6 anni di iliad: i competitor predicavano la sua fine e oggi conta oltre 11 milioni di clienti


A 6 anni di distanza da quel 29 maggio 2018, quando la vera “Rivoluzione” nel mercato della telefonia mobile è cominciata, tutte le “profezie” di fallimento o insuccesso non sono mai diventate realtà. iliad è viva e vegeta e conta oltre 11 milioni di clienti (domani, 30 maggio, la trimestrale che ci dirà come è andato il primo trimestre 2024).

Quale occasione migliore, se non il sesto compleanno dal debutto sul mercato, per ricordare cosa è cambiato dal 2018 ad oggi e diverse dichiarazioni infelici su un competitor che non solo ha portato più trasparenza nella telefonia (ricordate la fatturazione a 28 giorni?), ma ha di fatto portato via milioni di clienti alla concorrenza (con tanto di prima “vittima” celebre, Vodafone Italia, ceduta agli svizzeri di Swisscom, gli stessi che controllano Fastweb).

Ma partiamo dall’inizio. Le tariffe.

Per chi ha la memoria corta, questa era la situazione delle offerte di telefonia mobile nel maggio 2018, quando iliad ha fatto il suo debutto in Italia. Come si può vedere nello schema che segue, rispetto ad oggi i prezzi erano enormemente più alti e i Giga inclusi davvero pochi.

Con Vodafone si arrivava a spendere 30 euro per 10 GB, con TIM 18 euro per 8 GB, con 3 Italia 15 euro per 20 GB e con Wind 12 euro per 5 GB. Il tutto con vincoli e penali. La “Rivoluzione” di iliad, con ben 30 GB inclusi a soli 5,99 euro al mese e zero vincoli, ha cambiato tutto.

Tariffe 2018 iliad e competitor

Oggi, i prezzi sono scesi e di molto, offrendo inoltre un quantitativo sempre maggiore di GB. Basti pensare alle sole offerte iliad lanciate oggi, ad esempio con 200 GB a 9,99 euro al mese, incluso 5G, minuti e SMS illimitati e altri vantaggi in Roaming e per le chiamate all’estero.

Offerte sempre aperte a tutti, mentre la concorrenza riserva scontistiche o prezzi speciali, solo se si proviene da determinati operatori di rete mobile. Per fare un esempio, con TIM un nuovo cliente può avere 50 Giga in 5G, minuti illimitati e 1.000 SMS a 16,99 euro al mese (14,99 euro al mese se invece si addebita il costo su carta di credito, conto corrente o Satispay).

Le dichiarazioni dei competitor

Nei primi anni dal debutto di iliad, non sono mancate le dichiarazioni infelici di diversi amministratori delegati di società concorrenti, con alcune vere e proprie previsioni nefaste per il nuovo entrante.

A distanza di sei anni, le uniche conseguenze concrete a cui abbiamo potuto assistere sono state: la vendita di Vodafone Italia a Swisscom e la continua perdita di clienti da parte di tutti i tre principali operatori di rete mobile in Italia.

Partiamo da Luigi Gubitosi, ormai ex CEO di TIM. Nel novembre del 2018 ha preso la guida di TIM, come amministratore delegato del Gruppo, per tre anni, sostituendo Amos Genish.

Tre anni in cui non sono mancati i riferimenti e gli attacchi nei confronti del nuovo entrante iliad, che nello stesso periodo ha visto una crescita senza sosta (arrivando a superare gli 8 milioni di clienti) mentre TIM proseguiva la sua parabola discendente.

Nella conference call in cui erano stati presentati i risultati del Gruppo TIM al 31 dicembre 2019, Luigi Gubitosi ai tempi si domandò “per quanto tempo possano mantenere [ quelli di iliad ] questi prezzi”, nutrendo dubbi sulla profittabilità del competitor. I numeri lo hanno smentito su tutta la linea e oggi iliad conta oltre 11 milioni di clienti (qui lo storico trimestre per trimestre).

Commentando i risultati del 2020 (l’anno del lockdown), altre frecciatine sono arrivate dallo stesso Gubitosi su presunti problemi di liquidità di iliad e paventando un cambio di direzione da parte del nuovo entrante: “per riassumere, credo che il mercato ad un certo momento del 2021 cambierà, ma dovremmo chiederlo ad iliad direttamente”. Inutile rimarcare che nulla di quanto sperato è poi diventato realtà negli anni a seguire.

Diversi i toni di chi negli ultimi anni ha invece guidato Vodafone Group e Vodafone Italia. Vittorio Colao, alla guida di Vodafone Group dal 29 luglio 2008 al 15 maggio 2018, era più preoccupato della concorrenza di WindTre e TIM e i vari MVNO piuttosto che di iliad.

Più cautela invece, negli anni, c’è stata da parte di Aldo Bisio, amministratore delegato di Vodafone Italia da gennaio 2014. Queste le sue parole prima dello sbarco in Italia di iliad:

Non è la paura quella che ci muove, ma il rispetto sì. Se guardiamo a quello che ha fatto in Francia non possiamo prenderlo sottogamba. Certo le condizioni del mercato italiano sono diverse da quelle francesi, il livello dei prezzi in Italia è già iper-competitivo e questo riduce gli spazi possibili. Ci stiamo preparando all’ingresso di un nuovo operatore che porterà elementi di novità in un mercato già vitale e innovativo.

E in effetti, quanto successo negli anni, con un calo vertiginoso dei clienti e la successiva vendita di Vodafone Italia agli svizzeri di Swisscom, hanno confermato che non andava preso sottogamba l’arrivo di iliad.

 Sul fronte WindTre, l’ex CEO Jeffrey Hedberg, aveva mantenuto toni piuttosto neutri sull’arrivo di iliad:

[..] è un bene per i consumatori che i prezzi siano bassi, ma per crescere e investire abbiamo bisogno di avere i margini … C’è sempre spazio (per abbassare ulteriormente i prezzi) ma servono anche i margini, siamo un po’ preoccupati per l’abbassamento dei margini. Ho grande rispetto per Iliad, l’importante è competere non solo sui prezzi, ma anche nelle menti dei nostri clienti sulla qualità dei servizi offerti.

A seguire, non è mancata poi una stoccatina alla Commissione Europea, “colpevole” di aver favorito l’ingresso di iliad nel mercato italiano:

C’è molta concorrenza nel mercato italiano. Abbiamo i listini fra i più bassi d’Europa e una rete decisamente buona per le tariffe offerte. C’è un’attenzione maniacale alle quote di mercato più che alla capacità di generare reddito.

Con quattro operatori è molto difficile trovare lo stimolo giusto a investire e remunerare il capitale investito. Sì, alla fine ce ne sono troppi e un consolidamento sarebbe un beneMa visto che la Commissione UE ha imposto l’ingresso di iliad sul mercato a fronte del merger WindTre, un consolidamento non mi pare probabile.

Alla lista aggiungiamo anche Fastweb e l’ex amministratore delegato Alberto Calcagno, che ha puntato sul giocare d’anticipo e ridare una nuova “verginità” (passateci il termine) con lo slogan “Niente come prima“, peccato però che le rimodulazioni sono rimaste (non proprio un bel cambiamento).

E sempre sul fronte Fastweb, a pochi mesi dal lancio di iliad, l’operatore controllato da Swisscom, aveva annunciato anche una svolta, puntando tutto sulla trasparenza, con “zero vincoli, il cliente può andarsene quando vuole; niente costi nascosti; ogni cliente potrà aderire ad una nuova offerta in maniera gratuita; trasparenza e chiarezza verso il cliente”.

Vi ricordano nulla? Beh almeno hanno provato a far dimenticare anni di costi nascosti e tariffazione a 28 giorni, anche a questo è servito l’arrivo di iliad, sicuramente d’ispirazione.

Second brand: successo o flop?

Una delle iniziative messe in atto da tutti e tre i principali operatori di rete mobile per contrastare la crescita di iliad è stata quella di creare dei “second brand”, ovvero degli operatori mobili virtuali low cost, che potessero competere con tariffe e offerte a prezzi ribassati (soprattutto in caso di portabilità da iliad e MVNO). Sono così nate Kena Mobile (TIM), ho Mobile (Vodafone) e Very Mobile (WindTre).

Una idea non nuova, visto che molti anni prima in Francia cercarono di fermare in questo modo l’ascesa di Free Mobile (Gruppo iliad), senza ottenere il risultato sperato.

Ma come stanno andando questi “second brand” che hanno visto una forte crescita nei primissimi anni di vita? Kena Mobile di TIM aveva raggiunto i 2 milioni di clienti nel 2021, ad oggi il Gruppo TIM non cita più questo Full MVNO nei suoi report trimestrali e l’unico dato è quello che campeggia nella sezione “Chi Siamo” del sito di Kena, dove si parla di un generico “Più di 1,8 milioni di clienti ha già scelto Kena”. Insomma, non proprio segnali promettenti.

Kena Mobile 1,8 milioni di clienti

A crescere, invece, è ho Mobile, second brand di Vodafone Italia, che aveva chiuso il 2023 con 3,2 milioni di clienti (numeri che non hanno mai compensato però le perdite della filiale italiana del gruppo britannico).

Mai comunicati da parte di WindTre i numeri di Very Mobile. Per quanto riguarda questo second brand, il totale viene incluso nel numero clienti WindTre, che al 31 dicembre 2023 erano 19,36 milioni (contro i 20,16 milioni di dicembre 2022), di cui 18,1 quelli attivi (erano 18,8 milioni a fine 2022). Anche qui, visto il calo registrato negli ultimi anni, Very non ha bloccato l’emorragia verso altri competitor (o l’ha solo limitata).


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Una risposta

  1. Mihai ha detto:

    Spero qhe dura!

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