Chiusa l’asta 5G in Francia: Orange batte tutti. Per Free Mobile (Iliad) investimento da 602 milioni di euro



Si è chiusa nel primo pomeriggio di oggi, dopo solamente tre giorni di rilanci, l’asta per il 5G in Francia, che porterà alle casse dello Stato 2,78 miliardi di euro (2.786.000.000).

Cifre nettamente inferiori di quanto visto sia in Italia che in Germania (dove si sono superati i 6 miliardi di euro).

Dopo 17 tornate di rilanci, è Orange ad aggiudicarsi il quantitativo maggiore di frequenze in banda 3.4-3.8 GHz. L’ex monopolista e principale operatore telefonico francese ha portato a casa 90 MHz (50 MHz assegnati a febbraio a ciascun gestore più 40 MHz aggiudicati in questa asta).

SFR si è aggiudicato un totale di 80 MHz (50 + 30), mentre Free Mobile (Gruppo Iliad) e Bouygues Telecom 70 MHz a testa (anche qui, 50 assegnati precedentemente dall’Autorità per le comunicazioni a ciascun gestore, per un valore di 350 milioni di euro, più 20 MHz ottenuti in questi tre giorni di asta).

Chiusura asta 5G Francia

Sul fronte degli investimenti, Orange ha messo sul piatto 854 milioni di euro, SFR 728 milioni di euro, mentre Free Mobile e Bouygues Telecom 602 milioni a testa.

Rispetto al primo giorno, Orange ha lasciato un blocco da 10 MHz (era partito con 5, se ne è aggiudicati 4), così anche Bouygues Telecom (da 3 a 2 blocchi), mentre la situazione è rimasta invariate per Free Mobile e SFR (2 blocchi da 10 MHz il primo, 3 il secondo).

Asta 5G Francia 1 ottobre 2020

Secondo quanto riferito dal Ministro responsabile delle telecomunicazioni alla stampa, l’asta si è potuta chiudere dopo solo tre giorni perché due operatori (Orange e Bouygues Telecom) hanno accettato di ridurre le loro richieste iniziali.

Ha dunque prevalso la ragione, visto che nell’ultima tornata prima della chiusura, ogni singolo blocco da 10 MHz era arrivato ad un valore di 126 milioni di euro.

Orange inizialmente sperava di mettere le mani sul massimo consentito, ovvero 100 MHz, si è fermata a 90, così come Bouygues Telecom che puntava a 80 MHz e ne ha portati a casa 70.

Un’asta che si è chiusa con un divario tra operatori abbastanza limitato e in cui l’unico vincitore (se così si può definire) è Orange, che è anche quello che doveva mantenere un vantaggio in termini di frequenze (con un portafoglio molto ricco nelle bande utilizzate per il 2G, 3G e 4G), per garantire una buona copertura ai suoi 20 milioni di clienti.

Rispetto a quanto investito in Italia, al Gruppo Iliad questa volta è andata decisamente meglio: 602 milioni di euro contro quasi 1,2 miliardi per le frequenze 5G aggiudicate nell’asta di fine 2018.

Asta 5G bande e blocchi aggiudicati

Asta 5G bande e blocchi aggiudicati dai singoli gestori | Dati MISE

Ma non è finita qui: ora conosciamo ufficialmente la quantità di frequenze assegnate ad ogni singolo gestore francese, mentre nel corso di questo ottobre, seguirà una nuova asta riguardante il posizionamento sulla banda.

Entro poche settimane dalla chiusura dell’asta di posizionamento, gli operatori riceveranno le rispettive licenze. A quel punto, tutti potranno lanciare le prime offerte commerciali su rete 5G, previste entro la fine del 2020.

Comunicato stampa Iliad

In un apposito comunicato stampa diffuso in serata dal Gruppo Iliad (che controlla l’operatore Free Mobile in Francia), viene fornito qualche dettaglio in più sull’asta appena conclusasi. Al Gruppo  sono stati assegnati 2 blocchi da 10 MHz per un investimento di 252 milioni di euro, da pagare in 4 anni.

Questi vanno ad aggiungersi al blocco da 50 MHz, per il quale Iliad ha accettato gli impegni fissati nelle specifiche dell’autorità di regolamentazione delle comunicazioni elettroniche e postali, il cui pagamento di 350 milioni di euro è ripartito su 15 anni.

“Questo investimento, che si basa sulla forza finanziaria del Gruppo Iliad, consentirà al Gruppo di continuare la sua crescita nel mercato mobile francese, lanciando nel prossimo futuro offerte 5G per i suoi 13,4 milioni di abbonati.

Il Gruppo Iliad beneficerà inoltre di un’estensione dello spettro a 900 MHz a partire dal 2021 (2,6 MHz simmetrico) e da 2,1 GHz (9,8 MHz simmetrico)”.


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