Da AGCOM via libera a iliad per proroga diritti d’uso frequenze in banda 900 MHz (e 2100 MHz per TIM, Vodafone e WINDTRE) fino al 31 dicembre 2029



E’ arrivato il via libera da parte di AGCOM alle proroghe dei diritti d’uso delle frequenze richieste da iliad Italia in banda 900 MHz e da TIM, Vodafone e WINDTRE in banda 2100 MHz, fino al 31 dicembre 2029 (precedentemente in scadenza il 31 dicembre 2021).

Antenna telefonia mobile

Non è invece stata concessa la proroga dei diritti d’uso dei blocchi TDD in banda 2100 MHz degli operatori che ne hanno fatto richiesta ed è stata revocata la proroga (già autorizzata), ad un altro operatore per quanto riguarda i diritti d’uso di tale porzione TDD.

Secondo quanto riferisce l’Autorità, “non risulta che gli operatori assegnatari abbiano finora mai utilizzato tali blocchi TDD a 2100 MHz e non si ha evidenza di un possibile futuro uso di tale porzione nell’ambito delle reti radiomobili. Dalla documentazione versata in atti relativa alle istanze di proroga in esame, non si rilevano inoltre elementi o prospettive di uso effettivo di tali blocchi.

Tale circostanza, come anche descritto in precedenza, appare generalizzata nell’ambito dell’Unione europea. A differenza delle porzioni FDD, la proroga non appare quindi qui funzionale a obiettivi relativi allo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni consentite dalle norme di armonizzazione, ai fini dell’uso efficiente dello spettro, e alla promozione e al recupero di determinati investimenti, oltre che alla tutela dell’utenza già servita”.

Per arrivare invece alle proroghe dei diritti d’uso delle frequenze richieste le società coinvolte hanno dovuto inviare i propri piani tecnico finanziari aggiornati a sostegno di ciascuna richiesta.

Sul fronte iliad, la società aveva richiesto la proroga al 31 dicembre 2029 della durata dei diritti d’uso delle proprie frequenze in banda 900 MHZ alle stesse condizioni tecniche ed economiche a cui è stata già concessa la proroga dei diritti d’uso delle frequenze nella stessa banda alle società TIM, Vodafone Italia e WINDTRE (in proporzione all’ampiezza di banda e alla durata della rispettiva proroga).

Dalle informazioni fornite da iliad all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni,  la società di telecomunicazioni “appare in possesso di risorse tecniche e finanziarie adeguate a sostenere il piano presentato e, più in generale, a garantire un uso effettivo ed efficiente dello spettro”.

A sostegno di tali affermazioni, AGCOM ricorda inoltre che a dicembre 2019 “iliad risultava aver raggiunto una quota di mercato (in termini di numero di SIM) pari al 6.6% (7.5% considerando le sole SIM residenziali), incrementando del 3.2% l’analogo dato riferito a dicembre del 2018. In aggiunta, iliad (con i marchi Free e Free Mobile) è attivo da molti anni nel suo paese di origine, dove ha acquisito una posizione consolidata e risulta uno dei principali operatori sia nel mercato delle reti fisse sia in quello delle reti mobili”.

La proroga – sempre per AGCOM – “appare quindi  funzionale agli obiettivi prefissati, relativi sia allo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni consentite dalle norme di armonizzazione, ai fini dell’uso efficiente dello spettro, che alla promozione e al recupero degli investimenti per la fornitura di servizi innovativi di comunicazione elettronica, oltre che alla tutela dell’utenza già servita.

Il livello degli investimenti indicato dalla società, inoltre, appare di rilievo a livello nazionale. Si ritiene quindi in definitiva che non sussistano elementi per non considerare il piano della società adeguato ai fini del rilascio della proroga dei diritti d’uso in tale banda”.

L’Autorità conferma di fatto l’ottimo stato di salute di iliad Italia, appartenente ad un gruppo solido e in grado di proseguire con gli sforzi finanziari messi in campo fino ad ora per la copertura della sua rete proprietaria.

Come previsto in questi casi, iliad dovrà fornire annualmente al MISE e all’AGCOM (e fino al 31 dicembre 2029) la documentazione relativa allo stato di avanzamento del piano di copertura e degli investimenti, in particolare sull’avanzamento della rete che utilizza la banda 900 MHz e l’effettivo ed efficiente utilizzo della stessa.

Piani che – ricorda l’Autorità – “dovranno essere in coerenza con la struttura del piano tecnico-finanziario presentato ai fini della proroga”.

Anche i piani tecnico finanziari inviati da TIM, Vodafone e WINDTRE per la proroga dei diritti d’uso in banda 2100 MHz, sono considerati da AGCOM adeguati, anche in forza di una presenza sul mercato di oltre 20 anni e tutti e tre ormai ben consolidati.

Come per iliad, anche per gli altri tre gestori, vige l’obbligo di documentare annualmente la copertura raggiunta e gli investimenti effettuati nella distribuzione di siti radio e antenne operanti su banda 2100 MHz.

Il documento integrale, dove sono reperibili anche diverse osservazioni dei singoli operatori (e molti omissis)  è scaricabile a questo link.


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