Rete iliad: proteste per nuove antenne a Treviso, Pistoia e in provincia di Ferrara



Un’altra settimana di crescita per la rete proprietaria di iliad, che ha raggiunto i 4.281 impianti 4G in tutta Italia (dato aggiornato a ieri, qui potete consultare la mappa in qualsiasi momento), ma non mancano ancora proteste così come anche comuni che tentano di vietare le nuove antenne del gestore (nonostante il recente Decreto Semplificazioni).

No antenna iliad

Treviso

La saga riguardante dove installare nuove antenne iliad in quel di Treviso prosegue ancora.  Stando a quanto pubblicato ieri dal quotidiano locale la Tribuna di Treviso, è saltata un’altra delle varie ipotesi di posizionamento di una antenna del gestore (prevista nel parcheggio comunale di viale Brigata Marche) e sempre per le continue proteste dei residenti.

Il cantiere ora è stato ufficialmente chiuso dalla ditta che lavorava per conto di iliad Italia e adesso la questione sarà puramente tra privati, con l’unica ipotesi rimasta, sopra l’hotel Carletto di via Bibano (dove sono in corso i lavori di restauro).

A distanza di oltre due anni dall’accordo con il Comune di Treviso, iliad potrà finalmente installare anche altre tre antenne, tutte nei campanili di altrettante chiese: Chiesa Votiva, Santa Maria Maggiore e Sant’Antonino. Che sia la volta buona?

Trieste

Nuova antenna iliad a rischio anche a Trieste? L’operatore ha fatto domanda al Comune per realizzare un nuovo impianto di trasmissione nel quartiere di Opicina, sull’altopiano del Carso, noto anche per la tranvia di Opicina, una delle attrazioni turistiche della città di Trieste.

Trattandosi di un’area soggetta a vincolo idrogeologico, sarà la Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia a decidere sulla questione.

Filo – Comune di Argenta (FE)

Mercoledì scorso il Sindaco del Comune di Argenta (in provincia di Ferrara) ha incontrato alcuni rappresentanti di iliad Italia per discutere di una nuova installazione prevista nella frazione di Filo (che conta circa 2.000 abitanti).

Anche in questo caso, al quarto operatore di rete mobile è stato chiesto di spostare l’antenna in altri siti alternativi, che avessero un “minore impatto urbanistico” rispetto a quello scelto.

Di suo, iliad si è impegnata a svolgere, entro metà settembre, una valutazione sulla fattibilità della proposta arrivata dal Comune di Argenta. Finito qui? Certo che no.

Pistoia

Altra città, in questo caso Pistoia, altre proteste da parte dei residenti per una nuova antenna montata sul tetto di una abitazione privata in via Catalani e già operativa.

L’allarmismo si è diffuso rapidamente e alcuni abitanti della zona hanno pensato di contattare la redazione del quotidiano La Nazione per avere qualche dettaglio in più.

Da qui è emerso che si trattava di una nuova installazione di iliad, che ne aveva fatto regolare richiesta al Comune alcuni mesi fa per un impianto in tecnologia 5G (anche se al momento opera in 4G).

Richiesta che – scrive La Nazione – era stata inviata nel periodo di validità dell’ordinanza con cui il sindaco aveva “vietato a chiunque di sperimentare e installare impianti con tecnologia 5G nonché di modificare gli impianti esistenti finalizzati alla trasmissione con tecnologia 5G, in attesa di provvedimenti da parte degli organismi competenti, anche sulla base di dati scientifici più aggiornati”.

Ordinanza che non avrà più alcun valore visto che, come noto, il Governo Conte ha abrogato le ordinanze di tutti i Comuni italiani che avevano cercato di porre un freno al 5G.

Sammommè (PT)

A pochi km da Pistoia, nella frazione di Sammommè (o San Mommè), stando a quanto riferisce il quotidiano locale il Tirreno, è stato preso d’assalto lo scorso weekend un impianto iliad posizionato sui monti tra questo paesino di poco più di 100 abitanti e la frazione di Pontepetri.

Impianto iliad a Sammommè

Impianto iliad a Sammommè (PT) – Immagine del quotidiano il Tirreno

Gli attentatori hanno prima tagliato la recinzione metallica a protezione dell’intera struttura e poi hanno spaccato a colpi di mazza il condizionatore d’aria che mantiene a temperatura costante tutta la parte elettronica che controlla l’impianto.

Così facendo, all’aumentare della temperatura interna l’impianto è andato in tilt, smettendo di funzionare, fino all’intervento dei tecnici la mattina successiva. Partita la denuncia, ora sul sabotaggio sta indagando anche la Digos di Pistoia.

L’ipotesi più accreditata (visti anche diversi precedenti attentati sempre in zona) è quella di qualcuno legato agli ambienti anarco-ambientalisti.


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5 Risposte

  1. john ha detto:

    questa gente dovrebbe tornare all’età della pietra, spero che la giustizia faccia il suo corso

  2. marco ha detto:

    cabina e telefono a gettone, ma a un km da casa.

  3. Gaspare ha detto:

    Lasciateli isolati dal mondo

  4. Federico ha detto:

    Lasciarli senza impianti 2g, 3G, 4G e 5G, no? Così saranno accontentati.

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