Rete iliad: a Lucca due anni di rifiuti e proteste per le nuove antenne. Ora arriva anche il NO di RFI



Se con il Decreto Semplificazioni d’ora in poi per gli operatori di telefonia mobile dovrebbe essere meno complicato procedere con l’installazione di nuove antenne sul territorio (specialmente nei comuni con sindaci “NO 5G”), gli ostacoli di varia natura continueranno a capitare lo stesso.

No antenna iliad

Un esempio, di pochi giorni fa, è quello che arriva da Lucca, dove iliad sta riscontrando non poche difficoltà nell’installare 4 impianti su territorio comunale. Da una parte le proteste dei cittadini, dall’altra ora arriva RFI (Rete Ferroviaria Italiana, Gruppo Ferrovie dello Stato).

Lo scorso dicembre 2019, iliad Italia aveva ottenuto l’ok dal Comune di Lucca per un nuovo impianto che doveva essere costruito nella zona dell’ex scalo merci, in prossimità della linea ferroviaria Lucca-Firenze, con tanto di canone di affitto per il primo semestre 2020 (9.500 euro) già pagato ad inizio anno.

Sembrava ormai cosa fatta, ma secondo quanto riferisce il quotidiano la Nazione,  durante il sopralluogo di pre-cantierizzazione i tecnici di RFI (proprietaria dei terreni) hanno imposto nuove prescrizioni che impedirebbero la realizzazione dell’impianto (senza riferire però quali).

Iliad Italia non si è comunque arresa, chiedendo al Comune la possibilità di fruire di un’altra area e che i soldi già versati “siano da considerare un acconto sul canone dovuto per la concessione della nuova area”.

Il Comune di suo ha quindi proceduto con la revoca della vecchia concessione all’ex scalo merci e si è detto pronto a riversare la somma già incassata di 9.500 euro per una nuova concessione nella zona che verrà scelta da iliad per l’impianto di telefonia.

Proteste dei cittadini permettendo ovviamente, visto che a Lucca sono due anni che iliad tenta di installare nuove antenne e trova continui ostacoli: prima il NO della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, poi le proteste dei residenti (qui il nostro articolo dettagliato).

Chissà se il nuovo Decreto Semplificazioni porterà davvero a risolvere anche questi blocchi.


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