Benedetto Levi (AD iliad Italia) parla di reputazione su Sky TG24

Benedetto Levi Sky TG24


Nella terza puntata del programma “A cena da Maria Latella” su Sky TG24, tra gli ospiti era presente anche l’AD di iliad Italia, Benedetto Levi. E non poteva essere altrimenti, visto che la puntata trattava il tema della reputazione.

Quanto è importante la reputazione per una azienda che si deve far conoscere, come è stato il caso di iliad al suo debutto ormai quattro anni e mezzo fa:

Per noi la reputazione, il passaparola che la reputazione genera, è una vera e propria ossessione, per un motivo molto semplice – spiega Levi – perché noi abbiamo fatto questa scelta quando ci siamo lanciati sul mercato italiano, quella di proporre solo offerte senza alcun tipo di vincolo, durata o permanenza e ogni utente può andarsene quando vuole.

Quindi deve essere soddisfatto e questo grado di soddisfazione è quello che poi genera una reputazione positiva per l’azienda e il passaparola. È importante però che questa reputazione venga percepita come vera e solida dall’utente, nel senso che non è uno slogan la reputazione, sono i fatti che l’utente poi quotidianamente si trova a vivere nel suo rapporto con il servizio che l’azienda offre. Si genera un passaparola spontaneo che vale più di qualsiasi campagna pubblicitaria.

La reputazione di un’azienda non è uno slogan, non è un messaggio, ma la trasposizione verso l’esterno (verso gli utenti) di veri e propri valori in cui credi e posizioni che prendi .. oltretutto perché la reputazione sia sentita come vera, bisogna che parli veramente alle persone, alla loro testa ma forse ancora di più alla poro pancia, cuore… quindi che venga percepita come reale.

Quando siamo arrivati sul mercato c’era una enorme sfiducia, disamore per la situazione che gli utenti vivevano, quindi ci siamo posizionati in modo molto netto, dicendo noi siamo diversi, noi vogliamo essere semplicissimi, chiarissimi, trasparenti e questo ha davvero fatto suonare delle corde nelle persone che hanno visto poi che non erano slogan, ma fatti, generando un effetto a valanga.

Quindi la reputazione a tavolino non si definisce con una agenzia pubblicitaria ma con i tecnici che sviluppano le reti e con le persone che creano il prodotto e il servizio.

Durante la puntata, il tema della reputazione è stato declinato  in diversi ambiti, dalla politica ai social, fino al gossip (citando la vicenda di Francesco Totti e Ilary Blasi). E qui Maria Latella ha tirato in ballo il tema del testimonial… perché iliad non ha un testimonial famoso?

Scegliere un testimonial per una campagna pubblicitaria ha principalmente due scopi, uno è avere il volto famoso che ti fa da “certificazione”, se questa persona si fida di questa marca allora vuol dire che è una buona marca.

L’altro obiettivo è in qualche modo confondere un po’ il messaggio… comunque alla fine dello spot tipicamente ti ricordi più la faccia del testimone che non il contenuto che la marca ha voluto comunicare. Noi abbiamo fatto una scelta opposta, da sempre, con l’ultima campagna la frase chiave è “fidati di chi ce l’ha“, quindi non ti diciamo fidati del testimonial, ma al contrario vai a chiedere a persone che hanno iliad come si trovano.

Non avere il testimonial fa anche sì che il messaggio su ciò che offriamo passi in modo più pulito e chiaro.

È possibile rivedere l’intera puntata direttamente su sky.it a questo link.


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