Tecnologia VoLTE: ecco perché le tempistiche di implementazione (anche per iliad) sono molto lunghe

iliad VoLTE


Torniamo a parlare della tecnologia VoLTE recentemente implementata da Free Mobile in Francia e che prossimamente sarà abilitata anche per i clienti iliad Italia.

Come noto, evitando il passaggio tra reti 2G o 3G durante una chiamata, il VoLTE (Voice over LTE) consente all’utente di effettuare chiamate in alta definizione e poter contemporaneamente continuare ad usufruire della navigazione internet, senza interruzioni.

Tra i vantaggi, anche una riduzione dei tempi di effettuazione di una chiamata. iliad non ha ancora comunicato ufficialmente le tempistiche del lancio del VoLTE ma oggi vogliamo parlarne con questo approfondimento, per spiegare quanto l’implementazione di questa tecnologia non è una cosa semplicissima per un operatore di rete mobile e richiede importanti investimenti e tempistiche lunghe.

Qui cercheremo di spiegarvelo nel modo più semplice possibile, partendo da quelli che sono gli investimenti che vanno fatti per adeguare la propria infrastruttura di rete, tarata sul numero di utenti che ogni operatore ha in portafoglio, puntando però soprattutto sulla questione “device”, non di poco conto.

VoLTE e smartphone compatibili

In passato Xavier Niel (fondatore del Gruppo iliad) ha spiegato, con la solita schiettezza che lo contraddistingue, che il ritardo nel lancio del VoLTE in Francia con Free Mobile è stata puramente una scelta commerciale, in quanto si temeva che l’operatore sarebbe stato dipendente da un produttore di smartphone.

Questa frase spiega sostanzialmente tutto quello che andremo a spiegare ora, perché c’è infatti un ampissimo discorso che riguarda i device (smartphone/tablet).

Per poter usufruire della tecnologia VoLTE, il requisito fondamentale non è solo possedere uno smartphone abilitato (con client VoLTE integrato), ma i singoli produttori devono anche aggiornarlo con i parametri di rete che ogni operatore mobile gli comunica.

Qui le tempistiche si allungano a dismisura, perché c’è tutto un discorso di accordi commerciali e test da effettuare, che richiedono molto tempo.

Ogni operatore deve infatti comunicare i propri parametri di rete ai singoli produttori, che a loro volta dovranno configurare il client VoLTE su tutti i modelli di smartphone commercializzati nel paese dove operano questi gestori.

A questo punto i produttori inviano i loro modelli commercializzati in Italia e già configurati all’operatore che ne ha fatto richiesta, che provvederà a fare tutti i test del caso nei suoi laboratori (o quelli convenzionati).

Se tutto va a buon fine, senza anomalie o problemi (che allungherebbero ulteriormente le tempistiche), a questo punto si procede con il rollout e l’aggiornamento di tutti i modelli di smartphone testati. Solo da questo momento in poi, i clienti di un determinato operatore potranno sfruttare tutte le potenzialità del VoLTE.

Ed ecco spiegato il perché ogni singolo gestore comunica la propria lista di smartphone compatibili, che viene poi aggiornata con nuovi modelli, man mano che questi vengono configurati e testati.

Un discorso a parte arriva da Apple che, come ci riferiscono diverse fonti, per abilitare il VoLTE sui propri terminali chiederebbe un accordo commerciale che preveda anche la vendita di suoi prodotti (nel caso di iliad questo avviene già da tempo, sul suo store online).

Come si può capire da quanto riportato in questo articolo, l’abilitazione richiede tempistiche molto lunghe e di certo non è come potrebbero immaginare alcuni clienti, che il VoLTE si attiva con “un clic”.

Questo approfondimento è stato realizzato in collaborazione con i colleghi di mvnonews.com e con il prezioso contributo di tecnici con specifiche competenze sulla tecnologia VoLTE di un operatore mobile italiano (che ringraziamo per la disponibilità).


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9 Risposte

  1. Luca ha detto:

    Personalmente ho girato tutti gli operatori “non-virtuali” e con Iliad mi sto trovando davvero bene, molto meglio rispetto agli altri (vivo a Torino e Iliad in 4G và molto meglio rispetto a Vodafone/TIM in 5G, credo di aver detto abbastanza).
    Certo, mancano alcune cose come il VoLTE (che se lo conosci ne senti la mancanza in termini di qualità audio e velocità internet in chiamata) o una maggiore capillarità della copertura.
    Tuttavia mi sento di dargli fiducia, sono sempre molto chiari e in caso di necessità sono molto disponibili, cosa rara quest’ultima.

    Per sopperire ad alcuni cali rari di copertura (che mi capitano quando viaggio al sud, purtroppo) mi sono fatto una eSIM con altro operatore virtuale da utilizzare come canale secondario di backup.
    Morale della favola con 10€ al mese Iliad + 5€ secondario (solo se mi sposto) ho risolto e mi va bene così.

    Iliad continuate così, il VoLTE è un ulteriore step in avanti!

  2. Andrea ha detto:

    Il problema non è il tempo perché si può benissimo procedere a piccoli passi certificando via via più modelli.
    Il problema per Iliad è il costo di questa operazione che va ad aggravare sul bilancio viste le tariffe così ridotte

  3. Tino Di Paola ha detto:

    Scusate se amate gli altri operatori che continuano a rimodulare state con loro , mi sembra inutile cercare il pelo nell’ uovo a Iliad.

  4. BT ha detto:

    Quando ho problemi di stitichezza vengo sempre qui a vedere se ci sono articoli come questo, fino ad ora non mi avete mai deluso. Grazie!

  5. G. P ha detto:

    Mi preoccuperei poco per i problemi…… Ci pensano loro a risolverli……. Da parte Loro l’importante è che se ne parli!!!! il segreto del commercio 😉

  6. marco ha detto:

    Personalmente, siccome solo ora posso dire di avere avuto tutti i gestori, proprio perchè cerco il “pelo nell’uovo”, soprattutto in fatto di copertura (aldilà del VoLTE), e con Iliad mi sto trovando al momento molto bene, vorrei sapere quando – in tema di copertura – Via dei Laghi – verrà coperta nel tratto che va dalla fine del lago di Nemi fino alla Clinica di Velletri, passando davanti ai ristoranti La Foresta e Artemisia. Sono oltre 12 km di strada dove non prende neanche wind3, ma Iliad non è Wind3, perchè sta implementando la sua rete. Grazie.

    • Maximo ha detto:

      Dove Iliad non ha ancora le sue antenne, si appoggia in Ran-Sharing a Windtre. Se anche windtre non ha antenne, la zona non sarà servita e il telefono resterà muto. Ovvio che da parte di tutti I gestori si tenta prima di coprire le aree densamente popolate e poi tutto il resto

  7. Leo ha detto:

    Tutto questo non ha senso….. Il VoLTE é sul mercato dal 2014 ed ora siamo nel 2022. Se ci fosse stata la volontà di supportare tale tecnologia lo si avrebbe fatto dal debutto nel 2018. E non aspettare lo spegnimento della rete 3G per poi propinare tale “scusa” per non chiamarla in altro modo…..

    • Redazione ha detto:

      Gli articoli vanno letti… viene spiegato cosa c’è dietro l’attivazione del VoLTE e che le tempistiche di attivazione sono lunghe e non immediate per i motivi spiegati. Non c’è scritto da nessuna parte che iliad sta per spegnere la rete 3G e che usa questa “scusa” per implementare il VoLTE.

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