Braccio di ferro tra iliad e il Comune di Treviso, che ora vuole tutte le antenne su tetti e campanili



Continua il braccio di ferro tra il Comune di Treviso e gli operatori di telefonia mobile, in particolare iliad, in quella che è diventata una vera e propria guerra contro “i pennoni”, ovvero tutti i tralicci di grandi dimensioni utilizzati per installare le antenne dei vari gestori.

Stop iliad Treviso

A farne le spese, come abbiamo già avuto modo di raccontare nelle scorse settimane, è soprattutto iliad, che ha in programma la messa in funzione di 34 impianti in tutta la città, per garantire così una copertura adeguata sul territorio.

Stando a quanto riportato ieri dall’edizione cartacea de Il Gazzettino, sono 34 le antenne previste dal nuovo operatore di telefonia mobile in città, 10 delle quali sono quelle cedute da Wind Tre su strutture già esistenti.

La novità degli ultimi giorni è che il Comune di Treviso è riuscito ad imporre ad iliad la riduzione da 24 a 22 il numero di “pennoni” di grande impatto da piazzare nelle aree della città rimaste ancora libere. Le antenne che dovevano essere posizionate su questi “pennoni” verranno spostate sopra il campanile della chiesa Votiva e sopra quello della chiesa di Sant’Antonino.

Adesso rimangono aperti gli altri 22 fronti: la Giunta ritiene eccessivamente impattante il piano antenne ricevuto in eredità dalla precedente amministrazione e lo vuole rivedere.

L’assessore all’Ambiente vuole convincere iliad a portare in città antenne con una tecnologia più moderna e meno impattante e ha anche chiesto ai tecnici del Ministero dell’Ambiente consigli su quali tecnologie suggerire per ottenere ripetitori moderni ma con impatti ambientali decisamente più sopportabili.

L’obiettivo primario della Giunta rimane quello di riuscire a far spostare i ripetitori su tetti e campanili. In sostanza, la precedente amministrazione aveva dato mano libera sulla scelta della dislocazione dei ripetitori, la nuova è ossessionata dai “pennoni” e punta a soluzioni alternative (sarebbe anche interessante capire a quali “tecnologie più moderne e meno impattanti” si fa riferimento).

Il tutto ha portato ad uno strascico di polemiche tra maggioranza e opposizioni su questo tema e a farne le spese sarà iliad e i suoi clienti, perché se la questione non verrà risolta in tempi brevi, saranno inevitabili ritardi sull’attivazione della rete proprietaria nella città veneta.


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2 Risposte

  1. Alessandro D'Arpini ha detto:

    Nemmeno i segnali di fumo sono una tecnologia “meno impattante”. Dobbiamo scegliere tra:
    1) – telepatia
    2) – ciribiribi Kodak
    3) – sviluppo di Reti mobili e cablate
    La telepatia è interessante, ciribiribi Kodak è stata molto pubblicizzata ma poi è sparita. Resta lo sviluppo delle Reti mobili e cablate. I trevigiani, che dicono? Preferiscono la telepatia?

  2. Franco ha detto:

    Le mie radici partono da Treviso. Se Iliad trova un accordo con il comune e i suoi cittadini, avrà un ritorno di immagine così forte, che non sarà necessario spendere denaro in pubblicità in avvenire.

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