Sviluppo rete iliad: a Udine il Tar respinge il ricorso del gestore relativo ad una modifica di impianto su struttura esistente



Proprio pochi giorni fa, nel corso di una audizione in Commissione Lavori Pubblici del Senato, Benedetto Levi aveva spiegato come “ci scontriamo come operatore su due cose: i limiti delle emissioni elettromagnetiche che sono di un livello estremamente inferiore rispetto a tutti gli altri Paesi europei e la disomogeneità dei regolamenti urbanistici in Italia: a seconda del Comune e della Regione, ci troviamo ad affrontare procedure estremamente diverse che vanno a rallentare lo sviluppo della nostra infrastruttura”.

Questo tema, ha sottolineato sempre Levi, è “per noi di primaria importanza” e torna di stretta attualità oggi, con la notizia che arriva dalla città di Udine.

Stando a quanto riporta il quotidiano il Gazzettino, iliad Italia si è vista respingere dal Tar un ricorso che era stato fatto contro il Servizio Edilizia Privata del Comune di Udine, che aveva vietato lavori al gestore per una modifica ad una stazione radio base su struttura esistenze situata in via Rizzolo.

SRB Udine via Rizzolo

Impianto di via Rizzolo – Udine | Immagine d’archivio Street View (Aprile 2018)

Si tratta sostanzialmente di una delle stazioni radio base ceduta da Wind Tre ad iliad (e su cui era stata inoltrata al Comune regolare SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività – il 20 febbraio 2019), quindi non di una nuova installazione, ma di una modifica di un impianto già esistente.

Nel giustificare questo blocco, il Comune di Udine avrebbe preteso una serie di integrazioni documentali che iliad Italia considerava non dovute: si tratta in particolare dell’accordo con Wind per l’utilizzo della relativa rete in roaming e del diritto d’uso delle frequenze e delle torri di trasmissione, nonché della dimostrazione che l’impianto sia già stato valutato e inserito nel regolamento comunale come impianto Wind e che tale impianto sia compatibile con i valori di campo elettromagnetico mantenendo le stesse caratteristiche radioelettriche.

I magistrati del Tar hanno spiegato che il “NO” al ricorso di iliad è legato a quanto prevede la legge regionale 3 del 2011, che impone agli operatori di evidenziare nei loro programmi di sviluppo “l’individuazione degli impianti esistenti”, nonché “le previsioni di aree per le nuove localizzazioni” e “le proposte di modifica di quelli esistenti”.

In pratica si è creato un corto circuito in cui il Comune di Udine pretendeva che iliad dimostrasse – documenti alla mano – che l’impianto era già stato valutato e inserito nel regolamento comunale come impianto Wind, mentre iliad non considerava dovute queste integrazioni documentali.

Un altro punto su cui il Tar giustifica la propria sentenza (per cui iliad dovrà pagare al Comune di Udine le spese del giudizio, pari a 1.500 euro) è la comunicazione da parte del gestore al Comune della documentazione relativa alle aree in cui realizzare gli impianti:

Con tale atto si invia la mappatura puntuale dei siti con l’indicazione delle aree in cui si prevede la realizzazione di un impianto Iliad – riporta il Tar – precisando che la dislocazione esatta dell’impianto e le relative caratteristiche tecniche potranno essere dettagliate solo in seguito.

Secondo il Tar il dettaglio non è mai arrivato e dunque per i magistrati le azioni del Comune (riguardanti la richiesta di blocco installazione e l’invio di documentazione integrativa) risultano giustificate.

Ma la domanda è: se l’impianto ex Wind era operativo (e quindi era stato necessariamente approvato dal Comune), perché ora per il regolamento del Comune di Udine lo stesso impianto non è contemplato? E qui si torna al discorso fatto da Benedetto Levi, sulla disomogeneità dei regolamenti urbanistici in Italia che rallentano lo sviluppo dell’infrastruttura di rete.


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5 Risposte

  1. Maurizio Tosetti ha detto:

    Alla fine spero che comunque l’impianto venga comunque realizzato. Se Iliad dovrà presentare i documenti necessari che lo faccia e pagare quanto dovuto Penso di vederlo attivo entro la fine dell’anno comunque.

  2. Vincenzo ha detto:

    Solo io vedo l’assurdità di questa sentenza? Cioè, se ho capito bene: l’impianto è uno dei tanti che erano già operativi sotto rete Wind e che è stato ceduto ad iliad. Prima era funzionante, quindi a suo tempo erano state inviate documentazioni necessarie e Comune ha approvato, ora lo stesso identico impianto che è passato a iliad non va bene? Bah.

    • gian ha detto:

      Niente di assurdo: Mai sentito dire che per gli “amici” la legge si interpreta e ai “nemici” la legge si applica ?

  3. Alessandro D'Arpini ha detto:

    È di oggi la notizia di un gestore di un campeggio in provincia di Torino, già condannato per omicidio, che ha ucciso un suo dipendente a coltellate (c’è il video di un automobilista dell’uomo che ripulisce la lama del coltello dopo l’omicidio). Quindi, ricapitolando: un condannato per omicidio era libero ed ha nuovamente commesso omicidio mentre un gestore telefonico viene ostacolato in previsione di una ipotetico danno alla salute a causa delle emissioni elettromagnetiche.

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