Rete unica: iliad, Sky, Vodafone e WINDTRE accolgono positivamente richiamo politica a confronto



I CEO dei principali operatori telefonici operanti in Italia, Aldo Bisio (Vodafone Italia), Benedetto Levi (iliad Italia), Jeffrey Hedberg (WINDTRE), Maximo Ibarra (Sky Italia) hanno accolto positivamente l’ipotesi di aprire un tavolo istituzionale per discutere del progetto di rete unica.

Accogliamo positivamente la proposta di confronto con gli operatori di telecomunicazioni sul progetto di rete unica, discussa in Parlamento nello scorso luglio e rilanciata nei giorni scorsi da autorevoli esponenti politici di maggioranza e di opposizione, al fine di creare una infrastruttura al servizio dell’Italia e con prestazioni avanzate su tutto il territorio nazionale.

Come già abbiamo avuto modo di rappresentare ai Ministri Gualtieri e Patuanelli – affermano – riteniamo che sia possibile realizzare con l’apporto di tutti i soggetti interessati un progetto di connettività per i cittadini, le imprese, la Pubblica Amministrazione secondo norme e regole che assicurino la disponibilità di una rete indipendente, terza e non verticalmente integrata, al fine di garantire una piena concorrenza tra tutti gli operatori e un’effettiva spinta agli investimenti.

L’avvio di un tavolo istituzionale e tecnico con tutti i soggetti coinvolti, istituzioni nazionali, enti locali, autorità regolatorie, associazioni dei consumatori ed operatori, sul quale il Governo si è impegnato alla luce delle mozioni approvate dal Parlamento lo scorso luglio – concludono – metterebbe tutti gli interlocutori nelle condizioni di contribuire con il proprio bagaglio di competenze e di esperienze alla finalizzazione del progetto, in modo da accelerare il completamento della connettività ad alta velocità nel Paese, a beneficio di tutti.

Uno studio della società tedesca di analisi Wik, dedicato al mercato italiano, nelle scorse settimane aveva evidenziato come Open Fiber e il suo modello “wholesale only” è un punto di riferimento in campo europeo, da seguire anche per il progetto di rete unica (con la società AccessCo).

Per la società di analisi, società wholesale only come Open Fiber hanno come principale obiettivo quello di investire nelle più recenti tecnologie, viceversa, gli incumbent come TIM hanno tutto l’interesse a rallentare lo smantellamento delle linee in rame, che rappresentano un solido asset aziendale (per il flusso di cassa che generano, rispetto ad investire su una nuova rete in fibra).

Abbandonare il rame per la fibra è anche una questione ambientale: secondo i dati citati dallo studio, una totale transizione alla fibra ottica porterebbe ad un risparmio dell’88% nelle emissioni dei gas serra per bit in Europa.

Dalla politica sembra essere arrivato finalmente un piccolo segnale verso una rete unica indipendente e aperta a tutti, senza discriminazioni. Non servirà comunque attendere molto per scoprire se alla fine AccessCo sarà controllata o meno da TIM.


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