Salt (Xavier Niel) chiude 2019 con clienti in crescita e ricavi in calo. Picco dei consumi per Coronavirus



Salt, l’operatore svizzero controllato da Xavier Niel (fondatore di Free e del Gruppo Iliad) tramite la sua holding personale NJJ, continua a crescere.

Salt Store

Dai risultati finanziari comunicati questa mattina, risulta che nell’ultimo trimestre 2019 i clienti sono aumentati sia nel mobile che nel fisso (Salt Fiber). Nel segmento mobile, il 2019 si è chiuso con 1.250.100 clienti in abbonamento (con 18 trimestri consecutivi di crescita), mentre non è stato fornito il numero totale di clienti (abbonamenti + prepaid).

Salt Fiber

Per quanto riguarda il servizio di Fibra ottica, la rivista Connect ha valutato il Servizio Clienti dell’operatore come il migliore della Svizzera e nPerf ha confermato la posizione di leader come  soluzione Internet più veloce sul mercato.

Salt Fiber è ora allacciabile presso 1,5 milioni di abitazioni svizzere, con un incremento di 200.000 unità negli ultimi 24 mesi.

Ricavi Salt

Il giro d’affari è sceso del 2,3% rispetto all’esercizio precedente, a 1,023 miliari di franchi. L’utile operativo EBITDA è diminuito dell’8,6% a 428,4 milioni. Sulla redditività ha anche pesato il fatto di aver venduto le proprie antenne al gruppo spagnolo delle torri Cellnex, operazione che sì ha permesso d’incassare 700 milioni di euro, ma che significa anche che ora Salt deve pagare per il loro affitto.

Senza tale effetto l’EBITDA sarebbe sceso solo del 5,9%. Escludendo anche l’addio di Coop Mobile e UPC (MVNO che dalla rete Salt sono passati lo scorso anno a quella di Swisscom), si legge nella nota, il fatturato e l’utile operativo sarebbero lievemente aumentati.

Salt IV 2019

Salt e Coronavirus

La pandemia da Coronavirus colpisce anche Salt: le chiamate sono aumentate del 50% e il traffico dati del 40%, ma non si registra nessun problema sulla propria rete.

L’80% dei circa cento negozi dell’operatore è attualmente chiuso, ma sono garantite le aperture in tutte le principali città. Nei 20 negozi che ad oggi sono ancora aperti lavorano solo dipendenti volontari e che possono spostarsi dalla propria residenza allo store senza l’utilizzo dei trasporti pubblici (diminuendo così i rischi di contagio).

Come segnalato per iliad Italia, anche i dipendenti dell’operatore svizzero lavorano ormai nella stragrande maggioranza dei casi da casa.

Con la chiusura delle frontiere sono naturalmente crollati i viaggi in Svizzera, con un crollo dei guadagni derivanti dal roaming. Da questo punto di vista Salt non è in grado di fare una stima di quanto l’attuale situazione potrà impattare i conti del 2020.


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