Rete unica, Soru (Tiscali): Non vedo la minaccia del monopolio. Misiani (MEF): rete aperta e non verticalmente integrata



Sono diverse le dichiarazioni che si sono susseguite nel corso dell’evento Digital Italy Web Summit (tenutosi a Roma dal 19 al 21 ottobre) e che ha riunito imprese, Governo, Pubblica amministrazione, Università e centri di ricerca, per discutere delle strategie per accelerare l’innovazione digitale del Paese.

E non c’è innovazione senza la possibilità di un accesso alla banda ultralarga per tutti i cittadini e le imprese, motivo per cui si è discusso molto sulla rete unica (AccessCo). Abbiamo raccolto per questo motivo le principali dichiarazioni di alcuni degli ospiti dell’evento.

Soru (Tiscali)

Partiamo da Renato Soru, Amministratore Delegato di Tiscali, società che in futuro potrebbe avere una (piccola?) quota in AccessCo.

Non vedo la minaccia del monopolio se si arriva a una rete unica anche in senso esteso .. Non vedo un rischio per la possibilità di competere delle nostre imprese. Trovo invece molto più rischiosi, anche a livello industriale generale per il nostro Paese, i grandi crescenti monopoli”.

Il riferimento è agli OTP (Over The Top), ovvero colossi come Google, Facebook etc.

Misiani (MEF)

Di altro avviso invece il viceministro al MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) Antonio Misiani, secondo cui serve una rete aperta e non verticalmente integrata, per accelerare la digitalizzazione del Paese.

Per Misiani va bene il progetto portato avanti dal governo su AccessCo, la società della rete unica che dovrebbe nascere fondendo la rete di TIM con quella di Open Fiber, che servirà a colmare i gravi ritardi di copertura del paese con la fibra ottica e “chiudere il dramma del digital divide in tempi rapidissimi. Il progetto del Governo prevede una rete aperta, non integrata verticalmente, e con un ruolo forte nella governance da parte dello Stato”.

Antitrust

Per l’Antitrust, “In Italia, nel corso del 2019, il rafforzamento della concorrenza infrastrutturale ha portato a un miglioramento del livello di diffusione delle reti di accesso di nuova generazione (NGA) in fibra, anche se permangono gravi ritardi nello sviluppo della banda larga ultraveloce.

In questo contesto, non mancano le spinte verso un riassetto della struttura di mercato attraverso operazioni di concentrazione” osserva l’Autorità, che aggiunge: “L’attività di enforcement e di advocacy dell’Autorità ha costantemente evidenziato l’importanza della concorrenza infrastrutturale e, laddove ciò non sia possibile, la necessità che, in presenza di un’infrastruttura di rete unica, tutti gli operatori interessati possano accedervi senza discriminazioni per fornire servizi agli utenti finali.

In questa prospettiva, i vantaggi del modello dell’operatore all’ingrosso ‘puro’ – ossia la separazione tra chi gestisce l’infrastruttura essenziale e chi eroga i servizi agli utenti finali – sono innegabili, come peraltro dimostra il favore nei confronti di tale soluzione contenuta nella regolazione europea di settore”.

Mirella Liuzzi (MISE)

Per la sottosegretaria allo Sviluppo Economico (MISE) c’è determinazione nel “portare avanti l’accelerazione sui temi della banda ultralarga, che restano uno dei pilastri principali dell’azione di questo governo”.

“Il ministero – ha aggiunto – è fortemente impegnato in una azione propulsiva per portare la banda larga a tutti gli italiani, per poter essere connessi e lavorare, studiare, svolgere attività commerciali e avere tutti le stesse possibilità a distanza”.

Ricordando come “C’è stata una serie di ritardi oggettivi, ora però con le semplificazioni autorizzative è caduta una serie di totem che per anni hanno bloccato i lavori in fibra. Non ci sono più scuse per dare un’accelerata alla stesura della fibra in tutto il paese”.

Sulla rete unica per la Liuzzi deve esserci “forte presenza dello Stato che renderà questi traguardi possibili”.

Gubitosi (TIM)

Diversi gli interventi anche dell’Amministratore Delegato di TIM – Luigi Gubitosi – e attuale vicepresidente di Confindustria con la delega al digitale. Sulla rete unica ha dichiarato:

Con qualche accelerazione e qualche rallentamento, ma direi che si sta procedendo con sicurezza. La sfida ora è migrare clienti verso la fibra.

Con la creazione di FiberCop abbiamo l’obiettivo di poggiare a terra quanta più rete possibile, cablare il Paese nei prossimi 5-6 anni, migrare grande parte dei nostri clienti verso le reti moderne. È un obiettivo ambizioso, che finora non è stato mai fatto

L’infrastruttura unica a livello nazionale porterà a un punto in cui potremo parlare di altre cose: di dati, che sarà il grande tema del 2021, data center, hedge computing, intelligenza artificiale. La rete è un fattore abilitante e ormai è un tema vecchio: dovremmo assicurarci di farla il più in fretta possibile e andare più avanti degli altri paesi su queste cose perché così rafforziamo la competitività italiana. Avremo questa occasione unica.

Per Gubitosi l’azione si deve concentrare su 5 aree: chiusura del digital divide; sviluppo della banda larga e migrazione dei clienti su FTTH (Fiber To The Home); accelerazione sul 5G; sviluppo del servizio cloud, IoT e connessi (blockchain, cybersecuruty, intelligenza artificiale e analytics) e soprattutto le competenze digitali.

“Senza la capacità di utilizzare le opportunità offerte dalla rete tutti gli altri quattro punti – ha sottolineato Gubitosi – si rivelerebbero investimenti in cattedrali in un deserto culturale che dobbiamo assicurarci di evitare”.

Sul fronte del 5G per Gubitosi l’Italia “è messa bene” e ha auspicato un “intervento del governo per accelerare”, annunciando che “Milano dovrebbe essere la prima area metropolitana coperta a fine anno, poi si passerà a Roma, Venezia, Firenze, Torino, Napoli e le altre grandi città e le aree di comunicazione come ferrovie ed aeroporti”.

Non si può immaginare una rete fatta solo di fibra ottica perché sarebbe limitata e così non se ne può immaginare una esclusivamente mobile. Nel 2021 dovremo iniziare a chiudere il digital divide in quante più aree possibili, è un lavoro su cui bisogna fare sistema. Ma quello della connettività è uno dei nostri punti meno deboli, siamo in linea con l’Europa e sono sicuro che quando vedremo il DESI 2020 saremo oltre la media europea. I nostri punti di forza sono il 4G e il 5G, che ci vede per una volta fra i front runner. Non dobbiamo perdere questo vantaggio”.

Sulla copertura FTTC (fibra fino all’armadio e in rame dall’armadio su strada fino all’abitazione) l’Amministratore Delegato di TIM ha dato qualche cifra:

Oggi circa il 67% circa delle aree bianche ha una copertura in FTTC (fibra fino all’armadio, ndr). Ad ottobre stiamo aggiungendo 200 comuni, per fine anno tre quarti delle aree bianche saranno coperte.

Stiamo studiando anche soluzioni per portare la banda larga nelle aree ultra bianche. L’obiettivo è quello di arrivare dovunque, attraverso la banda larga e il 5G.

Calcagno (Fastweb)

Anche Calcagno, AD Fastweb, ha detto la sua sulla rete unica e ha confermato l’importanza dell’alfabetizzazione digitale.

Continueremo ad investire: grazie alla partecipazione in Fibercop da una parte e la partnership con Linkem dall’altra, copriremo con reti ultra performanti il 100% delle aree nere e grigie e il 50% delle aree bianche

Sarà fondamentale concentrarsi sull’alfabetizzazione digitale nel prossimi mesi. L’Italia a due velocità non è solo un tema di reti ma anche di skill, di competenze adeguate. Con la Digital Academy di Fastweb abbiamo formato più di 5.000 giovani con competenze digitali adatte ai nuovi paradigmi del mondo professionale e il 30% delle persone che ha seguito i nostri corsi ha trovato o cambiato lavoro.

Queste le principali dichiarazioni sul tema, ma il punto fondamentale rimane sempre uno solo: chi controllerà questa nuova rete unica? Un ritorno al monopolio non farà bene a nessuno, né allo sviluppo del paese né ai consumatori.

Se non si vuole mantenere un minimo di concorrenza nello sviluppo della rete in fibra ottica, è essenziale che AccessCo sia indipendente, con una forte presenza dello Stato (a garantire proprio questa indipendenza) e, come sostenuto da più parti, venga fornito l’accesso alle stesse condizioni per tutti gli operatori.

 


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7 Risposte

  1. undertherain ha detto:

    Ma com’è che si censurano i miei messaggi dove parlo giustamente male di TIM?

  2. Michele ha detto:

    Se le chiacchiere avessero un valore avremmo ripagato il debito pubblico e saremmo in attivo di qualche migliaio di miliardi,ma purtroppo valgono ZERO.L’unica cosa che resta costante è la deprimente lentezza con cui questo paese ancora pensa di poter andare avanti.

  3. Dert86 ha detto:

    Non credo ad una sola parola di questi amministratori delegati .
    Spero l’Ue blocchi subito questo pastrocchio e che dia il via libera solo ad OpenFiber (c’é già lo Stato all’interno) per la rete in fibra wholesale only!!!!

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