Xavier Niel (iliad) interessato all’acquisizione del gruppo mediatico M6



Xavier Niel, il fondatore dell’operatore telefonico Free e del Gruppo iliad, potrebbe assestare entro l’estate un’altra importante acquisizione, questa volta in patria.

Negli ultimi giorni i media francesi (in particolare il settimanale Marianne), hanno pubblicato una indiscrezione per cui tra gli interessati ad acquisire il 48,2% del gruppo mediatico M6 (Groupe M6) ci sarebbe proprio Xavier Niel insieme ad Antoine Arnault (figlio di Bernard Arnault, a capo dell’impero del lusso LVMH), suo cognato.

Gruppo M6 Xavier Niel

M6 ha come maggiore azionista la lussemburghese RTL (filiale del colosso tedesco Bertelsmann), che ha già comunicato la messa in vendita della sua quota (48,2%) e la volontà di trovare un acquirente entro l’estate.

A titolo informativo, in base alla legge 86-1067 del 30 settembre 1986, in Francia nessuna persona fisica o giuridica, agendo da sola o di concerto, può detenere, direttamente o indirettamente, più del 49% del capitale o dei diritti di voto di una società autorizzata ad operare come canale televisivo nazionale con uno share che superi l’8%.

Del gruppo fanno parte diversi canali televisivi generalisti e tematici, a partire proprio da M6 (disponibile sul digitale terrestre, via cavo, satellite e IPTV), quarto principale canale tv nazionale in Francia (con uno share medio tra il 9 e il 10%), presente anche nella Svizzera francofona e in Belgio.

C’è poi il canale televisivo musicale W9 (nazionale), 6ter (nazionale), Paris Première (canale satellitare a pagamento), Téva (canale tv dedicato ad un pubblico principalmente femminile), a cui si aggiungono i canali del Gruppo Lagardère (Gulli, Canal J, TiJi, MCM, MCM Top e RFM TV, acquisiti nel 2019).

Sul fronte radio, fanno parte del gruppo M6 le stazioni RTL (6,1 milioni di ascoltatori al giorno), RTL 2 (2,2 milioni di ascoltatori al giorno) e Fun Radio (1,9 milioni di ascoltatori al giorno).

Come riportato dal settimanale Marianne, Bernard Arnault, padre di Antoine, è stato già membro del consiglio di sorveglianza del Gruppo M6 tra il 2004 e il 2008, mentre Delphine Arnault, sua sorella e moglie di Xavier Niel, è stata presente con lo stesso incarico tra il 2008 e il 2018.

Questo per sottolineare che un interesse da parte di Niel e del cognato non è una sorpresa per gli addetti ai lavori. Per il settimanale francese “Nessun patto tra azionisti sarà così solido quanto i legami familiari che li uniscono”, oltre ad una potenza finanziaria senza eguali, che “nessun altro candidato in corsa può offrire”.

Insieme (Xavier Niel e Antoine Arnault) a quel punto potrebbero acquisire anche le restanti azioni sul mercato, con due diverse società: da una parte il Gruppo iliad e dall’altra il Gruppo Arnault.

Xavier Niel e gli altri pretendenti

Non sarà comunque facile: tra i “pretendenti” già noti c’è anche Vincent Bolloré con la sua Vivendi (Canal+, Universal Music, Gameloft, Havas Group e azionista di TIM e Mediaset in Italia), Bouygues (TF1, Bouygues Telecom, Bouygues Construction e Bouygues Immobilier), la Altice di Patrick Drahi (proprietaria dell’operatore SFR, ma anche di BFM TV, L’Express, Libération…) e CMI (Czech Media Invest), società controllata dall’uomo d’affari e miliardario ceco Daniel Koetsko (in Francia controlla il settimanale Marianne ed è azionista di minoranza de Le Monde).

Una vera e propria battaglia tra titani che ha fatto salire il prezzo di vendita di M6 alle stelle (si parla di cifre tra i 2 e i 2,5 miliardi di euro per una società che nel 2020 ha avuto un utile netto di 276 milioni di euro).

Entro l’estate sapremo se questa acquisizione andrà a buon fine e se vedremo Xavier Niel diventare azionista anche di uno dei principali gruppi mediatici d’Oltralpe.


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