L’assurda e infinita storia dell’antenna iliad che a Treviso nessuno vuole



Quella di iliad e l’implementazione di nuove antenne nella città di Treviso assume sempre di più i connotati di una storia infinita e soprattutto assurda, con il gestore telefonico che sta pazientemente cercando di venire incontro a tutte le richieste prima del Comune e ora dei residenti, che non vogliono una nuova antenna vicino alle loro abitazioni.

Solo nell’ultimo anno è successo di tutto e vale davvero la pena fare un breve riassunto per capire a che livelli di assurdità si può arrivare:

  • Febbraio 2019: braccio di ferro tra iliad e il Comune di Treviso, che dichiara guerra ai “pennoni” (ovvero i piloni di grandi dimensioni dove vengono installate le antenne dei vari gestori)  e vuole tutte le antenne sui tetti e campanili.
  • Agosto 2019: il quarto operatore mobile del nostro paese è costretto a scendere ad un compromesso con il comune e porta da 24 a 22 i piloni dove installare le sue antenne. Nel frattempo in città scatta anche la psicosi 5G, con mail e telefonate dei cittadini al comune, preoccupati per l’arrivo di questa tecnologia (ancora però non presente sul territorio).
  • Ottobre 2019: le 34 antenne previste da iliad attendono ancora, ma c’è un altro gestore che non ha la stessa pazienza e ha smesso di pagare al comune i contributi annuali delle concessioni legate alle installazioni (circa 400.000 euro l’anno).
  • Febbraio 2020: tanta preoccupazione per nulla. I valori dei campi elettromagnetici in città variano dallo 0,5 ad un massimo di 2V/metro, su un limite previsto dalla normativa di 6V/metro (dati del Comune). Superfluo aggiungere qualsiasi commento.
  • Aprile 2020: residenti protestano per un impianto iliad in costruzione, pensavano fosse per il 5G e invece si trattava di 4G.

Se non è una storia infinita questa, come chiamarla? Oggi infatti va aggiunto un nuovo capitolo.

Sì, perché secondo quanto riporta il quotidiano locale La Tribuna di Treviso, siamo al terzo spostamento di una antenna iliad che i residenti non vogliono: “Dopo viale Brigata Marche, la ex caserma Salsa, ora anche l’hotel Carletto di via Bibano rischia di finire nella lista delle ipotesi stralciate”.

Chi abita nei dintorni dell’hotel non vuole quell’antenna e ha già avviato l’ennesima raccolta firme per bloccarne l’installazione. La cosa davvero “fantastica” in tutto questo è che stiamo parlando della stessa zona, ma vie diverse, con cittadini che hanno protestato per chiedere lo spostamento di una antenna che ora rischia di essere ancora più vicina rispetto alle soluzioni precedenti.

Location antenna iliad Treviso

Le tre location per l’impianto iliad

Proteste o meno, firme o non firme, appurato che l’impianto ha tutti i permessi e la conferma dall’ARPAV (o altro organismo equivalente) del rispetto dei limiti di esposizione, trattandosi di opera di interesse nazionale, si farà.

Chi andrà a rimetterci è ovviamente iliad, che poteva avere l’area coperta con la propria rete già da tempo e invece ha dovuto posticipare installazione e attivazione dei suoi impianti.


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5 Risposte

  1. Michele ha detto:

    Se Gogol’ fosse nato in Italia e fosse ancora tra noi altro che racconti,avrebbe scritto enciclopedie intere.Con questi soggetti non c’è nemmeno bisogno di sforzarsi ad immaginare,basta trascrivere la realtà.

  2. McGiver ha detto:

    Inutile dipingere ILIAD come una vittima dei cittadini ; lavoro per tutti i Gestori e sono i più incompetenti fra tutti . Se non riescono ad ottenere i permessi è perchè non sanno lavorare , negli stessi posti Vodafone presenta ed ottiene nella metà del tempo , in piena legalità .
    Telecom ha costruito una rete in funzione delle loro centrali telefoniche , Vodafone ottimizzando costi e posizioni , loro stanno facendo una rete raccogliendo i siti rifiutati da H3G e W3 e rivendendoli subito dopo a Galata e Cellnex .
    Certo , costa poco, se devi chattare con gli amici ok, ma se devi avere una copertura per lavorare lascia perdere . Non solo hanno ucciso il mercato delle SIM ( cosa buona ) ma hanno anche ucciso la qualità del lavoro di tanti.

  3. Beppe ha detto:

    Ci fosse un reale rischio li capirei anche, ma l’ignoranza in questo paese regna sovrana, senza dimenticare che quello che fa realmente male è tenere uno smartphone attaccato all’orecchio non un ripetitore che rispetta le norme e posizionato a qualche centinaio di metri di distanza.

  4. Luca ha detto:

    Le stesse persone che poi magari incassi hanno il wifi attivo 24 ore su 24 o bambini piccoli lasciati giocare con il telefono e il tablet a pochi centimetri dal corpo…

  5. Simone ha detto:

    Che tristezza. Sembra una scena da Le Comiche, ma ci sarebbe da piangere invece che ridere.

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