Niente antenna per il 5G di iliad: a Pavia lo scontro con il Comune finisce al Consiglio di Stato



Nonostante con il Decreto Semplificazioni della scorsa estate sia stato messo un freno alle azioni di blocco riguardanti il 5G da parte di tanti sindaci italiani, ancora oggi non mancano casi di comuni che cercano di fare di tutto per bloccarne l’espansione, anche si trattasse di una sola antenna.

Pavia è uno di questi comuni: qui ad inizio 2020 iliad Italia aveva chiesto la possibilità di installare un impianto (un traliccio) in una via del quartiere Chiozzo, richiesta che era stata rifiutata dagli uffici di urbanistica il successivo mese di marzo.

Stando a quanto scrive oggi il quotidiano locale La Provincia Pavese, il comune ha giustificato questo rifiuto facendo riferimento alle norme previste dal Piano di Governo del Territorio (PGT), che stabilisce come per impianti di questo tipo “i tralicci o i pali di sostegno, installati a quota campagna, dovranno essere collocati a una distanza minima dai confini di proprietà pari alla metà dell’altezza del traliccio o palo” e che “distanze inferiori saranno ammesse in presenza di regolari accordi tra i confinanti interessati”.

A questo punto iliad fa un primo ricorso e impugna la decisione del comune davanti al TAR della Lombardia con una domanda cautelare (ovvero chiedendo che il rifiuto del comune venga sospeso in attesa che i giudici amministrativi possano esprimersi nel merito).

Nel mese di settembre i giudici respingono il ricorso di iliad, sostenendo che “sono più meritevoli di tutela gli interessi dell’ente pubblico rispetto a quelli del privato”. A questo punto la società telefonica decide di impugnare l’ordinanza davanti al Consiglio di Stato, chiedendo inoltre che si proceda con la discussione orale (basata quindi non solo su documenti e memorie scritte), richiesta che è stata accolta dai giudici.

A questo punto verrà fissata un’udienza con discussioni che avverranno da remoto e si deciderà sulla richiesta di iliad di annullare il divieto del comune di Pavia e di parte del PGT sul quale si basa e poter procedere con l’installazione dell’impianto.

Non si conosco le tempistiche di questa battaglia legale e soprattutto come finirà, quello che è certo è che è già passato quasi un anno e probabilmente passeranno ancora diversi mesi prima che la situazione si sblocchi (in un senso o nell’altro, con il rischio quindi che l’impianto per il 5G di iliad potrebbe non vedere la luce).


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3 Risposte

  1. francesco ha detto:

    Sinceramente questa guerra dei tralicci ha del fantascientifico , poassibile che non si possa mettere un unico traliccio e nel suo allestimento antenne avere più operatori ?a parte il discorso che la fibra è molto migliore sia su qualita di ampiezza di segnale che di disturbi che in via aerea sono notevoli , direi se aumentiamo la rete in fibra ottica ,la copertura dei tralicci sarebbe migliore e quindi potrebbe usare meno potenza di emissione se si mettono in raggio di azione inferiore ,,comunque rimane di base che il traliccio dovrebbe essere come le ,linee telefoniche dove possono inserirsi tutti gli operatori, il 5g serve , e attenzione cerchiamo di non rimane indietro le comunicazioni sono il futuro del progredire umano

  2. Gino ha detto:

    Io abito in provincia di Pavia, e purtroppo questo non è l’unico caso, sempre in provincia di Pavia dove abita un mio parente si sono rifiutati di far installare una nuova antenna, però sono anni che si lamentano della scarsa qualità di internet, sopratutto in questo anno di scuola a distanza. Il bello è che in Italia ci sono le leggi più severe in Europa per quanto riguarda le emissioni delle antenne e tutte le teorie strampalate che inventano, le condividono via internet… io farei come i negozi quando hanno qualche problema che devono chiudere fino a quando non sistemano, ti lamenti delle antenne? Ti disattivo anche tutte le altre così impari…

  3. Bruno ha detto:

    è da 25 anni che le compagnie telefoniche vanno avanti a forza di ricorsi in tribunale
    lasciamo pavia solo con il 2G, sai che ridere

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