iliad ricorre all’Antitrust UE per far rispettare i patti con INWIT sulle torri

Antenne iliad


Il Gruppo iliad ricorre alla UE per far rispettare i patti stipulati con INWIT sulle antenne nelle zone più “prestigiose” (centri città sopra i 35.000 abitanti) mai rilasciate dalla società delle torri controllata da TIM e Vodafone.

È quanto emerge da un articolo pubblicato da La Repubblica, nell’edizione del quotidiano attualmente in edicola, che segnala come i competitor di iliad stiano cercando di mettere in difficoltà l’operatore che in poco più di 3 anni ha già conquistato quasi 8 milioni di clienti e si prepara al lancio nel fisso (sempre più imminente).

Come noto, due anni fa le torri di TIM e quelle di Vodafone sono state conferite in INWIT, creando un vero e proprio colosso del settore, controllato dai due gestori con quote paritetiche.

L’Antitrust UE approvò l’operazione a patto che INWIT liberasse 4.000 torri in 8 anni in favore di iliad, per permetterle così di costruire più celermente la propria rete.

Delle 800 torri liberate da INWIT nei primi 10 mesi, iliad ne ha occupate solo cento, perché stando a quanto riferisce sempre La Repubblica, le altre si trovano in zone periferiche o in zone dove l’operatore francese è già presente, dovendo quindi continuare a fare affidamento al roaming WINDTRE.

E fare affidamento al roaming in zone ad alta densità abitativa significa avere dei costi aggiuntivi che potrebbero tranquillamente essere evitati (ricordiamo che nonostante questo, iliad ha raggiunto il break-even in soli tre anni).

Con il ricorso di iliad, nelle prossime settimane (probabilmente già a metà settembre) si attende l’intervento della UE sulla questione.

Nel frattempo, a ricorso avviato, INWIT ha provato a correre ai ripari con un tentativo di negoziazione in cui ha offerto ad iliad 500 antenne in posti di pregio e 700 nuove torri da costruire.

Mossa però tardiva che è stata respinta da iliad, che attende ora l’esito dell’Antitrust UE (che ha imposto ad INWIT di liberare le antenne esistenti, non di costruirne altre allungando così i tempi).

A fine luglio iliad contava su oltre 7.900 impianti attivi (il tutto in poco più di due anni di lavori, con le prime “accensioni” che risalgono a fine marzo 2019), contro i circa 20.000/21.000 dei tre principali gestori di rete mobile (TIM, Vodafone e WINDTRE).

Numeri importanti (oltre un terzo degli impianti dei competitor) raggiunti in un lasso di tempo molto ristretto, che fanno capire quanto il gruppo francese fondato da Xavier Niel creda nell’Italia e ci stia investendo miliardi di euro, a cui a breve (molto probabilmente dal mese di settembre), si aggiungerà il lancio dell’offerta in fibra ottica su rete Open Fiber.


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4 Risposte

  1. giocop ha detto:

    Investire in Borsa in Italia è una lotteria. Le aziende ti nascondono tutto, per venire a conoscenza di qualcosa devi fare un lavoro da certosino per poi essere smentito da altre pubblicazioni ben nascoste contrarie a quello che hai appreso in precedenza. Le aziende sottovalutate, vedi Retelit, sono oggetto di “delisting” promosso da società estere senza avere il ben che minimo ostacolo a concluderlo positivamente. E noi? Stiamo a guardare queste continue razzie in territorio italiano. Mentre a noi italiani, all’estero, non ci permettono nemmeno di comprarci un cappuccino. Probabilmente siamo oggetto di xenofobia. Mi chiedo: perché? Un motivo ci sarà.

  2. Federico ha detto:

    Mi piacciono sti discorsi…si vede che ci credono i francesi …come no….facile trovare la pappa pronta, antenne dismesse in regalo da windtre, antenne di tim e vodafone anch’esse in regalo, e bande 5g regalate dallo stato….e gli altri 3 operatori invece pagano antenne, milioni per aggiudicarsi le bande ecc….ma sono quelli di iliad quelli che ci credono…. Bha…

  3. Bruno_The_Best ha detto:

    Cosa voleva che si aspettasse da TIM e da VODAFONE?

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