AGCOM: sanzioni a TIM (928.000 euro) e Vodafone (773.000 euro) per rimodulazioni e scarsa trasparenza



Mentre oggi è stata chiamata in causa da iliad e Fastweb contro ho. per il caso dei rifiuti delle portabilità in uscita, l’AGCOM ha comunicato due nuove sanzioni legate al solito “vizietto” dei principali operatori telefonici, quello delle rimodulazioni e della scarsa trasparenza.

AGCOM

928.000 euro di sanzione a TIM

Partiamo dalla sanzione più importante, quella da 928.000 euro nei confronti di TIM per aver rimodulato – nel febbraio 2020 – alcuni piani base non più in commercializzazione, imponendo un costo fisso di 1,99 euro al mese (23,88 euro in più l’anno).

Le comunicazioni delle modifiche contrattuali, partite a gennaio dello scorso anno, venivano giustificate, come avviene praticamente sempre in questi casi, dal solito paragrafo in cui gli operatori citano gli investimenti (in questo specifico caso “per continuare a investire sulla qualità della rete..”).

Per AGCOM “l’utente ha il diritto, e dunque la libertà, di scegliere l’operatore e l’offerta di servizi più aderente alle proprie esigenze personali, sulla base delle condizioni di contratto comunicategli al momento della stipula, ferma restando la facoltà di recesso a fronte di una sopravvenuta modifica unilaterale del contratto da parte del fornitore dei servizi.

Inoltre, la Società non ha attuato una modifica unilaterale volta ad adeguare le condizioni contrattuali già consapevolmente accettate dai destinatari, bensì ha proceduto a inserire un quid novi nell’originario contratto prepagato sottoscritto dagli utenti, caratterizzato dal pieno controllo della spesa attraverso la fruizione dei servizi fino all’esaurimento del credito telefonico acquistato dall’utente nell’importo da lui scelto”.

La sanzione da 928.000 euro viene giustificata da AGCOM anche per la gravità della violazione:

L’introduzione di un costo fisso mensile per numerose offerte di rete mobile a consumo ha leso il diritto degli utenti di poter fruire dei servizi secondo la tariffazione prescelta al momento dell’adesione ai diversi piani di base impattati dalla condotta censurata.

Va considerato, inoltre, il rilevante vantaggio economico conseguito dalla Società, atteso che la condotta, attuata a partire dal 29 febbraio 2020, ha interessato (omissis) di clienti ed è tuttora in atto. Pertanto, la violazione può ritenersi di durata media ed entità molto consistente.

Oltretutto, TIM “non ha attuato alcuna misura idonea a eliminare o attenuare le conseguenze della violazione contestata, limitandosi, prima dell’avvio del procedimento sanzionatorio, ad adottare iniziative utili esclusivamente a garantire maggiore completezza e trasparenza delle informazioni relative alla facoltà di passare gratuitamente ad altro piano a consumo senza costi fissi e a individuare procedure di gestione tempestiva dei reclami pervenuti tramite il servizio di assistenza clienti”.

Qui il documento integrale.

773.000 euro di sanzione a Vodafone

Non va meglio a Vodafone Italia che, per scarsa trasparenza su una specifica offerta di rete fissa (la “Internet Unlimited”), dovrà pagare 773.000 euro di sanzione.

Secondo i rilievi dell’Autorità, l’offerta in questione veniva pubblicizzata ad un costo mensile di 26,90 euro invece di 38,90 e comprensiva del servizio Vodafone Ready (pacchetto modem più servizio di assistenza /installazione) e Vodafone TV Intrattenimento.  Questo alla data del 26 febbraio 2020.

Successivamente (11 marzo 2020) ad un costo di 24,90 euro al mese invece di 38,90, ma questa volta comprensiva del solo servizio Vodafone Ready.

La mancata trasparenza sta nel fatto che, secondo AGCOM, “sebbene il prezzo mensile delle offerte “Internet Unlimited” venga proposto “tutto incluso”, da un’attenta consultazione dei “dettagli dell’offerta” emerge, da un lato, che il costo mensile comprende il servizio Vodafone Ready calcolato su un periodo di 48 mesi a fronte di una durata dell’offerta di 24 mesi e, dall’altro, che in caso di recesso prima dei 24 mesi sono addebitate voci presentate come integralmente scontate (contributo di attivazione dell’offerta nonché – come risulta in fase di sottoscrizione – le rate residue del costo di attivazione del servizio Vodafone TV in caso di recesso decorsi i 90 giorni dall’attivazione, laddove incluso nell’offerta) oltre alle rate residue del servizio Vodafone Ready non ancora corrisposte.

In aggiunta, non vengono specificati né il costo riferibile ai servizi principali né le condizioni di fornitura della Vodafone Station e se del caso alla Vodafone TV, e, in caso di offerta proposta a
prezzo scontato, non è chiarito a quali voci faccia riferimento lo sconto, atteso che è applicato al prezzo complessivo dell’offerta “tutto incluso”, né risulta indicato – neanche nel box dedicato ai “costi di recesso e di disattivazione della linea” – l’obbligo di corrispondere un “corrispettivo per recesso anticipato dall’offerta promozionale fino ad un massimo di 24 euro” che emerge, invece, dalle sole informazioni riportate alla pagina “Trasparenza tariffaria” delle offerte da rete fissa della famiglia “Internet Unlimited”.

Si è pertanto ritenuto che le condizioni giuridiche ed economiche dell’offerta rilevate sul web non fossero presentate in modo chiaro e completo e che inoltre il prezzo mensile delle promozioni Internet Unlimited “Tutto incluso” fosse prospettato in modo non corretto e fuorviante”.

Ad aggravare la situazione, portando alla sanzione di 773.000 euro, il fatto che “prevedendo che la durata dei piani di rateizzazione di Vodafone Ready nonché dei contributi di attivazione possa arrivare fino a 48 mesi, la Società ha frapposto ostacoli al cambio del fornitore di servizi da parte di un consistente numero utenti, atteso che la condotta è stata attuata nell’ambito di tutti i diversi canali commerciali (coinvolgendo, nei soli canali “fisici”, n. (omissis) clienti) considerando anche i (omissis) che hanno sottoscritto l’offerta senza Vodafone Ready, ma hanno aderito a un piano di rateizzazione del contributo di attivazione o di Vodafone TV della durata di 48 mesi.

Per le adesioni on line (che hanno coinvolto (omissis) utenti) la condotta è peraltro aggravata dalla previsione di default della rateizzazione di Vodafone Ready in 48 mesi, senza permettere un’agevole e immediata variazione del piano di rateizzazione.

Sotto il profilo delle spese di recesso, occorre considerare che la condotta dell’operatore ha generato un rilevante effetto lock-in nei confronti degli utenti che hanno aderito all’offerta Internet Unlimited (anche nella versione “Fibra + Vodafone TV”) atteso che l’obbligo di corrispondere spese di recesso non dovute nonché le modalità di addebito delle rate residue dei servizi offerti congiuntamente a tali offerte hanno limitato il concreto esercizio del diritto di recesso dei clienti.

Oltretutto, Vodafone ha conseguito anche indebiti vantaggi economici legati all’addebitato del contributo di disattivazione in misura eccedente al limite ricavabile dall’art. 1, comma 3, del decreto Bersani (tanto nel caso delle promozioni on line “Tutto incluso”, tanto nel caso di offerta senza Vodafone Ready) nonché delle rate residue di Vodafone Ready ove incluso nell’offerta promozionale (si tratta in totale di circa (omissis) utenti che hanno già esercitato il diritto di recesso dalle varie edizioni dell’offerta “Tutto incluso”, escludendo quelli che, avendo beneficiato di sconti o storni, non hanno corrisposto spese di recesso, senza contare l’esiguo numero di utenti che ha cessato l’offerta senza Vodafone Ready).

Va inoltre considerato che, degli utenti che hanno sottoscritto anche l’offerta con Vodafone TV (omissis), (omissis) hanno già esercitato il diritto di recesso dall’offerta prima dei 24 mesi con addebito delle rate residue del contributo di attivazione di Vodafone TV”.

Il documento integrale è consultabile a questo link.

Ormai queste sanzioni si commentano da sole, da una parte c’è la rete mobile dove con l’arrivo di iliad abbiamo assistito ad un miglioramento delle offerte e ad una riduzione delle rimodulazioni (vizio che non è sparito del tutto, purtroppo), dall’altra c’è la rete fissa dove la concorrenza è ancora poca e i gestori si possono permettere scarsa trasparenza e vincoli di vario tipo.

La speranza è che, come nel mobile, anche nel fisso iliad rivoluzioni almeno un po’ il mercato abbattendo soprattutto vincoli e costi nascosti.


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6 Risposte

  1. Diego ha detto:

    Come mai redazione non si fa una comunicazione in merito ad un disservizio iliad che sta colpendo molti utenti?
    Non vi va di scrivere le cose non belle??
    Un disservizio può sempre capitare ma lo scrivete solo se capita agli altri!!

  2. Armando ha detto:

    Bene, se lo meritano. Viste le continue rimodulazioni perpetrate negli anni, mi sembrano pure abbastanza “leggere” tali sanzioni. W iliad e spusu!

  3. Marco ha detto:

    Non entro in merito alle sanzioni, ma pure Iliad non è trasparente, per essere onesto e va contro le disposizioni AGCOM.
    Non esiste un piano a consumo, libero da promozioni. E pure questo deve essere sanzionato

    • Elgringo ha detto:

      E sentiamo, quale sarebbe la delibera AGCOM che impone che ci sia un piano a consumo libero da promozioni?

    • Emanuele ha detto:

      Oramai si chiedono sanzioni per tutto a tutti.
      Dall’esterno non si sa come un azienda viene gestita, i costi, gli investimenti che vengono fatti e sopratutto l’indotto che ha.
      Le pratiche scorrette o meglio chi lavora male pur di fare solo contratti sta in tutte le aziende.
      Nell’ambito delle tlc non si può pensare di avere tutto GRATIS.
      Ma vi rendete conto cosa c’è dietro una connessione internet? C’è tutto un mondo di persone!
      Parliamo un po’ di Iliad, che personalmente ho provato e non ho un giudizio positivo.
      Offerte commerciali? Sono più competitive è più basse quelle degli operatori virtuali kena, very e ho Coop, poste mobile, ecc.
      Iliad una volta sottoscritto un offerta non la puoi cambiare, se non facendo la triangolazione, anche Iliad in questo senso obbliga il cliente nel cambiare operatore per poi rientrare con un altra offerta!
      Cari signori di cosa stiamo parlando!!!
      Io preferisco Vodafone e Tim per qualità e stabilità.
      Ci lavoro nel mondo delle tlc e bisogna parlare con cognizione di causa, il servizio non può essere regalato!
      Scusate per il pensiero lungo è chiunque voglia confrontarsi rimango a disposizione.
      Il mondo delle TLC è bello, però bisogna conoscerlo!
      Un saluto a tutti!

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