Fase 3, iniziative per il rilancio secondo il piano Colao: accelerazione sul 5G e fibra nazionale



Il documento di 121 pagine realizzato dalla task force Colao dal titolo “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022”, per la Fase 3 post pandemia da Covid-19 è stato finalmente reso pubblico e non poteva mancare il capitolo dedicato alle infrastrutture e alla digitalizzazione e innovazione.

Due i punti fondamentali in ambito telecomunicazioni: un piano Fibra Nazionale e lo sviluppo di reti 5G. Vediamoli nel dettaglio.

Fibra ottica in Italia Report

Fibra ottica in Italia – Report (Rai 3)

Piano Fibra Nazionale

Secondo la task force guidata da Colao, è necessario sviluppare un piano per il completamento della copertura nazionale della rete in fibra ed estendere la logica di gara per lo sviluppo di un’unica rete in fibra ottica a tutte le aree oggi senza obbligo di copertura (Aree B o Grigie, C/D ..), sostenendone parzialmente i costi con finanziamenti governativi e imponendo al fornitore vincente condizioni vincolanti di realizzazione nonché garanzia di accesso competitivo a pari condizioni tecnico/operative a tutti gli operatori.

Inoltre, sanzionare la mancata realizzazione delle aree di impegno. Le azioni specifiche da intraprendere:

  1. Creare un piano nazionale di sviluppo fibra FTTH per famiglie, imprese e PA.
  2. In coerenza con le linee guida DGConnect e DGCompetition, rivedere gli impegni di copertura per le aree C/D e integrare nell’approccio già in essere per le “Aree Bianche” tutte le aree ancora senza impegni inderogabili di copertura.
  3. Sempre in coerenza con le linee guida DGConnect e DGCompetition, lanciare gare per la realizzazione della copertura FTTH nelle aree “B Grigie”, per le quali: (1) selezionare un fornitore unico impegnato a offrire accesso non-discriminatorio a uguali condizioni tecnico-operative per tutti gli operatori interessati; (2) prevedere interventi per offrire un contributo parziale ai costi di realizzazione che il fornitore unico neutrale dovrà sostenere; (3) sanzionare in caso di mancata realizzazione dei piani.
  4. Come già in essere per le “Aree Bianche”, prevedere per una quota parte di utenze “sparse” vincoli di copertura a velocità inferiore e compatibili con soluzioni FWA, 5G e/o satellitari.

5G

Sviluppo reti 5G

Investimenti e semplificazioni per lo sviluppo delle reti 5G, come richiesto a gran voce da tutti i gestori, iliad compreso. Secondo la task force Colaro, c’è bisogno di adeguare i livelli di emissione elettromagnetica in Italia ai valori europei, oggi circa 3 volte più alti e radicalmente inferiori ai livelli di soglia di rischio, per accelerare lo sviluppo delle reti 5G.

Escludere opponibilità locale se protocolli nazionali sono rispettati. Questo è un altro punto fondamentale, come abbiamo potuto notare in questi mesi con i tanti blocchi o rallentamenti imposti sviluppo della rete iliad (anche 5G) per decisioni di singoli enti locali (problema in comune con tutti i gestori ovviamente).

Come riportato nel documento, “le reti a banda ultra larga 5G consentiranno alte velocità e ridotte latenze, rendendo possibili nelle aree coperte servizi ubiqui e istantanei per imprese (ad es. Robotica e Industria 4.0, logistica e distribuzione, manutenzione) e famiglie (ad es. multiparty applications e accesso banda larga wireless).

Gli alti costi delle frequenze in Italia sono ulteriormente aggravati da una normativa specifica italiana sulle emissioni radiomagnetiche. Tale normativa impone limiti (pari a 20Volt/metro e 6Volt/metro nelle zone ad alta presenza umana) molto più restrittivi di quelli in vigore nella maggior parte degli altri paesi Europei, a loro volta molto al di sotto dei limiti di nocività ipotizzati.

Poiché il 5G si basa su frequenze più elevate (che si propagano a minor distanza) il mantenimento degli attuali limiti implica che una completa copertura 5G richiederà un numero molto più elevato di stazioni radio di quello attualmente in uso per 3/4G, con implicazioni di costo e ambientali estremamente sfavorevoli e un lento sviluppo del servizio”.

Per questo motivo la task force consiglia di “riportare i limiti massimi di emissione elettromagnetica in Italia alle linee guida europee/in linea con i livelli richiesti dagli altri stati membri UE. Valori limite di campo elettrico (per frequenze 3.6-3.8 GHz):

  • Linee guida ICNIRP1: 61 V/m
  • Francia, Germania, Regno Unito, Spagna: 61 V/m
  • Grecia: 47 V/m
  • Belgio: 31 V/m
  • Italia: 20 V/m“.

Sussidio Digital Divide

Per limitare il più possibile il Digital Divide, viene consigliato di concedere voucher per sostenere l’accesso alla banda larga alle fasce meno abbienti della popolazione, “focalizzato sulla migliore tecnologia disponibile localmente e differenziato tra fibra e altre tecnologie”.

Le azioni specifiche da mettere in atto sono due:

  • Finanziare e pianificare le modalità di erogazione di voucher per famiglie bisognose (base ISEE) per l’attivazione in banda larga con tecnologia FTTH.
  • Finanziare e pianificare le modalità di erogazione di voucher per famiglie bisognose (base ISEE) per l’attivazione in banda larga con tecnologia FTTC, di minore entità rispetto a quanto previsto per attivazioni FTTH.

Queste sono le misure più strettamente correlate al mondo delle telecomunicazioni, ma nel documento integrale (che potete scaricare a questo link), si parla anche di rinvio delle imposte, della riforma dei congedi parentali, agevolazioni fisco per gli operatori del turismo, infrastrutture (es: alta velocità anche sulla dorsale adriatica Bologna-Taranto e completamento sulla dorsale tirrenica fino alla Sicilia), piano salvaguardia del patrimonio ambientale e transizione energetica verso energie rinnovabili, passaggio ai pagamenti elettronici e molto altro ancora.


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