Rete iliad: da Legnano (MI) a Roma, ancora proteste per nuove antenne del gestore



Nonostante il nuovo Decreto Semplificazioni, che ha messo nero su bianco quello che possono e soprattutto non possono fare i sindaci italiani sul fronte delle nuove installazioni di impianti di telefonia (che non potranno più essere vietate), non mancano le proteste dei cittadini appena si parla di antenne e soprattutto di 5G.

No antenna iliad

In questo inizio di settimana segnaliamo in primis quanto accaduto ad Acilia (una frazione popolosa di Roma Capitale), dove è andata in scena l’ennesima protesta contro una nuova antenna iliad, che sta per essere installata in via dei Monti San Paolo.

Si tratta di un impianto approvato da tempo dal Comune di Roma, che ha ricevuto inoltre il via libera dall’ARPA, con il pilone dove verranno installate le antenne del gestore già arrivato in cantiere.

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Ed ora il comitato di quartiere ha deciso di presidiare l’ingresso al cantiere, con la promessa di impedire l’accesso agli operai e presentare un ricorso al TAR per bloccare tutto.

Non va meglio a Legnano (nella città metropolitana di Milano), qui da mesi era stato avviato un cantiere in via Anna Frank per la costruzione di un impianto 5G iliad, con i residenti contrari che hanno fin da subito protestato, avviato una raccolta firme e si sono anche trasformati in vere e proprie sentinelle, con una sorveglianza continua sul cantiere.

Si tratta di un impianto, anche in questo caso, che rispetta tutti i limiti imposti dalla legge per quanto riguarda le emissioni di onde elettromagnetiche nella zona, nonostante la vicinanza con altri impianti.

Ora una delegazione del comitato di cittadini ha finalmente ottenuto un incontro con il Comune e la possibilità di visionare i documenti sui lavori. Chissà quale sarà la loro reazione, dopo mesi di proteste, nello scoprire che è tutto in regola?

Questi due casi, insieme a tantissimi altri registrati negli ultimi mesi, spiegano bene quanto c’è un reale bisogno di informazione sul 5G e in generale sulle emissioni elettromagnetiche, onde evitare che sull’onda dell’ignoranza (ovvero persone poco o nulla informate sul tema) si arrivi a manifestare o peggio, a veri e propri atti vandalici (come incendi dolosi ad impianti dei gestori).

Le principali raccomandazioni per tutelare la salute e su cui sono concordi molti studiosi, sono semplici da seguire: tenere lontano il laptop dal corpo se si sta navigando, attivare il Wi-Fi solo quando lo si usa e posizionare l’access point ad almeno un metro di distanza da dove si dorme. Per ridurre il carico di radiazioni alla testa fare telefonate brevi con il proprio smartphone o preferire gli SMS o usare sempre gli auricolari o il vivavoce.


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3 Risposte

  1. Gaspare ha detto:

    Che poi sono quelli che lamentano che il segnale e debole o non prende…questi se gli metti la carta da 20€ in tasca ti lasciano lavorare 😂

  2. Giuseppe Greco ha detto:

    Probabilmente è stato fatto un grosso errore. Che io sappia, prima delle gare per l’assegnazione delle frequenze non è stato chiesto nessun parere al ministero della salute, lasciando il fianco scoperto ai “complottisti” ed a comprensibili dubbi.

    • Luigi ha detto:

      Purtroppo in un paese sempre più ignorante (lo dicono le statistiche sulla scolarizzazione) non ci si può aspettare altro. Quelle ovviamente sono le stesse persone che poi hanno il WiFi acceso in casa H24, magari di fianco al letto o stanno due ore al telefono con la fidanzata o la mamma, con lo smartphone attaccato all’orecchio, senza auricolari.

      Va beh, poi immagino che il 90% di quelli presenti siano tutti pensionati e disoccupati che non hanno un ca##o da fare dalla mattina alla sera e quindi hanno trovato un bel passatempo. No comment

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