Rete unica: ecco come la Commissione Europea potrà salvarci dal ritorno al monopolio e aumento dei prezzi



Ora che la partita della rete unica è entrata nel vivo, con il via libera del CDA di TIM e CDP su FiberCop e l’unione con Open Fiber, la breve euforia del momento lascia il posto a tanti dubbi, primo fra tutti quello del ritorno al monopolio sulla infrastruttura di rete che, sotto il controllo di TIM, rischia di trasformarsi in un inevitabile aumento dei costi per gli operatori concorrenti e a caduta, per i clienti/consumatori.

Commissione EU

Secondo un’analisi dell’agenzia di rating Moody’s, con la creazione della rete unica a controllo TIM, si alleggeriranno “le pressioni concorrenziali nel business all’ingrosso, elemento positivo per Telecom Italia” (meno positivo invece per i suoi competitor).

Cosa vuol dire? Che mentre ora WINDTRE, Vodafone, Tiscali e gli altri gestori (tra cui in futuro ci sarà anche iliad) stanno risparmiando sui costi per l’utilizzo dell’infrastruttura di rete di Open Fiber (più volte l’AD di TIM – Luigi Gubitosi – si è lamentato dei prezzi all’ingrosso troppo bassi applicati dal concorrente, rispetto a quanto proposto dalla società che guida), una volta che la rete unica sarà controllata dall’ex monopolista, i costi, come lascia intendere Moody’s, torneranno a crescere.

Il tutto ricadrà inevitabilmente sui consumatori finali, perché gli aumenti difficilmente verranno assorbiti dalle singole società/operatori, che si rifaranno aumentando i costi mensili (e/o di attivazione) comunicati ai propri clienti.

Commissione Europea su AccessCo

Ecco che allora, se non si andrà verso una rete unica realmente indipendente e senza il controllo di un operatore verticalmente integrato (TIM), solo la Commissione Europea avrà il potere e l’indipendenza tale da poter intervenire a tutela di un ritorno al monopolio.

Lo abbiamo visto sulla rete mobile, dove per approvare l’unione tra WIND e TRE, si è dovuti arrivare a garantire la nascita di un nuovo quarto operatore mobile (iliad) e tutelare così la concorrenza in questo segmento di mercato (quello che è poi accaduto nella realtà).

Oltretutto, la vicepresidenza della stessa Commissione Europea è in mano a Margrethe Vestager (in carica – con secondo mandato – anche come commissario europeo per la concorrenza), donna di ferro che della lotta ai monopoli ha fatto il suo cavallo di battaglia.

I punti sui quali la Commissione potrà intervenire sono diversi: non soltanto il ritorno al monopolio e la questione delle tariffe all’ingrosso, ma anche il tema scottante degli aiuti di Stato in favore di una società privata (TIM). Sì, perché nella nuova società che gestirà la rete unica – AccessCo – se tutto andrà come nei piani del Governo, ci sarà anche capitale pubblico (Cassa Depositi e Prestiti).

Inutile ricordare che poi l’Italia tornerebbe ad essere l’unico paese UE dove la fibra verrebbe data in mano ad un’unica società monopolista.

Altro aspetto importante è il nuovo Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche, che entro il 21 dicembre 2020 tutti gli Stati membri dell’Unione Europea sono tenuti a recepire, Italia compresa.

E cosa dice sul tema? Che, per evitare conflitti d’interesse tra chi gestisce l’infrastruttura di rete e gli operatori al dettaglio, il modello da applicare è quello “wholesale only”, ovvero quanto fatto fino ad oggi da Open Fiber.

Una società che gestisce quindi la rete in fibra e ne concede l’accesso a tutti gli operatori interessati, alle stesse condizioni, senza vendere direttamente i propri servizi agli utenti finali (cosa che invece fa TIM).

La Commissione Europea potrà poi intervenire sul tema delle tariffe. Una volta che non ci sarà più la concorrenza di Open Fiber, il rischio di aumenti è più concreto che mai e a quel punto potrebbero partire degli interventi per evitare che siano i consumatori a pagarne le conseguenze.

Questa è una di quelle occasioni in cui possiamo solo ringraziare di far parte dell’Unione Europea e dei tanti meccanismi creati per tutelare la concorrenza e i consumatori.


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9 Risposte

  1. Diego ha detto:

    Comunque il ceo di eolo oggi dichiara la stessa cosa che tempo fa Gubitosi diceva e cioè che open fiber è palesemente in difficolta e in grave ritardo nel progetto di copertura di fibra!!
    Lo riporto per dovere di cronaca visto che ci sono pareri discordanti e non di giudizio equo

    • Federico da Venezia ha detto:

      TIM lo è ancora di più in ritardo. Non offre solo fibra come fa Open Fiber, ma offre -imbrogliando- quel surrogato che lei (TIM) chiama fibra ma che in realtà è rame, dalla cabina alle abitazioni (max 30 mbps, se va ultra bene) e TIM è piena di FTTC, mentre Open Fiber è SOLO FTTH, 1000 mbps in download e 300 mbps in upload a prezzi molto più convenienti! E non è poco! Ma è meglio no renderlo noto a spron battuto, metterebbe ancora più in difficoltà TIM, il monopolista.

  2. Marco ha detto:

    Se dessero l’ok al ritorno del monopolio sul fisso a differenza del mobile dove mettono continui paletti, sarebbe da capire quali sono i vantaggi economici che prendono nel dare il consenso.

  3. Federico da Venezia ha detto:

    Come postavo una preoccupazione in altro articolo, pare che la strada scelta dal governo sia proprio quella di favorire il monopolista di sempre. Non sembra che si sia fatta attenzione per scongiurare con normative ad hoc un controllo da parte dell’ex monopolista. Con qualche meccanismo furbetto su CDA e Manager e con la mentalità mai cambiata, TIM potrebbe giungere ad un controllo della rete. Questo sarebbe molto grave. Siccome non c’è da fidarsi dell’italia, (“i” minus) a questo punto mi auguro che l’antitrust europeo metta uno stop e imponga regole scritte ben precise e inderogabili, sennò è la fine della libertà e della vera concorrenza, cosa che TIM ha condotto sempre slealmente.

  4. Dert ha detto:

    Bisogna fermare questo progetto … Di nuovo Tim a capo di tutto no!

  5. Davide ha detto:

    Chiedo una cosa che magari può aiutare anche altri.
    Si può contattare eventualmente margrethe o altri parlamentari europei per chiedere di votare a favore di una eventuale votazione futura?

    • Redazione ha detto:

      Ciao Davide cosa intendi per “votare a favore di una eventuale votazione futura?”

      • Davide ha detto:

        Ciao ragazzi, chiedo scusa se magari ho formulato male.
        Intendevo dire, se ci fosse un’eventuale proposta che i parlamentari dovessero approvare o no, potremmo fare qualcosa in quanto cittadini? Col contattare intendevo ad esempio il periodo della votazione dell’articolo 18, dove potevi eventualmente contattare un parlamentare e chiedere di votare un’opzione.

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