Salt (Xavier Niel): salta il progetto Swiss Open Fiber, a causa dell’acquisizione di Sunrise da parte di Liberty Global



Salt, l’operatore di telefonia mobile e fissa della vicina Svizzera, controllato da Xavier Niel, è stato oggetto di un tentativo di acquisizione da parte di Lybery Global (società che controlla, tra gli altri, Virgin Media in UK e Irlanda e UPC in Svizzera), prima di puntare su Sunrise.

Salt

La notizia pubblicata la scorsa settimana dal Financial Times e che ad oggi non è stata ripresa da nessun media italiano, riporta di un tentativo di acquisizione rifiutato dal gruppo di proprietà di Xavier Niel per non violare un accordo di esclusiva (legato al progetto Swiss Open Fiber) con la rivale Sunrise, che successivamente ha invece accettato la proposta da 6,8 miliardi di franchi pervenuta dalla stessa Liberty Global.

La scoperta del quotidiano economico inglese arriva da documenti (relativi all’accordo Liberty Global – Sunrise) che Salt avrebbe richiesto ai tribunali degli Stati Uniti per poterli visionare e valutare una causa legale nei confronti di Liberty Global.

Motivo di questa azione, il fatto che con l’acquisizione del competitor Sunrise, la società di Niel subirebbe “danni significativi per miliardi di franchi svizzeri”.

Secondo Salt questa acquisizione viola un accordo bilaterale esclusivo tra Salt e Sunrise per costruire una rete in fibra ottica (in tecnologia FTTH) in concorrenza con Swisscom e UPC (quest’ultimo controllato da Liberty Global), ovvero il progetto Swiss Open Fiber, di cui vi abbiamo raccontato lo scorso maggio.

Per questo motivo sta valutando una causa dinanzi al Tribunale commerciale di Zurigo (anche se ad oggi non ci sono ulteriori riscontri su questo fronte).

Stando alle informazioni recuperate dal Financial Times, emerge che Liberty Global aveva inizialmente avvicinato la società madre di Salt (la holding personale di Xavier Niel, la NJJ Telecom) per un potenziale accordo già lo scorso novembre 2019 (subito dopo che Liberty aveva tentato di vendere UPC a Sunrise, ma senza riuscirci), ma senza successo.

A seguire, i fatti che già conosciamo, ovvero Salt e Sunrise hanno avviato una joint venture da 3 miliardi di franchi svizzeri per la costruzione di una rete a banda larga in fibra ottica (Swiss Open Fiber), che nei piani doveva partire nel quarto trimestre 2020 e raggiungere 1,5 milioni di abitazioni nei prossimi 5-7 anni.

Piani che sono saltati definitivamente. Sunrise ha infatti già accantonato il progetto, essendo concentrata nell’acquisizione da parte di UPC (Liberty Global) che si chiuderà entro fine anno.

Se tutto andrà come previsto, sulla fibra in Svizzera si creeranno due principali “poli”, da una parte Swisscom, che possiede la rete più capillare, dall’altra la nuova società nata dalla fusione tra UPC e Sunrise.

Una potenziale azione legale potrebbe portare facilmente ad un pagamento dei danni a Salt, ma difficilmente avrebbe come conseguenza l’annullamento dell’acquisizione di Sunrise da parte di Liberty Global.

Confronto offerte Salt fiber

E a rimetterci saranno ancora una volta i consumatori, visto che ad oggi è proprio Salt l’unico operatore che permette di avere connessioni in fibra ottica fino a 10 Gigabit al secondo a meno della metà del prezzo proposto dai concorrenti.


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