Dopo Italia e Polonia, il Gruppo iliad guarda anche a Germania e Spagna

Xavier Niel Gruppo Iliad


Dopo il rifiuto ottenuto da Vodafone Group per l’acquisizione della filiale italiana da parte del Gruppo iliad (che aveva messo sul piatto 11,25 miliardi di euro), Xavier Niel è pronto a fare “shopping”, tanto nel nostro paese, quanto in Germania e Spagna, altri mercati a cui sta guardando con interesse.

Secondo quanto riporta il mensile economico francese Capital, Niel sta da tempo monitorando i principali gruppi tlc europei, in particolare quelli in difficoltà, per potenziali acquisizioni (Vodafone Italia ne è un esempio, con i suoi clienti in calo – così come i conti – dallo sbarco di iliad nel 2018).

La guerra dei prezzi si fa sentire in Italia, come in Francia e Spagna, altri mercati dove sono presenti quattro operatori mobili che competono tra loro con prezzi fino a 4 volte più bassi di quelli che si vedono in Germania (dove ad esempio 5 GB di traffico dati Vodafone li fa pagare 14,99 euro con rinnovo ogni 4 settimane).

In questi paesi, il calo dei prezzi ha causato la caduta dei margini dei principali operatori e come conseguenza, ha portato al minimo il valore delle azioni (uno dei motivi per cui Xavier Niel ha fatto uscire il suo Gruppo dalla quotazione in Borsa, riacquistando le azioni sul mercato con un ingente investimento personale). Ed ora c’è chi vuole vendere e chi è pronto ad acquistare.

Il fondatore del Gruppo iliad non lo nasconde:

Qui in Free, abbiamo fatto una mappa dell’Europa con tutti i paesi in cui siamo e quelli in cui vogliamo stabilirci – ha detto a Capital – Siamo alla ricerca di tutto. Ci rivolgiamo agli operatori locali di grandi gruppi europei. Dovranno vendere alcune filiali per riprendersi.

E quali sono questi grandi gruppi in crisi? In Germania l’osservato speciale è l’operatore O2, controllato al 60% dalla spagnola Telefonica, che potrebbe quindi liberarsi della quota di maggioranza per concentrarsi sui problemi in casa.

E oltre alla Germania, si guarda con interesse anche alla Spagna, dopo che Xavier Niel ha già messo piede in altri mercati, come quello svizzero (dove dal 2014 possiede Salt) e quello irlandese (dove nel 2017 ha acquisito la maggioranza di Eir Telecom), fino allo sbarco in Italia nel 2018 e all’acquisizione di Play (e UPC) in Polonia.

Il fondatore del Gruppo iliad è intenzionato ad espandersi ancora e “vuole fare una mossa in un grande paese”, riferiscono fonti a lui vicine, oltre a trovare grande stimolo nella competizione con Patrick Drahi, il proprietario del gruppo Altice (con cui controlla l’operatore francese SFR e Altice Portugal, ex Portugal Telecom), che a fine 2021 deteneva il 18% in British Telecom, diventandone il maggiore azionista.

E in Italia, come ben noto, TIM (il cui maggior azionista è Vivendi di Vincent Bolloré) ha respinto l’offerta pubblica di acquisto da 10,8 miliardi di euro avanzata da KKR, fondo di investimento nel cui Consiglio di Amministrazione siede Xavier Niel.

“Abbiamo Xavier Niel tra le zampe ma non venderemo TIM”, riferisce un caro amico di Vincent Bolloré a Capital, consapevole che il fondatore del Gruppo iliad sogna da anni di sloggiarlo.

In Francia invece, si continua a parlare da anni di consolidamento, con un forte interesse in Orange sia da parte di Xavier Niel con la sua Free, sia da parte di Martin Bouygues con la sua Bouygues Telecom (con quest’ultimo che avrà il suo bel da fare nei prossimi mesi con la proposta di fusione tra i canali tv TF1 e M6, osteggiata da Niel con ben 5 ricorsi, tutti respinti).

Francia, Italia e Spagna, ma anche la Germania, rimangono dunque tra gli obiettivi principali del fondatore di Free e iliad e, dopo le recenti mosse con Vodafone e WindTre, ci si può aspettare davvero di tutto.


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1 Response

  1. Leo ha detto:

    Se ILIAD riuscisse a sbarvmcare in Germania sarebbe davvero una tragedia per Deutsch Telekom, Vodafone. de, O2 e 1&1 che hanno prezzi assolutamente non convenienti rispetto ad una probabile offerta ILIAD. In Germania, tra l’altro, non c’è una vera concorrenza tecnologica nel mondo della telefonia, infatti la propagazione della FTTH e 5G è molto a rilento rispetto a OpenFiber e FiberCop.

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