Rete unica: oggi i CDA di TIM e Cassa Depositi e Prestiti. Seri dubbi sull’indipendenza della nuova società



Quella di oggi è una giornata cruciale per la rete unica. Dopo aver incassato il “sì” del Governo Conte, si terranno nel pomeriggio i CDA sia di TIM che di Cassa Depositi e Prestiti, da dove dovrebbe arrivare il via libera alle linee generali di accordo con i prossimi passi per arrivare alla rete unica TIM Open Fiber.

Rete unica

Dunque la strada sarà ancora lunga, perché anche se arriveranno i via libera da entrambe le parti, ci vorranno ancora mesi per stilare tutti i dettagli dell’operazione.

Nel pomeriggio TIM comunicherà, dopo il CDA, la decisione presa per quanto riguarda la nascita di Fibercop (la società che gestisce la rete secondaria, ovvero dagli armadietti/cabinet su strada fino all’abitazione), dove oltre a TIM (con una quota di maggioranza) ci sarà il fondo americano KKR con il 37,5% e Fastweb con il 4,5%.

Una volta nata la società della rete unica, TIM sarà socio di maggioranza, mentre CDP avrà la maggioranza nel CDA, godendo quindi di poteri di veto. A TIM spetterà la scelta dell’amministratore delegato, che dovrà avere il beneplacito di Cassa Depositi e Prestiti, viceversa, alla stessa spetterà la nomina del Presidente, ma con il beneplacito di TIM.

Non è invece ancora chiaro che fine farà la quota di Enel (al 50% in Open Fiber insieme a Cassa Depositi e Prestiti), su cui per ora si sa solamente dell’interesse del fondo australiano Macquarie che dovrebbe essere confermato ad inizio settembre (stando almeno alle ultime indiscrezioni pubblicate da Il Sole 24 Ore).

Nel frattempo nei giorni scorsi sia Sky che Vodafone e WINDTRE hanno ribadito un punto fondamentale, ovvero che “l’indipendenza è il fattore cruciale per uno sviluppo rapido e diffuso della rete a banda ultra larga” sottolineando come “gli accordi societari e di governance – per i quali sono stati confermati indipendenza e ruolo guida di CDP – saranno cruciali per conseguire questo obiettivo. Così come i dettagli operativi nell’implementazione del progetto che includono i meccanismi di tariffazione, le pratiche commerciali e quelle di assistenza e servizio”.

Oggi dunque si avranno nuove risposte, nella speranza che vengano accolte le richieste degli operatori concorrenti a TIM e si punti ad una rete unica indipendente.

La sola maggioranza nel CDA di Cassa Depositi e Prestiti non potrà garantire comunque una vera autonomia, perché le decisioni le prenderanno sempre i manager e se questi – come prevedibile –  saranno tutti scelti da TIM (socio di maggioranza), è facile immaginare come andrà a finire.

Non resta che sperare in un intervento dell’Antitrust Europeo che imponga dei limiti concreti al controllo della nuova rete unica da parte di un operatore verticalmente integrato.


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2 Risposte

  1. Federico da Venezia ha detto:

    Alessandro D’Arpini, perché dovrebbero bannarti dalla Redazione? 😅
    Non sembra che si sia fatta attenzione per scongiurare con normative ad hoc un controllo da parte dell’ex monopolista. Con qualche meccanismo furbetto su CDA e Manager e con la mentalità mai cambiata, TIM potrebbe giungere ad un controllo della rete. Questo sarebbe molto grave. Siccome non c’è da fidarsi dell’italia, a questo punto mi auguro che l’antitrust europeo metta uno stop e regole scritte ben precise e inderogabili, sennò è la fine della libertà e della concorrenza (TIM l’ha condotta sempre slealmente).

  2. Alessandro D'Arpini ha detto:

    È vero che dobbiamo ancora aspettare. Tuttavia, poiché c’è di mezzo TIM, il Governo e gli investitori stranieri e non voglio essere bannato a vita dalla Redazione, mi concentro mentalmente per ricorrere alla telepatia/telecinesi ed esclamo nella speranza di mettere le cose al posto giusto:

    “Ciribiribi Kodak!”

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