In Francia è braccio di ferro tra il gruppo tv TF1 e Orange-Free


Tra le tante modalità con cui seguire i propri canali tv (e programmi) preferiti c’è indubbiamente anche quello offerto dagli operatori tlc insieme alla propria offerta fissa e/o mobile.

In Francia è in corso una accesa polemica tra il gruppo TF1 (editore di diversi canali tv tra cui appunto l’omonimo TF1, ex primo canale pubblico francese, poi privatizzato e ora di proprietà Bouygues), Orange e Free.

Gruppo TF1

Tutto ruoterebbe intorno al prezzo chiesto da TF1 ai singoli operatori, che viene calcolato in base al numero di abbonati e giudicato troppo alto. La prima a farne le spese lo scorso anno è stata SFR, che si è vista bloccare i contenuti dal gruppo TF1 finché non è stato rinnovato l’accordo (da 15 milioni di euro l’anno).

Da oltre un anno proseguono le trattative tra TF1 e Orange, con quest’ultima che ha anche denunciato il gruppo televisivo per abuso di posizione dominante lo scorso luglio. La situazione è attualmente in stallo, con Orange che dovrebbe sborsare tra i 25 e i 26 milioni di euro l’anno per i diritti televisivi, cifra che viene giudicata troppo alta. Da questo 1° febbraio TF1 ha bloccato l’accesso ai servizi streaming offerti ai clienti Orange.

Proprio oggi anche Free ha fatto sapere che le trattative con TF1 sono ad un punto morto. Lo stesso Maxime Lombardini, CEO del gruppo Iliad, ha dichiarato al quotidiano Le Figaro di essere preoccupato per le richieste fatte dall’emittente:

Le richieste di TF1 sono stravaganti! Le discussioni sono ferme. Sono pessimista sul risultato

In pratica se le trattative non dovessero andare a buon fine, oltre 12 milioni di famiglie francesi (quelle che utilizzano i servizi di Orange e Free, ovvero oltre la metà del mercato nazionale), non potrebbero più seguire i canali del gruppo TF1.

Da parte sua, TF1 difende le sue posizioni, sostenendo che vuole lo stesso prezzo per abbonato, in pratica lo stesso ottenuto durante i negoziati con SFR dello scorso anno.

Il caso potrebbe assumere una svolta politica se più della metà delle famiglie francesi a breve dovesse ritrovarsi con lo schermo nero… nel frattempo per quest’anno in Francia è prevista anche una nuova legge sull’audiovisivo e, se questo “conflitto” dovesse continuare ancora, sicuramente sarà spunto per qualche intervento e modifica anche sul tema.


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