Timori sulla rete unica TIM – Open Fiber: Euroconsumers e Altroconsumo scrivono alla Commissione Europea
Euroconsumers e Altroconsumo scrivono alla Commissione Europea per esprimere i propri timori per la prevista operazione tra TIM e Open Fiber e la nascita di una rete unica – AccessCo – sotto il controllo dell’ex monopolista.

Le preoccupazioni, precisa la lettera, riguardano la fine della competizione infrastrutturale e il rischio di un ritorno al monopolio, che potrebbe “essere dannoso per il mercato, con l’ultimo prezzo che sarà pagato dai consumatori e dalle imprese italiane, le cui aspettative per la connettività a banda ultra-larga sarebbero frustrate.
Inoltre, l’operazione in questione può creare un pericoloso precedente per altri Paesi, dove il ritorno al monopolio di rete potrebbe essere auspicato in modo analogo all’Italia, e quindi comportare gravi rischi per i consumatori europei in generale. Ci auguriamo quindi che, una volta che la transazione sarà concordata e notificata alla Commissione Europea, avvenga un severo controllo Antitrust, nell’interesse di tutti i consumatori”.
Le due associazioni ricordano come l’Italia è uno dei pochi paesi in Europa dove la TV via cavo non è mai esistita e quindi sul mercato non è emersa alcuna concorrenza infrastrutturale significativa.
La creazione da parte del governo italiano di Open Fiber “ha prodotto un risultato notevole, poiché negli ultimi 4 anni il grado di connettività dell’Italia nell’Indice dell’economia e della società digitale (DESI) è sostanzialmente aumentato, probabilmente proprio a causa della concorrenza infrastrutturale emersa tra TIM e Open Fiber“.
Per questo Euroconsumers e Altroconsumo chiedono si eviti un ritorno al monopolio e si continui ad avere invece la giusta concorrenza a livello di infrastrutture o, se rete unica deve essere, che si faccia in modo che sia neutrale e accessibile a tutti gli operatori, alle stesse condizioni, evitando il controllo di TIM.
“Particolare attenzione dovrebbe essere prestata all’ambizione di TIM per mantenere il controllo sulla società incorporata. Una rete unica e un operatore al dettaglio dominante sarebbero in contraddizione con i principi fondamentali di concorrenza.
La Commissione dovrebbe assicurarsi che gli obiettivi per i quali è stata prevista l’operazione, ovvero l’accelerazione della copertura del territorio nazionale in FTTH e l’arresto rapido e simultaneo della rete in rame, vengano correttamente raggiunti e che i fondi pubblici (Recovery Fund) eventualmente investiti in questa operazione debbano essere utilizzati esclusivamente a tal fine e non certo per coprire i debiti delle società partecipanti alla newco.
L’emergenza Covid-19 ha fatto emergere punti di forza e di debolezza del settore delle telecomunicazioni italiano: mentre le dorsali delle telecomunicazioni hanno dimostrato di sostenere in modo efficiente la drammatica crescita del traffico di dati, sono emerse debolezze a livello dell’ultimo miglio, con famiglie e lavoratori in difficoltà nel collegarsi correttamente durante il periodo di emergenza.
Per questo motivo, l’operazione che porterà alla rete unica deve essere attentamente esaminata e non dovrebbe portare ulteriori ritardi ad una rapida diffusione della connettività ultrabroadband in Italia”.
Fonte: comunicato stampa



No alla rete unica, Tim ladrona vero cancro per lo sviluppo della rete in Italia
Grande Altroconsumo. TIM continua ad aumentare e pubblicizzare la copertura in FTTC in nuovi comuni spacciandola per fibra, ma noi vogliamo FTTH. Ancora 2 anni e la rete OpenFiber sarà migliore di quella TIM
Peccato però è che ad oggi non si può ancora cambiare da iliad l’offerta e passare da 30/40 a 50 gb…
Inoltre sarebbe comodo la possibilità di fare partire l’offerta prima della scadenza del mese nel caso che si finiscano i gb.. da altri è possibile…
È incredibile che si debba ricorrere alla commissione europea per il timore che il governo -e chi per esso- non garantisca l’imparzialità della rete unica a causa delle pressioni che fa il monopolista. Solo in Italia può avvenire questo.
Magari ci provano in tutto il mondo col lobbying, e soltanto qui funziona a volte (o spesso) visto il livello di malaffare di stampo mafioso persino nello stato ed istituzioni.. ma comunque non mi pare proprio un male soltanto italiano: le corti dei conti di tanti paesi lo rivelano ogni anno e sono ben lunga di essere esaustivi, ahimè.. ?
TIM naviga in cattive acque da parecchio tempo e non può rinunciare al controllo della rete che la tiene in vita.Bisognerà trovare un compromesso che salvi gli interessi contrapposti e a noi Italiani va bene che l’Europa accenda un faro e controlli i magheggi che si fanno.Lo stesso vale per il governo che non vuole trovarsi per l’ennesima volta a dover gestire qualche decina di migliaia di esuberi (ma temo che l’occasione sia troppo ghiotta per TIM per sprecarla e quindi parecchi si troveranno per strada fra non molto)sul groppone e cerca di non tirare troppo la corda ed al quale va benissimo che sia una commissaria europea a fare la “faccia brutta” a TIM e soci.