionali, permettendo ai consumatori ampia scelta e prezzi che definirei ottimi.

      So già come andranno le cose, visto come TIM e la politica vadano a braccetto, uniranno le due reti sotto il controllo TIM e si tornerà ad un rallentamento nella copertura in fibra e ad un aumento dei prezzi. Tutto già scritto purtroppo.

      • luca ha detto:

        Il problema non è Tim , Enel o tutte quelle grandi Ditte che contribuivano a quelli che chiamavamo Servizi Essenziali in ciò che era il Monopolio . Ci hanno presentato la Privatizzazione come la panacea di tutti i mali ma mi sto rendendo conto dal mio punto di vista che hanno aiutato tanto azionisti piccoli e non che , ovviamente , investivano capitali per avere dei ritorni , impoverendo le varie aziende e facendo in modo che investissero i capitali possibili nel modo più attento . Se tutto questo non ci fosse stato , probabilmente i capitali li avrebbero investiti e la Fibra , per quanto riguarda ad esempio Tim , sarebbe stato un passaggio naturale. In quei bruttissimi tempi si parlava di G7 e l’ Italia ne faceva parte. Chissà perchè in altri stati europei sono stati molto più attenti sull’ argomento .

  2. Enrico Vallini ha detto:

    Open Fiber e’ un gioiello, non va toccato!

  3. Andrea ha detto:

    Assolutamente contrario a imbarcare TIM in OF: distruggerebbe, per la sua pochezza industriale, la rete pubblica. OF continui eventualmente cercando altri partner, ma escluda TIM.

  4. fulvio ha detto:

    ho sentito tutti pareri di parte che vogliono solo sfruttare le reti per fare molti soldi alle spalle di chi ha investito molti miliardi per costruirle e comperare le licenze Tim è una grande realtà ed è pronta per dare un futuro serio al paese Italia con il 5G

  5. Alessandro D'Arpini ha detto:

    Conoscendo TIM ex Telecom Italia, con i loro supporters politici, mi chiedo come sia possibile fornir loro un briciolo di fiducia. Ancora ricordo le piccole Aziende fornitrici di connettività, andate a gambe all’aria per via delle richieste economiche retroattive al tempo delle ADSL Naked.

  6. Federico ha detto:

    Beh, sarebbe gravissimo che attuassero questa restaurazione -tout court- del monopolio. Siccome non c’è da fidarsi (mai fidarsi!) né del ex monopolista Tim né di questo governo, probabilmente il peggiore mai avuto in , bisogna stare con le antenne ritte e col “fucile spianato”.

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