Proposta di legge per mettere fine alla fatturazione a 28 giorni


Telefonia mobile, telefonia fissa, pay tv, ormai sono diverse le aziende che hanno deciso di avvalersi della fatturazione a 28 giorni, che costringe il consumatore a pagare un canone in più su base annuale in base all’offerta attivata (con un aumento dell’8,7%).

Nella telefonia mobile ad oggi si salvano solo alcuni gestori virtuali, mentre è prassi consolidata per Wind Tre, TIM e Vodafone. Si tratta di una pratica tutta italiana, inedita in Europa anche per le stesse compagnie che operano a livello internazionale, dove fuori dai confini italiani fatturano su base mensile (vedi Vodafone).

Se anche si arriva ad interventi diretti con sanzioni e richiami da parte di AGCOM e Antitrust, le sanzioni comminate sono talmente irrisorie rispetto ai fatturati e guadagni che con questa pratica gli operatori riescono ad ottenere, che vengono palesemente ignorate.

Per fortuna presto qualcosa potrebbe cambiare: se da una parte ci sarà indubbiamente l’arrivo di Iliad con il suo nuovo operatore mobile (Ho. Mobile) e la garanzia di fatturazione a 30 giorni (parola del suo fondatore Xavier Niel), dall’altra potrebbe arrivare un intervento del Governo.

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E’ infatti di ieri una proposta di legge depositata dalla deputata Alessia Morani (PD) con cui si vuole “mettere fine alla pratica, adottata da alcuni operatori di telefonia e pay tv, di inviare bollette con una cadenza di 28 giorni”.

Il ddl Morani introduce diversi punti interessanti:

  • l’obbligo della fatturazione dei servizi su basi mensile;
  • rafforzamento dei poteri di vigilanza da parte delle Autorità competenti (che potranno comminare sanzioni più elevate e farsi restituire dagli operatori le somme indebitamente percepite, in caso di violazione dell’obbligo di cadenza mensile);
  • limita la possibilità che hanno le aziende di comunicazione elettronica, di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali, a meno che non ci si trovi in presenza di un giustificato motivo.

La deputata si augura che l’emendamento possa essere inserito nella Legge di Bilancio, così come se lo augurano tanti consumatori, stufi di vedersi modificare in continuazione tariffe e condizioni contrattuali.

Con l’approvazione di questa proposta di legge, le sanzioni potrebbero aggirarsi tra i 500.000 e i 5 milioni di euro, oltre ad un indennizzo forfettario per ogni singolo utente non inferiore a 50 euro.

Come spiega la stessa deputata, sarà proprio questo il vero deterrente: “considerando la quantità di contratti attivi, un rimborso forfettario non inferiore a 50 euro potrà scoraggiare rispetto ai comportamenti illeciti”.

Non resta che sperare in un intervento legislativo che ponga fine a questa triste pratica, in caso contrario, almeno per la telefonia mobile, i consumatori italiani potranno contare sull’arrivo di Iliad, che non avrà difficoltà a conquistare tanti clienti insoddisfatti.


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Una risposta

  1. dobale ha detto:

    Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato… scurdàmmoce ‘o ppassato, simmo ‘e Napule paisà!… Mese di 5 settimane (35 giorni) per qualche annetto e le cose si mettono a posto!

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